Trieste, la memoria di Demenego e Rotta torna al centro: incontro pubblico a sette anni dalla tragedia

Nella sala Maggiore della Camera di commercio Venezia Giulia un appuntamento dedicato ai due agenti uccisi in Questura e al valore del servizio nelle Forze dell’ordine.

07 ottobre 2026 19:51
Trieste, la memoria di Demenego e Rotta torna al centro: incontro pubblico a sette anni dalla tragedia -
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Il nome di Matteo Demenego e Pierluigi Rotta continua a segnare la memoria civile di Trieste. A sette anni dai fatti del 4 ottobre 2019, il capoluogo giuliano ha dedicato un nuovo momento pubblico ai due poliziotti della Polizia di Stato uccisi in Questura, riportando l’attenzione su una ferita che in città resta ancora profondamente avvertita.

L’occasione è stata il convegno “Polizia, fatti di cronaca, eroi e quotidianità”, organizzato nella sala Maggiore della Camera di commercio Venezia Giulia. L’iniziativa ha allargato lo sguardo a tutti i caduti delle Forze dell’ordine, ma a Trieste il ricordo di Demenego e Rotta ha avuto inevitabilmente un peso centrale nel confronto e negli interventi della giornata.

Nei giorni precedenti, il percorso di commemorazione aveva già avuto un passaggio significativo con il Memorial Figli delle Stelle, appuntamento che richiama il legame tra i due agenti e la città.

Trieste ricorda Demenego e Rotta: a sette anni un convegno in Camera di commercio

Una città che continua a riconoscersi in quel ricordo

All’incontro ha preso parte anche l’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti, che ha richiamato l’importanza di non lasciare che il tempo attenui il senso di quanto accaduto. Il riferimento è stato alla necessità di custodire una memoria pubblica condivisa e di continuare a creare occasioni in cui il sacrificio dei due agenti venga riconosciuto apertamente.

Nel suo intervento, Roberti ha insistito soprattutto sul significato del lavoro quotidiano svolto dalle divise: poliziotti, carabinieri, finanzieri, vigili del fuoco e polizia locale. Un impegno che, nelle sue parole, coincide con un servizio reso alla collettività e con l’assunzione di responsabilità che spesso comportano anche rischi elevati.

Le voci presenti al convegno

Tra i contributi più attesi ci sono stati quelli del prefetto Giuseppe Petronzi, che all’epoca era questore di Trieste e si trovava in Questura durante la sparatoria, dell’attuale questore Lilia Fredella e del presidente della Società Velica di Barcola e Grignano Mitja Gialuz.

In sala erano presenti anche rappresentanti ai vertici delle Forze dell’ordine del territorio, insieme a numerosi agenti e funzionari di Polizia. L’incontro ha così messo insieme esperienza istituzionale, testimonianze dirette e riflessioni sul segno lasciato da quella vicenda nella comunità triestina.

Il valore pubblico del ricordo

Nel richiamare la figura dei due agenti, Roberti ha ricordato anche il loro profilo umano, tornato alla mente di molti attraverso i video in cui si vedevano all’opera per la città sulle note di “Figli delle stelle”, immagine rimasta impressa nel ricordo collettivo di Trieste.

È stato poi rievocato anche ciò che avvenne nei giorni successivi alla tragedia, quando la partecipazione dei cittadini rese evidente la vicinanza del territorio alle Forze dell’ordine. Quel passaggio, per la città, resta uno degli elementi più forti nel modo in cui Trieste continua a leggere quella pagina dolorosa.

Trieste ricorda Demenego e Rotta: a sette anni un convegno in Camera di commercio

Il convegno ospitato in Camera di commercio si inserisce dunque in un cammino di memoria che nel Friuli Venezia Giulia non si è interrotto. A distanza di sette anni, Demenego e Rotta restano due nomi che per Trieste significano non solo lutto, ma anche senso del dovere e legame con la comunità.

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