Cavana racconta la sua anima: storie, memorie e emozioni in mostra a Trieste
A Trieste la mostra Cavana Stories racconta il cuore storico del quartiere tra memoria e identità.
TRIESTE - «La scuola delle prime emozioni» «Un luogo di presidi umani di solidarietà e accoglienza» «Un posto dove provo un piacere fisico a ritornare» sono alcune delle descrizioni che di Cavana hanno dato i protagonisti di «Cavana Stories, immagini, voci e suoni dalle memorie del cuore popolare di Trieste» il progetto che Cizerouno ha realizzato grazie al bando ricerche etnografiche della Regione Friuli Venezia Giulia e che verrà presentato al pubblico sabato 28 marzo 2026 alle ore 19 con una mostra multimediale pop-up al Cavò in via San Rocco 1 in Cavana.
A due passi da piazza Unità e alle spalle delle Rive, ancora oggi Cavana si presenta come un borgo, una città nella città, con un’architettura fatta di palazzotti nobiliari, case di abitazione a picco su vicoli spesso angusti ma ricchi di grande suggestione. Meta prediletta dei turisti – che la attraversano in migliaia sull’asse piazza Unità – piazza Hortis – piazza Venezia – o la scoprono scendendo dalle navi e risalendo alcune strade che si aprono sulle Rive. È stata per molto tempo il cuore popolare di Trieste. Da prima, zona importante nel tessuto cittadino – vi erano insediate molte manifatture ma anche residenze di nobili e sedi di Consolati – decade, seppur lentamente, con lo sviluppo del Borgo Teresiano. La “Città nuova”, moderna, luminosa e salubre, diventa il polo che attrae abitanti danarosi e capitali, la “Città vecchia”, alta e bassa (Cavana) diventa meta di chi cercava locali commerciali e abitazioni a poco prezzo. Basti ricordare che James Joyce al suo arrivo a Trieste nel 1904 giunse proprio in Cavana in cerca di alloggio e restò sempre un grande frequentatore di bettole e bordelli dove però trovò anche ispirazioni per il suo “Ulisse”. Proprio a Joyce nel 2019 l’associazione Cizerouno ha dedicato il progetto di installazione diffusa di luci d’artista “Doublin’”, i primi tour nella Cavana notturna, che ad oggi hanno visto la partecipazione di quasi 900 persone, e l’hashtag #cavanastories, che oggi è un vero e proprio progetto pluriennale di ricerca e valorizzazione del territorio e delle sue memorie.
Sabato al Cavò verrà presentata una parte di questa ricerca fatta attraverso lo spoglio della stampa d’epoca, di archivi fotografici, memorie letterarie e poetiche ma soprattutto i ricordi e i racconti dei testimoni diretti intervistati per l’occasione che ricostruiscono una “topografia di Cavana”.
Un racconto corale di quello che è stato questoquartiere dal secondo dopo guerra ad oggi. Sempre in bilico traluci e ombre, con vicende che ci appaiono lontanissime nella loro drammaticità – si pensi solo agli anni ’90 segnati dalla droga – ad altre entrate nelle memoria popolare di generazioni di triestini, la Cavana delle case chiuse la zona “Out of bounds” per le truppe alleate del GMA, donne spesso protagoniste di molte canzoni popolari e vere e proprie “leggende metropolitane”.
Percorrendo le vie e i vicoli oggi ci sembra impossibile cosa fu questo quartiere prima del Piano Urban della fine degli anni ’90. La stampa dell’epoca – una ricca selezione sarà proiettata sabato – racconta di crolli, incendi, sgomberi forzati, di un quartiere rifugio di tossici e sbandati ma in parallelo si ascolterà il racconto di chi in Cavana ha trovato un luogo di grande solidarietà umana e di forti legami. Di piccole botteghe “in cui la porta si apre e accoglie tutti”, di amicizie nate in strada e anche di storie d’amore nate proprio in uno di quei palazzi di via dei Capitelli, sempre sul punto di crollare ma rimasto nella memoria per le mitiche feste che ha ospitato.
QualcunoCavana l’ha fotografata, qualcuno le ha dedicato una poesia, qualcuno ha lavorato per farla rinascere e salvarla, per qualcuno Cavana è la vita.
Sabato scopriremo tutti questi racconti con un brindisi a Cavana e ai suoi abitanti, di ieri e di oggi, presentando questo evento multimediale pop-up e il sito di progetto che continuerà a raccogliere le storie e le memorie del cuore popolare di Trieste.
Dettagli della mostra:
• sabato 28 marzo 2026 ore 19.00
• luogo:Cavò (Via San Rocco 1/a)
• per info:www.cizerouno.it