Trieste rafforza la sua vocazione scientifica: 4,25 milioni regionali per rilanciare la Guesthouse dell’Ictp

Il contributo del Friuli Venezia Giulia sostiene la riqualificazione dell’Adriatico Guesthouse, cuore delle attività del centro internazionale di fisica teorica.

16 ottobre 2026 23:00
Trieste rafforza la sua vocazione scientifica: 4,25 milioni regionali per rilanciare la Guesthouse dell’Ictp -
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Trieste punta ancora sulla ricerca come leva strategica del proprio profilo internazionale. La Regione Friuli Venezia Giulia ha destinato 4,25 milioni di euro al percorso di riqualificazione dell’Adriatico Guesthouse dell’Ictp, struttura destinata a diventare nei prossimi anni un hub rinnovato per studio, formazione e accoglienza scientifica.

L’intervento è stato illustrato a New York, al Flatiron Institute, in un appuntamento che ha riunito rappresentanti istituzionali e partner del progetto. Tra i presenti l’assessore regionale Alessia Rosolen, il presidente della Simons Foundation International David Spergel, il presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo Marco Gilli e il direttore del Centro Atish Dabholkar.

Una struttura chiave per la Trieste della conoscenza

L’Adriatico Guesthouse non è un edificio secondario nel sistema scientifico triestino. Costruita negli anni Settanta, dispone di 100 camere, spazi per incontri, laboratori, uffici e servizi di ristorazione, e ospita una parte consistente delle attività del Centro internazionale di fisica teorica “Abdus Salam”.

Qui si svolge oltre il 40% di lezioni e seminari dell’Ictp, che ogni anno coinvolge circa 4.000 studiosi in arrivo da più di 150 Paesi. Per Trieste significa mantenere vivo uno dei propri punti di forza più riconosciuti: la capacità di essere crocevia di ricerca, alta formazione e cooperazione accademica.

Come sarà il nuovo polo entro il 2029

L’obiettivo fissato dai promotori è trasformare la Guesthouse, entro il 2029, in una infrastruttura polifunzionale aggiornata sotto il profilo tecnico, energetico e funzionale. Il progetto prevede spazi più adatti a ospitare conferenze, programmi di studio, attività di ricerca e servizi per gli scienziati che arrivano a Trieste da tutto il mondo.

Per arrivare a questo risultato è prevista una selezione internazionale del progetto architettonico. Tra i criteri indicati ci sono sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e una migliore organizzazione degli ambienti dedicati alla didattica e alla collaborazione scientifica.

Le risorse in campo e il ruolo della Regione

Il contributo regionale finanzia le opere più urgenti: manutenzione, messa in sicurezza, progettazione tecnica e riqualificazione strutturale dell’immobile. Si tratta della quota pubblica che accompagna un’operazione più ampia, costruita insieme all’Ictp, alla Fondazione Compagnia di San Paolo e alla Simons Foundation International.

Tra le risorse già annunciate figurano anche 15 milioni di dollari messi a disposizione dalla Simons Foundation International, legati a un meccanismo di raccolta di fondi aggiuntivi di pari importo. A questo si aggiunge la campagna di fundraising Ictp 2.0, che ha già superato gli 8 milioni di euro.

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Un investimento che pesa sul futuro del Friuli Venezia Giulia

Un passaggio importante è stato compiuto lo scorso anno con l’acquisto dell’edificio da parte della Fondazione Compagnia di San Paolo, operazione che garantisce la disponibilità della struttura per le attività del Centro fino al 2056. Questo elemento offre una base stabile a un progetto che guarda al lungo periodo.

Nelle parole dell’assessore Rosolen, l’intervento rappresenta una scelta strategica per consolidare il posizionamento di Trieste nel panorama scientifico internazionale. Per il Friuli Venezia Giulia il valore dell’operazione non riguarda solo l’edificio, ma la possibilità di rafforzare un ecosistema che da decenni richiama competenze, relazioni e opportunità da ogni continente.

La riqualificazione della Guesthouse si inserisce così nella traiettoria con cui Trieste continua a presentarsi come città della scienza, della formazione avanzata e della diplomazia della conoscenza, con un impatto che va oltre i confini locali e tocca l’intera regione.

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