Iniezioni letali a 7 pazienti anziani: pena aumentata per anestesista del FVG
Trieste, anestesista condannato per 7 omicidi: esclusa attenuante della pietà, pena aumentata in appello.
TRIESTE – Esclusa l’attenuante della pietà e pena aumentata in appello per l’anestesista di 53 anni accusato di aver causato la morte di più pazienti.
Sono state depositate le motivazioni della sentenza della Corte d’Assise d’Appello, che ha riconosciuto sette omicidi volontari.
Le motivazioni della sentenza
Secondo i giudici, il medico avrebbe agito per ragioni personali, non riconducibili a valori morali condivisi.
La Corte ha evidenziato come non sia possibile escludere motivazioni egoistiche, escludendo quindi qualsiasi giustificazione legata alla pietà.
Esclusa la sedazione palliativa
Nelle oltre 300 pagine di motivazioni, viene inoltre sottolineato che la presunta sedazione palliativa non corrisponde ai protocolli previsti dalle linee guida mediche.
Un elemento che ha contribuito a rafforzare il quadro accusatorio.
I fatti contestati
Il medico è accusato di aver provocato la morte di pazienti anziani, tra i 75 e i 90 anni, attraverso la somministrazione di potenti sedativi, tra cui il Propofol.
Secondo l’accusa, tali somministrazioni non sarebbero state annotate nelle schede di intervento.
La condanna
In appello, l’anestesista è stato condannato a 17 anni e 3 mesi di reclusione per sette decessi.
In primo grado erano stati inflitti 15 anni e 7 mesi per nove casi, con assoluzione per due episodi perché il fatto non sussiste.
Un caso complesso
La vicenda, che riguarda fatti avvenuti tra il 2014 e il 2018 durante il servizio al 118 di Trieste, resta al centro dell’attenzione per la sua complessità e per le implicazioni etiche e giuridiche.