Trieste, protesta davanti al Municipio: “Appalto musei nel caos, lavoratori esasperati”

Trieste, protesta Fesica Confsal sui servizi nei musei civici: accuse alla cooperativa e richiesta di intervento al Comune.

31 marzo 2026 18:06
Trieste, protesta davanti al Municipio: “Appalto musei nel caos, lavoratori esasperati” -
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TRIESTE – Nuova protesta nel cuore della città per denunciare le criticità legate all’appalto dei servizi nei Civici Musei. Nel pomeriggio di lunedì 30 marzo, la sigla sindacale Fesica Confsal è tornata in piazza dell’Unità con un secondo presidio davanti al Municipio, in concomitanza con la seduta del Consiglio comunale.

Al centro della mobilitazione, le presunte disfunzioni organizzative, le violazioni contrattuali e una gestione ritenuta inadeguata da parte della cooperativa incaricata dei servizi al pubblico nei musei cittadini.

Al presidio ha partecipato una numerosa rappresentanza di lavoratori, che con megafoni e striscioni hanno reso evidente il clima di forte tensione. Tra le accuse più dure, quelle rivolte alla cooperativa sociale Cristoforo, con sede a Pontassieve, indicata come responsabile di una serie di criticità ormai segnalate da mesi.

Nel mirino non solo le condizioni lavorative, giudicate penalizzanti e inique, ma anche una lunga lista di problematiche operative: carenze organizzative, difficoltà nella gestione delle emergenze, insufficiente formazione del personale e dotazioni ritenute non adeguate.

Una situazione che si inserisce in un quadro più ampio di attenzione sulle dinamiche del lavoro e della gestione dei servizi pubblici nel territorio, come dimostrano anche recenti episodi di controlli e irregolarità emerse in altri contesti, come il caso dei lavoratori in nero scoperti nei cantieri e locali del Trevigiano.

Secondo quanto denunciato dalla Fesica Confsal, le criticità non si limiterebbero agli aspetti organizzativi. I lavoratori segnalano anche pressioni psicologiche, ostacoli nella comunicazione interna e comportamenti ritenuti arbitrari nella gestione del personale.

Tra gli elementi più rilevanti evidenziati dal sindacato, anche presunte attività antisindacali, tra cui il mancato riscontro alle richieste dei rappresentanti dei lavoratori, trasferimenti ritenuti impropri e la negazione di permessi previsti dalla legge.

Una vicenda già finita sotto la lente della giustizia: la cooperativa, infatti, è stata recentemente condannata dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Trieste con una sentenza datata 12 febbraio 2026.

Se da un lato le contestazioni riguardano direttamente la gestione dell’appalto, dall’altro i lavoratori hanno puntato il dito anche contro l’Amministrazione comunale.

Secondo il sindacato, il Comune – in qualità di stazione appaltante – avrebbe il dovere di esercitare un controllo costante e, se necessario, intervenire con strumenti sanzionatori. Tuttavia, nonostante l’invio di documentazione dettagliata e di un dossier giuridico di 15 pagine, non sarebbe arrivata alcuna risposta concreta.

Una situazione definita di inerzia ingiustificata, che ha spinto i rappresentanti dei lavoratori a chiedere un intervento deciso della politica cittadina. Il dossier, inoltre, è in fase di trasmissione anche ad altri enti, tra cui Ispettorato del Lavoro, Corte dei Conti e Autorità nazionale anticorruzione.

Il tema della gestione pubblica e delle responsabilità amministrative resta centrale anche in altri ambiti, come dimostrano casi recenti di interventi e decisioni istituzionali nel territorio, ad esempio nel dibattito sulle strategie di sviluppo e accoglienza in vista del 2027 a Pordenone.

Al termine della manifestazione, il segretario della Fesica Confsal Filippo Caputo è stato ricevuto dal presidente del Consiglio comunale Francesco Di Paola Panteca.

Dal confronto è emersa la volontà di aprire un dialogo politico più ampio: è stato infatti calendarizzato un incontro con i capigruppo consiliari di tutte le forze politiche, previsto per mercoledì 8 aprile, dopo le festività pasquali.

Un appuntamento considerato cruciale per fare chiarezza sulla gestione dell’appalto e per individuare eventuali soluzioni condivise.

La mobilitazione di piazza dell’Unità rappresenta solo l’ultimo capitolo di una vertenza che appare tutt’altro che risolta. I lavoratori chiedono risposte immediate e interventi concreti per garantire condizioni di lavoro dignitose e un servizio efficiente all’interno dei musei civici.

La partita ora si sposta sul piano politico, dove il confronto annunciato potrebbe segnare un passaggio decisivo. Resta però alta la tensione, mentre i riflettori restano puntati su una vicenda che coinvolge diritti dei lavoratori, gestione delle risorse pubbliche e qualità dei servizi culturali offerti alla città.

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