Tarcento, la Casa di comunità arriva in Regione: focus su accessi, collaudi e servizi per i pazienti fragili
Un’interrogazione chiede chiarimenti su agibilità, verifiche tecniche e percorsi dedicati nella nuova struttura sanitaria, mentre le sistemazioni esterne proseguiranno fino al 2027.
La nuova Casa di comunità di Tarcento entra nel dibattito politico regionale con una domanda molto concreta: la struttura è già pienamente utilizzabile da tutti, in particolare da chi ha difficoltà di movimento? Il tema è stato portato in Consiglio regionale attraverso un’interrogazione che punta a fare chiarezza su collaudi, agibilità e organizzazione degli accessi.
Per un presidio destinato a diventare un riferimento sanitario del territorio, il nodo non riguarda solo l’apertura formale degli spazi, ma anche la loro effettiva fruibilità quotidiana. Al centro dell’attenzione ci sono soprattutto i percorsi per le persone con disabilità, i parcheggi riservati e le soluzioni adottate in questa fase ancora transitoria del cantiere.
L’atto ispettivo è stato presentato dalla consigliera regionale del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg Simona Liguori, che chiede alla Giunta un quadro aggiornato della situazione al momento dell’avvio del presidio sanitario tarcentino.
Le verifiche chieste alla Giunta
Nella richiesta si sollecita una ricognizione precisa sullo stato del collaudo tecnico-amministrativo, sulla presenza dell’agibilità e sugli esiti dei controlli collegati agli obiettivi del Pnrr. L’obiettivo è capire se tutti i passaggi necessari siano stati completati e con quali risultati.
Uno dei punti più delicati riguarda l’accessibilità. Nell’interrogazione viene richiamato il quadro normativo che disciplina l’eliminazione delle barriere architettoniche, con riferimento alle regole che legano la piena utilizzabilità degli edifici pubblici alla presenza di percorsi adeguati e stalli dedicati in prossimità degli ingressi principali.
Il ragionamento politico e amministrativo parte da un presupposto semplice: una struttura pensata per l’assistenza territoriale deve poter accogliere senza ostacoli anche gli utenti più fragili, garantendo sicurezza e facilità di accesso fin dal primo giorno di attività.
Un’opera da oltre 10 milioni e cantieri esterni ancora aperti
La Casa di comunità di Tarcento è stata inaugurata il 28 luglio 2026 alla presenza dell’assessore regionale alla Salute e della direzione di Asufc. L’investimento complessivo supera i 10,3 milioni di euro.
La parte principale delle risorse, oltre 7,8 milioni, riguarda l’edificio realizzato nell’ambito della Missione 6 del Pnrr. A questa somma si aggiungono circa 2,4 milioni destinati al primo lotto delle opere esterne di area distrettuale, interventi che non risultano ancora conclusi.
Proprio questo aspetto pesa nella richiesta di chiarimenti avanzata in Regione. Il completamento delle sistemazioni esterne è indicato a metà 2027 e, fino a quel momento, viene chiesto come siano organizzati in concreto i collegamenti pedonali e le aree di sosta riservate alle persone con disabilità.
Il tema per Tarcento e per la sanità territoriale friulana
Tra i chiarimenti richiesti rientrano anche le misure adottate da Asufc per rendere agevole l’ingresso alla struttura durante questa fase, compresa la presenza di segnaletica e di raccordi funzionali con gli accessi disponibili.
La questione supera il singolo caso locale e si inserisce nel percorso di rafforzamento della rete sanitaria di prossimità in Friuli Venezia Giulia. In questo quadro, la struttura di Tarcento è destinata ad avere un ruolo importante per l’area di riferimento e per i cittadini che vi si rivolgono per servizi essenziali.
Per questo l’interrogazione insiste su un punto preciso: prima della conclusione definitiva delle opere esterne, serve una risposta chiara su come vengano garantiti già oggi accessibilità, sicurezza e uso effettivo degli spazi da parte di tutti gli utenti della Casa di comunità.