Società benefit, in Friuli Venezia Giulia crescita netta: da 19 a 155 imprese in pochi anni
Al forum di Trieste il punto sul modello benefit: Regione, lavoro e welfare al centro di una strategia che punta a trattenere competenze e rafforzare il tessuto locale.
In Friuli Venezia Giulia le società benefit stanno guadagnando spazio con numeri che raccontano un cambio di passo nel modo di fare impresa. Il dato emerso a Trieste, durante la quinta edizione di “Fabbricare società”, fotografa una crescita evidente: dalle 19 realtà censite all’avvio del percorso nel 2022 si è arrivati a 155.
Un risultato che, per il territorio regionale, viene letto come il segnale di una maggiore attenzione verso modelli aziendali capaci di coniugare attività economica e finalità di interesse comune, dal piano ambientale a quello sociale. Il tema è stato al centro dell’incontro conclusivo ospitato al Teatrino Basaglia.
Il forum chiude la quinta edizione a Trieste
L’appuntamento “Fabbricare società” è promosso dalla Direzione Lavoro della Regione attraverso l’Agenzia Lavoro & SviluppoImpresa, con il contributo di Animaimpresa e Assobenefit e la collaborazione del ministero delle Imprese e del Made in Italy - Promozione Società Benefit.
Anche quest’anno il programma ha riunito esperienze italiane e internazionali, con imprese già trasformate in benefit o nate direttamente con questa impostazione, oltre a studiosi e accademici impegnati a valutarne gli effetti sul lavoro e sulla società.
Rosolen: modello strategico per lo sviluppo regionale
Nel suo intervento, l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen ha ribadito il sostegno dell’amministrazione a questo assetto d’impresa, indicandolo come un tassello strategico per la crescita del Friuli Venezia Giulia. Il riferimento è a un sistema in cui l’obiettivo economico si accompagna, già nello statuto societario, a impegni di utilità collettiva.
Rosolen ha richiamato anche una lettura storica del fenomeno, osservando come l’attenzione al benessere delle persone che lavorano non sia estranea alla tradizione italiana, ma rappresenti piuttosto una forma aggiornata di responsabilità sociale d’impresa, oggi intrecciata con le politiche pubbliche di welfare.
La cornice normativa e il tema delle tutele
Nel corso dell’incontro è stato ricordato il ruolo della legge regionale 14 del 2025 sull’innovazione sociale, indicata come base normativa per accompagnare l’evoluzione delle società benefit davanti alle sfide più attuali. Tra i punti richiamati: inclusione, attenzione alla disabilità, valorizzazione delle differenze e risposte più aderenti ai percorsi di vita delle persone.
L’assessore ha collegato questo impianto anche alle questioni aperte sul costo del lavoro e sul potere d’acquisto, sottolineando la necessità di un sistema sociale integrato in grado di colmare gli squilibri che pesano soprattutto su giovani e donne all’ingresso nel mercato occupazionale.
Competenze, giovani e capacità di restare attrattivi
Un altro passaggio centrale ha riguardato la competitività del territorio regionale. Secondo Rosolen, non dipende solo da opere, collegamenti o performance aziendali, ma anche dalla possibilità di attirare professionalità e di non perdere competenze, soprattutto tra i più giovani.
In questa direzione è stata richiamata l’esperienza dell’Agenzia Lavoro & SviluppoImpresa, istituita nel 2018 e sostenuta con fondi regionali ed europei del Fondo sociale Fse, con l’obiettivo di mettere in relazione politiche per l’occupazione e sviluppo economico dentro una visione unitaria.
La linea indicata dalla Regione è quella di proseguire nel confronto con università, parti sociali e sistema produttivo, mantenendo la sostenibilità sociale come asse portante della crescita del Friuli Venezia Giulia. Il forum di Trieste, in questo senso, ha offerto un nuovo passaggio di verifica su un modello che nella regione continua a estendersi.