Trasporto pubblico a Udine, adesione ampia allo sciopero: il caso arriva in Regione

Dati elevati tra urbano ed extraurbano per la protesta del 10 settembre. Liguori annuncia un’interrogazione e chiede un confronto per evitare nuove tensioni.

12 settembre 2026 22:24
Trasporto pubblico a Udine, adesione ampia allo sciopero: il caso arriva in Regione -
Condividi

Il trasporto pubblico udinese torna al centro del confronto politico dopo la giornata di sciopero del 10 settembre 2026, che ha fatto segnare percentuali di adesione molto alte tra i dipendenti di Arriva Udine. Un dato che, per la consigliera regionale Liguori, non può essere archiviato come un episodio secondario.

La lettura proposta dall’esponente regionale è chiara: quando una mobilitazione coinvolge in modo così marcato il personale, il tema non riguarda soltanto i rapporti interni all’azienda, ma investe anche la tenuta di un servizio essenziale per chi si sposta ogni giorno in città e nel resto del Friuli.

Percentuali diverse tra linee cittadine e collegamenti fuori città

Secondo i numeri richiamati dalla consigliera, la partecipazione alla protesta ha raggiunto l’80% nel comparto urbano, mentre sulle tratte extraurbane si è attestata al 60%. Due valori che, pur distinti, descrivono entrambi una risposta ampia del personale.

La mobilitazione era stata promossa dal sindacato autonomo Asi-Au. Per Liguori, l’esito della giornata mette in evidenza un malessere che merita di essere affrontato con attenzione, anche perché il trasporto locale incide direttamente sull’organizzazione della vita quotidiana di lavoratori, studenti e famiglie.

La richiesta di un passaggio istituzionale

Su questo fronte la consigliera ha annunciato la presentazione di un’interrogazione in Consiglio regionale. Il punto, nelle sue intenzioni, è capire quale sia il quadro delle relazioni sindacali dentro Arriva Udine e se la Giunta intenda favorire un percorso di mediazione.

L’obiettivo dichiarato è evitare che la frattura emersa con lo sciopero si traduca in nuove proteste nelle prossime settimane. Per chi utilizza autobus urbani e collegamenti verso altri centri del territorio, la continuità del servizio resta infatti un tema molto concreto.

Il momento delicato per studenti e pendolari

La questione si inserisce inoltre in una fase particolarmente sensibile dell’anno, con la ripartenza dei servizi legati alla scuola e con la normale domanda di mobilità che accompagna settembre. In questo quadro, ogni tensione nel settore del trasporto pubblico assume un peso maggiore anche per l’impatto sull’utenza.

Per Liguori serve quindi un’iniziativa capace di riportare il confronto su un terreno utile, prima che il disagio dei lavoratori si rifletta ancora sul servizio. Il passaggio politico annunciato in Regione punta proprio a questo: chiarire la situazione e provare a scongiurare altre giornate difficili per il trasporto pubblico udinese.

Resta ora da vedere quali risposte arriveranno sul piano istituzionale e aziendale. Intanto, le percentuali registrate nello sciopero consegnano un segnale netto, che a Udine e nel resto del territorio friulano difficilmente potrà essere ignorato.

Segui Prima Friuli