La SLA, il dolore e la forza dell’amore: Michele Roveredo si racconta a Nordest24 | VIDEO

La forza di un figlio, la voce di chi non si arrende: l’esperienza di Michele Roveredo e ASLA Pordenone

10 febbraio 2026 10:25
La SLA, il dolore e la forza dell’amore: Michele Roveredo si racconta a Nordest24 | VIDEO -
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La sua storia è una di quelle che cambiano prospettiva sul significato di cura, resilienza e presenza accanto a chi soffre. Michele Roveredo, presidente della sezione di ASLA Pordenone, ha raccontato ieri sera, in esclusiva a Nordest24, il suo percorso personale e familiare che lo ha portato a dedicare anni di impegno alla lotta contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), e alla creazione di un’associazione che oggi rappresenta un punto di riferimento in regione.

Nel 2003 la madre di Michele, Piera, ha manifestato i primi sintomi della SLA, una malattia neurodegenerativa progressiva che non lascia via di fuga. La lunga assistenza familiare, durata tredici anni, ha profondamente segnato Michele e la sua famiglia, ma ha anche acceso in lui la determinazione a fare qualcosa di concreto per le famiglie che affrontano ogni giorno questa sfida. Da questa esperienza nasce la motivazione che, nel 2010 insieme al padre Aurelio, lo porta a fondare la sezione di ASLA Pordenone, un punto di ascolto e supporto per malati e caregiver.

ASLA Pordenone si è sviluppata come realtà dedita a sostenere i malati di SLA e le loro famiglie, promuovere la sensibilizzazione sulla malattia e raccogliere fondi da destinare alla ricerca scientifica e all’assistenza. Nell’arco di anni l’associazione ha realizzato oltre 400 eventi di solidarietà, raccogliendo più di mezzo milione di euro da devolvere a progetti di ricerca, acquisto di ausili e assistenza diretta.

Tra le iniziative più significative, Michele ha ricordato con emozione le sue imprese nelle maratone e nelle corse benefiche, in particolare quelle in cui ha spinto in carrozzina persone affette da SLA. Un esempio simbolico è la partecipazione alla maratona di Venezia, in cui ha corso affiancando “Ele sorriso”, nome affettuoso di Eleonora Carlon, una mamma malata di SLA, con l’obiettivo di portarla al traguardo insieme e dimostrare che la determinazione può trasformare una sfida in un momento di bellezza e condivisione.

Queste esperienze non sono solo eventi sportivi, ma simboli di solidarietà e speranza: attraverso di esse Roveredo spinge il messaggio che il valore della vita non si misura solo nelle battaglie contro la malattia, ma nella capacità di sperimentare la gioia e l’essere presenti qui e ora, abbracciando ogni attimo di normalità e salute come un dono prezioso.

Durante l’intervista, Michele ha sottolineato quanto sia fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla SLA, promuovendo non solo la raccolta di fondi per la ricerca, ma anche la rete di supporto psicologico e assistenziale per chi vive quotidianamente accanto a un malato. ASLA Pordenone, infatti, collabora con strutture sanitarie, professionisti e volontari per offrire servizi di sostegno psicologico, assistenza e informazione ai familiari e ai pazienti.

La voce di Michele è anche un invito profondo a chi ascolta: non dare per scontato ciò che si ha, godere della salute e del qui e ora, e impegnarsi perché nessuno si senta solo di fronte alle difficoltà della vita. Un messaggio che si intreccia con il senso stesso di ASLA Pordenone, un’associazione nata dal dolore ma cresciuta nella solidarietà, nella condivisione e nella speranza di un futuro migliore per chi affronta la SLA.

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