Spilimbergo, la Scuola Mosaicisti riparte tra iscrizioni piene e un nuovo percorso sul restauro

Anno formativo al via con circa 90 studenti, forte presenza internazionale e debutto del biennio dedicato ai beni culturali tra aula e cantieri di Aquileia.

28 settembre 2026 18:55
Spilimbergo, la Scuola Mosaicisti riparte tra iscrizioni piene e un nuovo percorso sul restauro -
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La nuova stagione della Scuola Mosaicisti del Friuli si apre con un segnale netto: il primo anno è già al completo e nei laboratori di Spilimbergo sono attesi circa 90 studenti per il 2026/2027. Per una delle realtà culturali e formative più identitarie del Friuli, il 106° avvio delle lezioni conferma un richiamo che supera da tempo i confini regionali.

L’inaugurazione si è tenuta lunedì 28 settembre nella chiesa dei Santi Giuseppe e Pantaleone, luogo che per la città ha anche un valore simbolico legato alla storia della scuola. Qui si conservano infatti opere realizzate dall’istituto, dalla Via Crucis musiva degli anni Sessanta fino a “Le litanie della Vergine”, collocata all’esterno nel 1999 su disegno di Mario Deluigi.

Alla cerimonia erano presenti studenti, insegnanti, personale amministrativo, rappresentanti degli enti che fanno parte del Consorzio, esponenti regionali dell’area lavoro, formazione, istruzione e famiglia, oltre a figure del mondo artistico e culturale locale e a professionisti usciti negli anni dalla scuola e poi approdati all’attività d’impresa.

Una scuola che richiama studenti da molti Paesi

Il dato che più colpisce resta quello della provenienza degli allievi. Quasi uno su due arriva dall’estero: il 46% del totale, con una componente europea pari al 27%. Un profilo internazionale che continua a caratterizzare l’istituto spilimberghese e che rafforza il ruolo della città nel panorama dell’arte musiva.

Tra i Paesi rappresentati compaiono, oltre all’Italia, Germania, Francia, Polonia, Romania, Ungheria, Belgio, Moldavia, Russia, Regno Unito, Australia, Vietnam, Egitto, Siria, Iran, Tunisia e Sri Lanka. Nel primo corso, dove i posti sono esauriti, sono presenti anche studenti da Libano e altri territori europei.

Resta comunque significativa la presenza friulana: oltre la metà degli iscritti italiani vive in Friuli Venezia Giulia. Durante la presentazione dell’anno è emerso come molti ragazzi abbiano scoperto la scuola visitandola con la famiglia o durante uscite scolastiche, trasformando quella prima conoscenza in una scelta di studio.

Il triennio per Maestro Mosaicista e le competenze richieste oggi

L’offerta principale continua a ruotare attorno al percorso che porta al titolo di Maestro Mosaicista. Gli studenti sono distribuiti nei tre anni del corso professionalizzante, a cui si aggiunge un percorso di perfezionamento destinato ad alcuni diplomati dell’ultimo anno precedente.

Nel triennio vengono affrontati i linguaggi fondamentali del mosaico, da quello romano e bizantino fino alle espressioni moderne e contemporanee, comprese le lavorazioni con rovescio su carta. La preparazione comprende anche terrazzo, seminato, posa, messa in opera e finiture, cioè competenze spendibili direttamente nei laboratori e nei cantieri specializzati.

Accanto alla pratica trovano spazio discipline teoriche e progettuali: disegno, teoria del colore, grafica al computer, geometria applicata, storia del mosaico, tecnologia dei materiali, modellazione digitale, documentazione e valorizzazione. Il direttore Gian Piero Brovedani ha illustrato il corpo docente e il profilo professionale in uscita, pensato per un inserimento operativo sia in Italia sia all’estero.

La novità dell’anno guarda alla tutela del patrimonio

L’elemento nuovo del 2026/2027 è l’avvio del primo biennio per Tecnico del Restauro dei Beni Culturali nel settore dei materiali lapidei, musivi e derivati. Alla presentazione era presente anche il gruppo dei primi iscritti, una decina di partecipanti chiamati a sperimentare un percorso inedito per la scuola.

Il programma sarà centrato sul recupero di superfici musive e lapidee, partendo dall’analisi del bene, del suo contesto storico-artistico e delle condizioni conservative. Le attività si svolgeranno tra lezioni teoriche e laboratori nella sede di Spilimbergo, con una parte importante dedicata all’esperienza sul campo.

In primavera gli allievi prenderanno parte a uno stage che rappresenterà circa un terzo dell’intero biennio. La parte pratica sarà sviluppata nei cantieri archeologici di Aquileia grazie alla collaborazione con Fondazione Aquileia, un collegamento che rafforza anche sul piano regionale il dialogo tra formazione specialistica e tutela del patrimonio.

Il saluto della città e due riconoscimenti agli studenti

Durante l’apertura dell’anno sono intervenuti anche il presidente Stefano Lovison, il sindaco di Spilimbergo Enrico Sarcinelli e don Giorgio Bortolotto, in un momento che ha messo insieme istituzioni, scuola e comunità attorno a una realtà che da oltre un secolo rappresenta un punto fermo per il territorio.

La mattinata si è chiusa con la consegna di due premi messi a disposizione da Marco e Nicoletta Donà, titolari della Vetreria Artistica Mario Donà & Figli, storica azienda nata a Venezia e trasferita a Spilimbergo negli anni Novanta per volontà di Mario Donà.

I riconoscimenti sono andati a Giulia Rossi e Jacopo Besseghini, segnalati per impegno e passione all’inizio del loro ultimo anno. Per entrambi è stato assegnato un buono da 500 euro da utilizzare per l’acquisto di materiali destinati al mosaico, in particolare smalti veneziani prodotti dalla ditta Donà.

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