Schiamazzi, liti e segnalazioni: a Trieste sospesa l’attività di un pubblico esercizio

Trieste, chiuso per 15 giorni un locale in via delle Settefontane: il provvedimento del Questore per ordine e sicurezza pubblica.

21 marzo 2026 19:22
Schiamazzi, liti e segnalazioni: a Trieste sospesa l’attività di un pubblico esercizio -
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TRIESTE – Stop per quindici giorni a un pubblico esercizio di via delle Settefontane, dove il Questore di Trieste ha disposto la chiusura temporanea dell’attività con sospensione della somministrazione di alimenti e bevande. Il provvedimento è stato adottato ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, in seguito a una serie di verifiche che hanno fatto emergere un quadro ritenuto critico sotto il profilo dell’ordine pubblico e della sicurezza urbana.

La misura è stata notificata ai gestori del locale nella serata del 20 marzo dai militari del Comando provinciale dei Carabinieri, insieme al personale della Questura di Trieste. Alla base della decisione ci sono accertamenti e controlli eseguiti dalle forze dell’ordine, che hanno ricostruito una situazione giudicata pericolosa per la tranquillità dei residenti e per la sicurezza dell’area.

Secondo quanto emerso, il pubblico esercizio sarebbe diventato nel tempo un abituale punto di ritrovo per persone già note alle forze di polizia, con numerose segnalazioni a carico e comportamenti legati all’abuso di alcol e all’uso di sostanze stupefacenti. Un contesto che, secondo gli elementi raccolti, avrebbe contribuito a creare ripetuti problemi nella zona, alimentando tensioni e disagi per il quartiere. Il tema della sicurezza nei punti più delicati della città resta centrale anche in altri episodi recenti del territorio, come nel caso del maxi sequestro di ricci di mare a Trieste, che ha riportato l’attenzione sui controlli e sulla presenza costante delle forze dell’ordine.

Uno degli aspetti che hanno inciso sul provvedimento riguarda le numerose lamentele dei residenti della zona, che avrebbero segnalato schiamazzi, episodi di disturbo alla quiete pubblica e situazioni di generale degrado collegate alla frequentazione del locale. Non si tratterebbe dunque di episodi isolati, ma di una condizione protratta nel tempo e monitorata attraverso diversi interventi.

Trieste: chiuso per quindici giorni un pubblico esercizio sito in via delle Settefontane
Trieste: chiuso per quindici giorni un pubblico esercizio sito in via delle Settefontane

Le forze dell’ordine sarebbero infatti intervenute più volte a causa di liti e aggressioni tra avventori, elementi che hanno contribuito a delineare un quadro di forte criticità. La decisione del Questore si inserisce proprio in questa cornice, con l’obiettivo di interrompere una situazione giudicata incompatibile con le esigenze di vivibilità e sicurezza del contesto urbano. Anche in altre aree del Nordest, del resto, l’attenzione su locali e luoghi sensibili resta alta, come dimostrano operazioni recenti quali il blitz dei Nas in zona stazione a Vicenza, legato a irregolarità e criticità in esercizi pubblici.

Dopo avere valutato gli elementi raccolti, il Questore ha ritenuto necessario adottare un intervento immediato e incisivo per tutelare ordine pubblico e sicurezza dei cittadini. La chiusura per quindici giorni rappresenta quindi una misura amministrativa finalizzata a contrastare situazioni considerate potenzialmente pericolose e a riportare condizioni di maggiore controllo in un’area della città ritenuta delicata.

Il provvedimento previsto dall’articolo 100 del Tulps viene utilizzato proprio nei casi in cui un locale venga ritenuto un punto di aggregazione problematico o un luogo in cui si verificano situazioni idonee a mettere a rischio la sicurezza collettiva. In questo caso, la sospensione dell’attività di somministrazione punta a interrompere una dinamica ormai consolidata, segnalata da residenti e riscontrata nei controlli.

La Questura ha ribadito che la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri e le altre forze dell’ordine continueranno a mantenere alta l’attenzione sui luoghi considerati più esposti a fenomeni di degrado o criticità. L’obiettivo dichiarato è proseguire con un’attività costante di vigilanza e prevenzione, soprattutto nelle zone urbane ritenute più sensibili.

Il controllo del territorio resta quindi una priorità, con particolare riguardo alle aree in cui si registrano episodi ripetuti di disturbo, conflittualità o frequentazioni problematiche. Una linea che si inserisce in un più ampio quadro di presidio della legalità e della sicurezza, tema affrontato in questi giorni anche nel capoluogo friulano con iniziative di sensibilizzazione come quella dedicata alla memoria e all’impegno contro le mafie al liceo Copernico di Udine, a conferma di quanto il rispetto delle regole e la tutela della comunità siano sempre più al centro dell’attenzione istituzionale.

La chiusura temporanea del locale di via delle Settefontane viene letta anche come un segnale rivolto al territorio e ai residenti, che da tempo chiedevano maggiore attenzione rispetto ai disagi vissuti nella zona. Il provvedimento vuole infatti incidere non solo sul singolo esercizio, ma anche sul clima complessivo del quartiere, cercando di ristabilire condizioni di maggiore tranquillità, decoro e vivibilità.

In una città che continua a investire su qualità urbana, inclusione e sicurezza, la tutela delle aree più esposte a tensioni quotidiane diventa un tassello importante della gestione del territorio. E proprio a Trieste, accanto ai controlli e alle misure di prevenzione, non mancano anche progetti che rafforzano il tessuto sociale e la qualità della vita, come il progetto per anziani tra musica e teatro, segno di una città che punta sia alla sicurezza sia alla coesione della comunità.

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