Photonics West 2026 di San Francisco, c'è anche un'azienda friulana

SPIE Photonics West 2026: l’Italia debutta a San Francisco con 12 aziende e tecnologie avanzate per la fotonica.

21 gennaio 2026 10:41
Photonics West 2026 di San Francisco, c'è anche un'azienda friulana -
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SAN FRANCISCO (USA) - Si è aperta ufficialmente l’edizione 2026 di SPIE Photonics West, l’appuntamento annuale di riferimento per l’industria dell’ottica e della fotonica. Per la prima volta c’è anche l’Italia, che partecipa con una collettiva di 12 aziende curata dall’ICE–Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, portando a San Francisco tecnologie che vanno dall’ottica biomedicale alla micro-fabbricazione, dai laser ai display e ai componenti optoelettronici, con applicazioni dal medicale all’aerospazio.

SPIE Photonics West è riconosciuto come il principale catalizzatore internazionale per l’incontro tra innovazione scientifica e applicazioni di mercato: l’edizione 2025 ha registrato 24mila professionisti e oltre 1500 aziende espositrici provenienti da 70 Paesi, con la presenza di padiglioni nazionali di Germania, Francia, Scozia, Olanda, Lituania, Gran Bretagna, Giappone, Cina, Finlandia e Canada. L’edizione 2026 si svolge al Moscone Center di San Francisco, dal 20 al 22 gennaio.

I contenuti della manifestazione coprono le principali traiettorie dell’ecosistema photonics: ottica biomedica e biofotonica, laser industriali, optoelettronica, micro-fabbricazione e display applicati a molteplici industrie, con una lettura trasversale che unisce dispositivi, componentistica e soluzioni per l’integrazione nei sistemi.

Le aziende espositrici all’interno della collettiva italiana a SPIE Photonics West 2026 portano a San Francisco competenze e capacità industriali che intercettano le grandi direttrici della fotonica contemporanea – dalla sensoristica e dall’optoelettronica alle tecnologie per imaging e misurazione, fino alle applicazioni legate a laser e micro-lavorazioni – con un’offerta che dialoga con i bisogni di settori ad alta intensità tecnologica e con le nuove frontiere della ricerca applicata. Sono ALITE (Torino), Eye-Tech (Carrara), GEM Elettronica (San Benedetto del Tronto, AP), Gestione Silo (Scandicci, FI), Julight (Pavia), Optosensing (Napoli), ppqSense (Sesto Fiorentino, FI), QTI (Firenze), Rotonium (Gemona del Friuli, UD), Specto Photonics (Milano), Tecnottica Consonni (Calco, LC), TEDIEL (Milano).

I numeri del comparto

L’ecosistema italiano della fotonica e dell’optoelettronica si colloca tra i mercati europei a più rapida crescita per i dispositivi a semiconduttore basati sulla luce – tecnologie che abilitano prodotti che vanno da fotodiodi e diodi laser fino a componenti avanzati per sensing e imaging. Molti di questi dispositivi si basano su silicio e su semiconduttori compositi III–V, ingegnerizzati su scala micro e nano per sfruttare effetti quantistici in grado di aumentare le prestazioni in applicazioni come il rilevamento di gas, i laser, i biosensori e la rivelazione ottica.

In Europa, il mercato dell’optoelettronica è previsto in crescita da circa 2,7 miliardi di euro nel 2024 a 3,6 miliardi entro il 2030. In questo scenario, il mercato italiano della fotonica (escluse le tecnologie legate alle scienze della vita) è stimato in aumento da circa 242 milioni di euro nel 2024 a 327 milioni entro il 2030, con una crescita annua superiore al 5%, la seconda più alta tra i Paesi europei.

La crescita della domanda è legata alla scala e alla diversificazione della base industriale italiana – soprattutto in automotive, aerospazio e difesa, produzione di energia, automazione industriale e robotica – dove l’optoelettronica è integrata in applicazioni come ADAS, display di bordo e illuminazione avanzata. Il comparto automotive in Italia comprende 26 stabilimenti OEM, di cui quattro in grado di produrre motori e batterie elettriche.

