Telefonate-trappola nel Pordenonese, 25 anziani non ci cascano e avvertono il 112

Segnalazioni da otto comuni della provincia di Pordenone: nessun raggiro riuscito. I truffatori hanno usato false urgenze, incidenti inventati e notifiche fasulle.

15 settembre 2026 13:37
Notizia verificata · Fonte: carabinieri.it · Vedi fonti
Telefonate-trappola nel Pordenonese, 25 anziani non ci cascano e avvertono il 112 -
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La parte più importante, questa volta, è che il raggiro non ha funzionato. In una sola giornata, 25 persone anziane del Pordenonese hanno riconosciuto chiamate sospette, hanno interrotto la conversazione e si sono rivolte ai Carabinieri veri, evitando consegne di denaro o preziosi.

Le segnalazioni sono arrivate lunedì 14 settembre, tra le 9 e le 18, alla Centrale Operativa del Comando Provinciale di Pordenone. Il dato riferito dall’Arma è chiaro: nessuno dei tentativi andati in scena nel corso della giornata è riuscito.

Otto comuni coinvolti nelle chiamate

Il fenomeno ha toccato più zone della provincia. Le telefonate sono state segnalate soprattutto a Pordenone e Azzano Decimo, ma casi analoghi sono emersi anche a Sacile, Brugnera, Porcia, Cordenons, Fontanafredda e San Quirino.

Chi chiamava cambiava ruolo a seconda della storia da rendere credibile: in alcuni casi si spacciava per carabiniere, in altri per agente della polizia locale o tecnico del gas. Ad Azzano Decimo uno dei truffatori ha usato perfino il nome di “maresciallo Rossi”, puntando su una formula apparentemente familiare per guadagnare fiducia.

Le storie usate per mettere pressione

Il meccanismo, secondo quanto ricostruito, era sempre simile: creare fretta, alimentare preoccupazione e impedire alla persona contattata di prendersi il tempo necessario per verificare. È in quel margine di agitazione che i malintenzionati cercano di ottenere informazioni, soldi o gioielli.

Tra i pretesti emersi c’è quello di un presunto colpo in gioielleria, usato per spingere l’interlocutore a controllare i preziosi conservati in casa. Un racconto costruito per capire se nell’abitazione ci siano oggetti di valore e preparare il passo successivo.

In altre telefonate compariva invece il racconto di un incidente stradale, con richieste di denaro motivate da spese sanitarie urgenti o da una fantomatica cauzione. Anche qui il punto era lo stesso: far leva sull’ansia e ottenere una risposta immediata.

La falsa raccomandata e il timore delle sanzioni

Fra gli espedienti utilizzati nel Pordenonese ce n’è stato anche uno meno consueto: la presunta notifica urgente di una raccomandata a casa dell’anziano contattato.

Secondo il racconto del chiamante, rifiutare quell’atto avrebbe comportato multe pesanti nei giorni successivi. Una minaccia studiata per far scattare il timore di conseguenze economiche e convincere la vittima a seguire istruzioni senza fare verifiche.

Il tentativo di lasciare sola una persona in casa

In più di un episodio, chi stava al telefono ha provato anche a modificare la situazione dentro l’abitazione, invitando uno dei coniugi a uscire per raggiungere un ufficio pubblico.

L’obiettivo, in base agli elementi raccolti dai Carabinieri, sarebbe stato quello di isolare l’altra persona rimasta in casa, rendendola più esposta a successive richieste e meno in grado di confrontarsi subito con un familiare.

Perché questa volta il raggiro è saltato

Le 25 persone contattate non hanno dato seguito alle richieste. Hanno chiuso la telefonata e hanno avvisato il 112, consentendo così ai militari di raccogliere in poco tempo un quadro preciso di quanto stava accadendo in diversi comuni della provincia.

L’Arma collega questo esito anche al lavoro di informazione svolto sul territorio contro le truffe agli anziani. Riconoscere schemi ricorrenti, toni allarmistici e richieste anomale ha permesso di evitare conseguenze. In diversi casi, le pattuglie hanno poi raggiunto le abitazioni delle persone coinvolte per rassicurarle dopo l’episodio.

Il richiamo finale resta semplice: nessun carabiniere chiede al telefono denaro, controlli sui gioielli o interventi immediati di questo tipo. Quando una chiamata punta tutto su paura e urgenza, la cosa da fare è interrompere subito la conversazione e contattare il 112.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 15 settembre 2026

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