Trieste Next, il sabato del festival guarda al Friuli: dai terremoti del ’76 a Gheno e Andreoli
Il 26 settembre giornata fitta tra piazza Unità, Urban Center, Miela e Verdi: ingresso gratuito agli eventi, con prenotazione per alcuni appuntamenti.
Il legame tra scienza e territorio passa anche dalla memoria del terremoto del Friuli. Nel programma di sabato 26 settembre di Trieste Next c’è infatti un incontro che parte proprio da quella esperienza per allargare lo sguardo alla prevenzione, alla ricerca e alla cooperazione oltreconfine, dentro una giornata che porterà nel centro di Trieste alcuni dei nomi più attesi del festival.
La manifestazione distribuirà i suoi appuntamenti tra piazza Unità, Urban Center, Teatro Miela, Camera di Commercio e Teatro Verdi. Per il pubblico resta confermata la gratuità degli eventi segnalati, mentre per gli incontri principali ospitati nei teatri è prevista la prenotazione.
In piazza Unità continuerà anche il Villaggio della conoscenza, spazio pensato per mettere in contatto cittadine e cittadini con ricercatori degli istituti triestini. Laboratori, attività interattive e momenti di confronto accompagneranno l’intera giornata.
Dal sisma del Friuli alla ricerca condivisa
Il primo appuntamento in agenda è alle 10 all’Urban Center di corso Cavour con “Fare rete: la lezione dei terremoti”. Il confronto prende avvio dalla storia del sisma friulano e dai più recenti eventi distruttivi per affrontare i temi della sismologia contemporanea e degli strumenti utili a ridurre i rischi.
Al tavolo sono annunciati esperti dell’Università di Trieste, di OGS, della Protezione Civile e dell’Agenzia dell’Ambiente della Slovenia. Un passaggio che parla da vicino anche al Friuli, perché mette al centro la circolazione delle competenze tra territori confinanti e il valore della preparazione scientifica quando si parla di sicurezza delle comunità.
Libri, linguaggio e divulgazione nel cuore della giornata
Dalle 11 il Teatro Miela ospiterà Beatrice Mautino, che presenterà “Vertigine”, volume dedicato al rapporto fra medicina, speranza e cura e inserito tra i finalisti del premio Trieste Next - Science Book of the Year.
Mezz’ora più tardi, alla Camera di Commercio in piazza della Borsa, spazio al tema del supercalcolo con un incontro che chiamerà in causa Alessandra Poggiani, direttrice generale di Cineca, e Maurizio Molinari, responsabile dell’ufficio del Parlamento Europeo a Milano. Al centro del dialogo ci saranno le ricadute concrete dei supercomputer e il loro peso nei processi di innovazione e trasformazione digitale in Europa.
A mezzogiorno il programma tornerà al Teatro Miela con “Storia del mondo in 10 tempeste”, appuntamento che leggerà il cammino dell’umanità attraverso fenomeni atmosferici e climatici come vento, nebbia, gelo, pioggia e siccità.
Nel pomeriggio il festival proporrà anche un incontro sulla storia della medicina, con attenzione al contributo femminile nella costruzione del sapere medico. Alle 16.30, sempre al Miela, arriverà poi Vera Gheno con “Il sapere non è solitario”, riflessione dedicata a come nasce la conoscenza e a quale dimensione collettiva la renda possibile.
La sera tra Andreoli e il finale musicale al Verdi
Uno degli appuntamenti più attesi è fissato per le 18 al Teatro Miela con Vittorino Andreoli. Lo psichiatra affronterà il rapporto fra essere e pensiero, proposto come un processo dinamico capace di incidere sulla definizione dell’identità personale.
La chiusura della giornata arriverà alle 21 al Teatro Verdi con “DNA. Lo spettacolo che fa suonare la scienza”. In scena Telmo Pievani con i Deproducers: Vittorio Cosma, Riccardo Sinigallia, Laura Arzilli, Giovanni Maggiore e Simone Filippi.
Lo spettacolo attraversa l’origine della vita, il percorso della specie umana, la scoperta del DNA e gli strumenti oggi utilizzati per riconoscere e contrastare il cancro. Il progetto nasce dall’incontro tra i Deproducers e Fondazione AIRC, con l’idea di portare i temi della ricerca oncologica fuori dai laboratori e dentro una forma accessibile e condivisa.
Un festival diffuso che parla anche al Friuli
Trieste Next conferma così la sua formula diffusa, costruita tra luoghi simbolici della città e spazi dedicati alla cultura e alla ricerca. Non solo conferenze, ma un percorso urbano in cui divulgazione, musica, libri e confronto pubblico si intrecciano per un’intera giornata.
Per il pubblico friulano il programma di sabato ha anche un valore particolare: dalla memoria del terremoto del 1976 alle riflessioni su linguaggio, medicina e innovazione, diversi appuntamenti toccano temi che riguardano da vicino il territorio regionale. Il Villaggio della conoscenza in piazza Unità resterà per tutto il giorno uno dei punti più accessibili per chi vorrà avvicinarsi al festival.
Chi intende partecipare agli eventi nei teatri dovrà verificare la disponibilità della prenotazione, mentre per il resto della giornata Trieste offrirà un calendario fitto e gratuito, con una proposta che unisce divulgazione scientifica e attenzione alle questioni che parlano anche al Friuli di oggi.