L’adozione dell’Industria 4.0 rafforza ulteriormente la domanda di fotonica: i dispositivi optoelettronici abilitano misurazione, monitoraggio e controllo lungo i processi manifatturieri, nella robotica e nella logistica, e supportano trasmissioni dati ad alta capacità e minore consumo energetico – cruciali per l’automazione di fabbrica e l’integrazione IoT. In robotica e automazione, i sensori ottici alimentati da LED hanno un ruolo centrale nel rilevamento degli oggetti, nel posizionamento e nel controllo del movimento; i sistemi di illuminazione industriale a LED sono apprezzati per resistenza, visibilità e risparmio energetico in ambienti operativi difficili.

Sul fronte della sostenibilità, le politiche e le dinamiche di mercato legate a efficienza energetica e rinnovabili aggiungono un ulteriore driver di crescita, sostenendo l’adozione dei LED e dell’illuminazione efficiente attraverso quadri regolatori e standard. Nel frattempo, la domanda consumer di wearable e dispositivi smart spinge l’optoelettronica tramite sensori e display.

Le life science aggiungono un secondo pilastro, più ampio, della fotonica: il mercato italiano della biofotonica è stimato a oltre 800 milioni di euro nel 2023 e previsto in crescita fino a 1,3 miliardi, sostenuto da una rete collaborativa che coinvolge università, CNR e startup impegnate nello sviluppo di imaging avanzato, diagnostica, applicazioni terapeutiche, biosensori e nanobiotecnologie.

Il Padiglione Italia a SPIE Photonics West 2026

Il Padiglione Italia ospiterà una panoramica di soluzioni che attraversa fotonica, ottiche di precisione e tecnologie quantistiche: si va da laser e sistemi per controllare e “modellare” la luce in ambito industriale a sensori in fibra ottica che tengono sotto controllo lo stato di infrastrutture e ambiente; a queste si affiancano sensori d’immagine pensati per applicazioni di intelligenza artificiale, capaci di mantenere prestazioni stabili anche quando cambiano le condizioni operative. Sul fronte manifatturiero, sono rappresentate competenze nella realizzazione di ottiche su misura e nella costruzione di strumenti avanzati—dal mondo spazio e difesa fino al biomedicale—insieme a soluzioni per misurare vibrazioni e qualità dei processi senza contatto. Spazio anche a piattaforme che trasformano segnali e dati di rilevazione in insight operativi per monitoraggi continui, oltre a elettronica e strumentazione per pilotare e misurare esperimenti laser con grande precisione, incluse applicazioni di analisi isotopica. Nel perimetro sicurezza e reti, trovano posto sistemi che rafforzano la protezione delle comunicazioni con approcci quantum-ready, mentre sul fronte computing emergono processori quantistici fotonici progettati per funzionare direttamente “sul campo” senza infrastrutture complesse. Completano il quadro strumenti compatti per analizzare materiali e campioni biologici senza marcatori, capacità di produzione di componenti ottici tracciabili e certificati per mercati internazionali, e sistemi di cronometraggio ad altissima precisione utili in fotonica, LiDAR e sincronizzazione tempo–frequenza.

Una di queste aziende è friulana

Rotonium, azienda gemonese, è una startup deep-tech che sviluppa processori quantistici fotonici a temperatura ambiente, pensati per l’edge e destinati a satelliti, robot, apparecchiature industriali e sistemi legati alla difesa. Il suo approccio è focalizzato su co-processori quantistici progettati per integrarsi con l’elettronica esistente, con l’obiettivo di portare accelerazione quantistica direttamente sul campo – per sensing, navigazione, processi decisionali e comunicazioni sicure – senza ricorrere a criogenia o a infrastrutture ingombranti. L’azienda colloca il proprio lavoro al punto di incontro tra l’hardware digitale di oggi e gli ecosistemi aerospaziali, difesa e industriali di domani, nativamente quantistici.

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