In piazza a Trieste per la libertà in Iran. «Non lasciamo soli i giovani che chiedono libertà»
A Trieste una manifestazione partecipata richiama l’attenzione sui diritti umani e sulla richiesta di libertà e autodeterminazione.
TRIESTE – Una piazza viva, attraversata da energia, partecipazione e richieste di giustizia, ha fatto da cornice alla manifestazione promossa dalla Comunità Studentesca Iraniana dell’Università di Trieste. Un appuntamento sentito, nato per accendere i riflettori sulla situazione dei diritti umani e per ricordare le vittime della repressione, che ha visto la presenza di numerosi esponenti politici e cittadini.
Tra questi, il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Friuli Venezia Giulia, Diego Moretti, che ha sottolineato il valore simbolico e concreto della mobilitazione. «È scesa in piazza – ha dichiarato – una straordinaria energia di giovani che pretendono libertà e diritti per un popolo oppresso. È doveroso stare al loro fianco e sostenere una azione politica reale, soprattutto a livello europeo».
Secondo Moretti, la solidarietà non può fermarsi a gesti simbolici o messaggi virtuali. «Non bastano i post sui social – ha rimarcato – serve un impegno istituzionale vero, capace di dare speranza a chi subisce violenza. L’errore più grave sarebbe lasciare soli questi giovani coraggiosi». Parole che hanno trovato riscontro negli applausi e nella partecipazione attenta dei presenti.
Il sostegno del partito democratico
In piazza era presente anche la vicesegretaria regionale Pd Fvg Lucia Giurissa, che ha voluto ribadire la vicinanza politica e umana a chi lotta contro il regime teocratico. Un impegno che, ha ricordato, ha già prodotto decine di migliaia di vittime e che è aggravato dal blocco delle comunicazioni, con la conseguente interruzione del flusso di informazioni sui crimini della dittatura.
«Siamo per l’autodeterminazione dei popoli – ha affermato Giurissa – e vogliamo che donne e uomini possano finalmente essere liberi di decidere il proprio futuro». Un messaggio chiaro, che ha attraversato l’intera manifestazione e che ha trasformato la piazza triestina in un luogo di memoria, denuncia e speranza, confermando il ruolo della città come spazio di dialogo e attenzione ai temi globali.