StarTech Trieste, il 9 giugno può segnare la svolta: lavoratori in piazza in attesa di certezze
Per lo stabilimento ex Flextronics resta decisivo il confronto dei prossimi giorni. Regione e istituzioni locali chiedono conferme sul piano industriale e nuovi capitali.
La data che i lavoratori di StarTech guardano come un passaggio chiave è quella del 9 giugno. Da quell'incontro, infatti, dovrebbe arrivare un'indicazione concreta sul destino del sito produttivo di Trieste, al centro di una vertenza che continua a pesare su centinaia di famiglie del territorio.
In piazza Unità, durante il presidio organizzato dai dipendenti, la richiesta emersa con più forza è stata quella di avere un quadro chiaro sul futuro dello stabilimento ex Flextronics. Un tema che in città resta molto sensibile, anche per il valore industriale e occupazionale della struttura.
Accanto ai lavoratori erano presenti anche rappresentanti delle istituzioni locali. L'assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen ha definito il prossimo confronto come un momento decisivo per provare a superare una fase ancora bloccata, mentre per il Comune ha partecipato il vicesindaco Serena Tonel.
Le attese sul tavolo istituzionale
La Regione sta seguendo il dossier insieme al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nel solco del lavoro avviato fin dall'apertura della crisi che aveva coinvolto Flextronics. L'obiettivo, in questa fase, è capire se esistano le condizioni per dare continuità industriale al sito triestino.
Secondo quanto emerso, le istituzioni attendono due segnali precisi: la conferma del piano industriale e la presenza di soggetti pronti a investire nello stabilimento. Sono questi i punti sui quali si concentrano le aspettative del vertice fissato per il 9 giugno.
I nodi ancora aperti
Nel confronto con i lavoratori è stato affrontato anche il tema della Golden Power. Su questo aspetto, però, Rosolen ha chiarito che non si tratta di una strada oggi considerata né dal Ministero né dal tavolo istituzionale che segue la vicenda.
A complicare ulteriormente il quadro, ha spiegato l'assessore, ci sono state comunicazioni aziendali giudicate non adeguate, che hanno colto di sorpresa non solo i dipendenti ma anche i livelli istituzionali, regionali e nazionali. Un elemento che ha aumentato l'incertezza in una fase già delicata.
Il piano industriale, sul piano formale, risulta ancora confermato, ma il problema della liquidità ha contribuito a rendere più fragile l'intero scenario. Da qui la necessità di un chiarimento rapido, per evitare che l'attesa si traduca in un ulteriore indebolimento delle prospettive del sito triestino.
L'accordo annunciato dal Mimit
Nel frattempo, dal Mimit è arrivata la comunicazione di un accordo con Startech Industries per il rilancio dell'area ex Flextronics di Trieste. L'intesa prevede la cessione dell'intero complesso industriale alla newco, con un investimento indicato in 80 milioni di euro.
Nel piano comunicato dal Ministero viene indicato anche il pieno assorbimento degli attuali 333 lavoratori, con la prospettiva di un incremento dell'organico fino a 420 addetti. Sono numeri che, se confermati nei prossimi passaggi, darebbero al sito una prospettiva molto diversa rispetto alle preoccupazioni emerse nelle ultime settimane.
Resta quindi il 9 giugno il momento da cui Trieste attende risposte concrete. Per i lavoratori non è soltanto una scadenza formale: è il punto in cui capire se alle promesse potrà finalmente seguire un percorso industriale credibile e stabile.