Leccio secolare abbattuto senza preavviso: scoppia la polemica nel rione Maddalena

Abbattuto un leccio storico nel rione Maddalena a Trieste: proteste dei cittadini e polemica sulla gestione del verde urbano.

17 marzo 2026 16:58
Leccio secolare abbattuto senza preavviso: scoppia la polemica nel rione Maddalena -
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TRIESTE - Lunedì 16 marzo è stato abbattuto nel giardino della Maddalena un leccio di almeno 80-100 anni che era uno degli ultimi alberi superstiti del parco dell’ex ospedale infettivi, prezioso polmone verde del rione, distrutto da ruspe e motoseghe nel 2008 e in seguito cementificato da una speculazione edilizia terminata nel 2024.


Forte il dispiacere delle persone che hanno assistito in diretta senza nessun preavviso e spiegazione al taglio dell'albero. “Esprimiamo grande amarezza per questa ulteriore perdita di prezioso verde, di un albero che aveva una valore simbolico oltre che ecosistemico molto importante per il rione - afferma Federico Zadnich del comitato Maddalena Vive - riteniamo che queste operazioni, qualora rese necessarie dalle condizioni di salute delle piante, andrebbero comunicate alle persone in modo preventivo spiegando le motivazioni e quali saranno le compensazioni. In altri Comuni prima di un abbattimento ci sono buone pratiche di questo tipo. Per esempio a Padova c’è un protocollo che prevede che le associazioni ambientaliste e i comitati rionali in casi di abbattimenti che non prevedono la somma urgenza possano effettuare una perizia indipendente così da avere certezza assoluta che i provvedimenti abbiano una fondatezza scientifica e che non siano stati commessi errori di valutazione”.


“Riteniamo che anche a Trieste si debbano introdurre buone pratiche di questo tipo - conclude Marisa Vidali referente per il verde urbano del comitato - negli ultimi 10 anni nella nostra città il bilancio arboreo ha visto un saldo negativo 2287 tra alberi piantati e abbattuti. Notiamo anche una scarsa manutenzione e gestione del verde urbano con interventi straordinari affidati spesso a ditte che offrono il miglior ribasso e che spesso hanno poca competenza sulle potature. Dobbiamo invertire la rotta aggiornando il regolamento del verde ormai datato e come suggerito dalle linee guida del Ministero dell’Ambiente gestire in modo appropriato il verde urbano e suburbano ampliando e riqualificando queste aree all’interno della città, preziose sia dal punto di vista della qualità delle nostre vite che per contrastare e mitigare i cambiamenti climatici”.

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