Trieste, al Sartorio una domenica tra musica e teatro: arriva “Platero”
Il 1° novembre alle 17 il Duo Chiodini-Segulia porta al Museo Sartorio uno spettacolo che intreccia chitarra, canto e parola recitata.
Al Museo Sartorio di Trieste il pomeriggio di domenica 1° novembre si muoverà tra letteratura spagnola, musica del Novecento e interpretazione scenica. Alle 17 è in programma “Platero”, lavoro firmato dal Duo Chiodini-Segulia, inserito nel cartellone di “Voci e Corde al Sartorio”.
L’idea dello spettacolo è costruire un percorso in cui la dimensione musicale e quella teatrale procedono insieme. In scena si incontrano la chitarra, il canto e la recitazione, con un impianto pensato per dare continuità al racconto e trasformare i brani in immagini sonore.
Il nucleo del programma prende forma attorno a pagine da Platero y Yo op. 190 di Mario Castelnuovo-Tedesco, ispirato all’opera di Juan Ramón Jiménez, accostate a una selezione dalle Siete Canciones Populares Españolas di Manuel de Falla. Ne esce una proposta dal taglio raccolto, giocata su atmosfera, parola e ascolto.
Un appuntamento nel calendario culturale triestino
L’evento fa parte della rassegna “Voci e Corde al Sartorio”, progetto curato da Chamber Music con la direzione artistica di Fedra Florit. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione del Comune di Trieste, di ZKB e della Fondazione Polojaz.
Per il pubblico del capoluogo giuliano si tratta di un nuovo appuntamento in uno spazio che da tempo ospita proposte musicali capaci di valorizzare organici e formule non convenzionali. I biglietti sono disponibili presso Ticket Point Trieste.
Come nasce il Duo Chiodini-Segulia
Il duo ha preso forma nel 2023 all’interno del Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste. Matteo Chiodini, chitarrista e direttore d’orchestra, e Giacomo Segulia, attore e cantante, si sono conosciuti durante la produzione di Dido and Aeneas di Henry Purcell allestita dal conservatorio.
Nei mesi successivi i due artisti hanno condiviso anche l’esperienza del progetto “Impulsi: Musica, Audiovisivi, Performance”, dedicato alla musica contemporanea. Da quel confronto è maturata l’idea di un lavoro comune che tenesse insieme i rispettivi percorsi artistici: da qui la nascita di “Platero”.
I percorsi dei due interpreti
Chiodini, nato a Cittadella nel 1998, si è formato tra il Conservatorio Tartini di Trieste e l’Accademia “Incontri col Maestro” di Imola, completando di recente anche il Biennio di Direzione d’orchestra con Marco Angius. Nel suo percorso figurano esperienze sia sul podio sia come chitarrista, con presenze in festival e rassegne in Italia e all’estero, oltre al riconoscimento ottenuto al concorso “Peter Maag”, dove ha ricevuto il Premio dell’Orchestra e quello del Pubblico.
Tra le attività più recenti ci sono anche concerti promossi dal CIDIM presso Istituti Italiani di Cultura e un lavoro di revisione dedicato alla musica per voce e chitarra di Mauro Giuliani. Ha inoltre pubblicato Le Troubadour du Nord e suona uno strumento in cedro costruito dal liutaio Mirko Migliorini.
Segulia unisce invece formazione teatrale e musicale. Diplomato alla Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine, ha approfondito anche il canto lirico, con studi conclusi al Conservatorio “Luca Marenzio” di Brescia e successivamente al Conservatorio Tartini di Trieste. Nel suo curriculum compaiono collaborazioni con diversi registi e interpreti della scena teatrale.
Come cantante ha debuttato al Teatro Verdi di Trieste nel 2023 in Orfeo all’inferno di Offenbach, affrontando poi altri ruoli anche nell’ambito del Festival dell’Operetta al Rossetti. Parallelamente ha firmato regie per produzioni legate a La Contrada ed è stato assistente alla regia in La coscienza di Zeno. “Platero” riassume proprio questa doppia vocazione, tra voce, presenza scenica e costruzione musicale, in uno spettacolo pensato per il pubblico triestino e per chi segue i nuovi percorsi nati nel tessuto culturale del Friuli Venezia Giulia.