StarTech, slitta a fine mese il passaggio chiesto da Regione e parti sociali
Per il sito di Trieste resta sul tavolo l’amministrazione straordinaria. Bini e Rosolen mettono in guardia sui ritardi e sugli effetti per i lavoratori.
Il nodo, per Trieste, non è più soltanto la scelta dello strumento ma il tempo necessario per arrivarci. Nella vertenza StarTech, la prospettiva indicata resta quella dell’amministrazione straordinaria, ma la domanda non arriverebbe prima della fine di ottobre.
È l’elemento che emerge dagli ultimi contatti richiamati dalla Regione, mentre sullo sfondo restano due priorità che in Friuli Venezia Giulia pesano più di tutte: la continuità produttiva del sito triestino e la difesa dei posti di lavoro.
Secondo quanto riferito dagli assessori regionali Sergio Emidio Bini e Alessia Rosolen, l’azienda avrebbe dunque orientato la propria decisione verso il percorso che istituzioni e organizzazioni sindacali considerano da tempo il più adatto per provare a riaprire una prospettiva industriale per lo stabilimento.
La linea, ricordano dalla Regione, è in continuità con quanto era stato ribadito nei giorni scorsi anche dal ministro Adolfo Urso e dal governatore Massimiliano Fedriga durante il confronto tenuto a Trieste.
Il punto che preoccupa la Regione
Il passaggio che desta maggiore allarme riguarda però il calendario. Pur a fronte della richiesta di accelerare il più possibile, l’impresa avrebbe indicato la fine del mese come orizzonte per il deposito dell’istanza.
Per Bini e Rosolen questo slittamento non è un dettaglio tecnico. La Regione lega infatti il ritardo al quadro già fragile in cui si trova la società, con il rischio che un ulteriore rinvio renda ancora più complicata la gestione della crisi.
Occupazione e futuro del sito triestino
Nel giudizio degli assessori pesa anche la vicinanza della scadenza dell’ammortizzatore sociale, elemento che rende più urgente una definizione del percorso. Il timore espresso è che l’allungamento dei tempi finisca per avere ricadute dirette sui lavoratori e sulle prospettive dello stabilimento.
Per il territorio triestino, e più in generale per il sistema produttivo regionale, la partita resta quindi aperta su due fronti strettamente collegati: mettere in sicurezza l’occupazione e creare le condizioni per una reindustrializzazione credibile del sito.
La fine di ottobre viene ora indicata come passaggio decisivo. Fino ad allora, la vertenza StarTech resta uno dei dossier industriali più delicati per il Friuli Venezia Giulia.