Trieste, il weekend delle signore del mare: torna il Raduno delle vele storiche
Nel Golfo attese oltre cinquanta imbarcazioni tra prove in mare, passaggio davanti a Piazza Unità e omaggio al progettista triestino Carlo Sciarrelli.
Il Golfo di Trieste si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più riconoscibili della vela tradizionale dell’Alto Adriatico. Nel fine settimana di sabato 3 e domenica 4 ottobre sono attese più di cinquanta barche d’epoca e classiche per la 29ª edizione del Raduno Città di Trieste, manifestazione organizzata dallo Yacht Club Adriaco.
Per la città sarà soprattutto un colpo d’occhio sul mare: il momento più seguito dal pubblico è previsto sabato mattina, quando gli scafi sfileranno davanti a Piazza Unità d’Italia alle 10.30. Poco dopo, a mezzogiorno, è fissata la partenza della prima prova.
L’evento triestino si inserisce anche nel calendario nazionale AIVE, l’Associazione Italiana Vele d’Epoca, e rappresenta un passaggio importante della stagione dedicata alla marineria classica. Non solo regata, quindi, ma anche occasione per riportare al centro l’identità nautica della città.
Trieste al centro del circuito dell’Adriatico
Il raduno non vive isolato, ma si colloca dentro un percorso più ampio che unisce alcuni dei principali appuntamenti del Friuli Venezia Giulia per le barche storiche. Dopo la International Hannibal Classic disputata sul campo di regata dello Yacht Club Monfalcone, la tappa triestina costituisce il secondo passaggio dell’Adriatic Classic Trophy.
Il circuito si completerà poi con la Barcolana Classic, creando di fatto un asse tra Monfalcone e Trieste che in questi giorni richiama armatori, equipaggi e appassionati da tutto l’Adriatico. Per il territorio è anche un segnale della continuità con cui la vela classica continua a trovare qui uno dei suoi riferimenti naturali.
Due giornate di regata e il borino atteso sul Golfo
Il programma prevede due prove distribuite nell’arco del weekend. La prima è in calendario sabato 3 ottobre, dopo la sfilata in mare visibile dal centro cittadino, mentre la seconda completerà il fine settimana di regate.
Le previsioni indicano la presenza del tipico borino triestino, una condizione che ben si adatta a imbarcazioni costruite per esaltare assetto, equilibrio e qualità di navigazione. È uno scenario che può valorizzare ancora di più la presenza di scafi storici capaci di raccontare, in acqua, stagioni diverse della progettazione nautica.
Lo Yacht Club Adriaco, in questo quadro, mantiene un ruolo di primo piano anche per il patrimonio custodito sulle sue banchine, dove trovano posto numerose barche in legno. Un insieme che restituisce l’idea di un vero museo galleggiante legato alla storia del mare cittadino.
L’omaggio triestino a Carlo Sciarrelli
Questa edizione assume un significato particolare anche per il ricordo di Carlo Sciarrelli, figura centrale dello yachting classico e nome profondamente legato a Trieste. Il 2026 segna infatti il ventesimo anniversario della sua scomparsa.
Tra le imbarcazioni iscritte saranno presenti diversi scafi progettati dal designer triestino. La loro partecipazione aggiunge al raduno un valore che va oltre l’aspetto agonistico e rafforza il legame tra la manifestazione e la tradizione marinara locale.
Una stagione intensa per l’Adriaco
Il Raduno Città di Trieste arriva nella parte finale di un anno particolarmente impegnativo per lo Yacht Club Adriaco. Nel corso del 2026 il circolo ha infatti ospitato e organizzato eventi di rilievo nazionale e internazionale.
Tra gli appuntamenti più importanti figurano anche i due Campionati del Mondo della classe L30, disputati sia in flotta sia nella specialità Double Handed. Il fine settimana dedicato alle vele storiche conferma così la capacità del club triestino di presidiare ambiti diversi della vela, da quella contemporanea fino al patrimonio classico dell’Adriatico.
Con il raduno in arrivo, Trieste torna dunque a presentarsi come uno dei punti di riferimento regionali per chi segue la vela d’epoca: una presenza che unisce sport, memoria nautica e uno scenario urbano che, visto dal mare, resta parte integrante dello spettacolo.