Al Cinema Ariston una serata tra pareti e memoria: a Trieste arriva “Dolomitismo” con Emanuele Confortin
L’8 giugno all’Ariston tre episodi della docuserie dedicata alle vie storiche delle Dolomiti. In sala anche il regista, ospite dell’incontro.
Trieste si prepara ad accogliere una serata che unisce cinema, montagna e racconto del territorio verticale. Lunedì 8 giugno, alle 20.45, il Cinema Ariston ospiterà la proiezione di tre puntate di Dolomitismo. Racconti Verticali, progetto firmato da Emanuele Confortin, che sarà presente in sala per l’incontro con il pubblico.
L’iniziativa porta nel capoluogo giuliano una docuserie costruita attorno ad alcune tra le salite più significative dell’arco dolomitico. Dopo il passaggio al Trento Film Festival, l’opera arriva quindi anche a Trieste con un appuntamento pensato per chi segue il cinema documentario ma anche per chi ha familiarità con la cultura dell’alpinismo.
La produzione è della Fondazione Dolomiti UNESCO e sviluppa un racconto che mette insieme imprese in parete, eredità storica delle grandi vie e lettura del paesaggio montano.
Tre storie di arrampicata e ricerca
Nel programma della serata sono previsti tre episodi. Il primo, Catinaccio, ritorno a Cima Mugoni, segue Gigi Dal Re nel confronto con una via storica del gruppo del Catinaccio.
Il secondo capitolo è Cadini di Misurina, la forza di un’immagine: qui Elisa Castellucci affronta Torre Leo e Torre Diavolo inseguendo le tracce lasciate da Emilio Comici, nome profondamente legato a Trieste e alla storia dell’alpinismo.
Il terzo episodio, Croda Cimoliana, sulle tracce della storia, porta invece lo sguardo sulla Gherbaz-Candot, itinerario molto conosciuto nelle Dolomiti d’Oltre Piave, affrontato da Ivan Da Rios.
Il filo tra passato e presente
Il progetto mette al centro il vissuto dell’alpinista Luca Vallata e degli altri protagonisti di cordata, facendo dialogare le esperienze di oggi con le pagine più importanti della storia alpinistica. Le ascensioni diventano così anche un modo per rileggere i luoghi e la loro memoria.
Nel racconto trovano spazio anche l’origine geologica delle pareti, illustrata dal geologo Emiliano Oddone, e il contributo artistico di Gigi Dal Re, che arricchisce la dimensione visiva della serie.
La tappa triestina e le collaborazioni
L’appuntamento all’Ariston nasce con la collaborazione del Gruppo GARS della Società Alpina delle Giulie e con il patrocinio del CAI FVG. Per Trieste è un evento che si inserisce bene in un contesto cittadino da tempo attento ai linguaggi dell’audiovisivo e alle rassegne di approfondimento culturale.
La presenza di Confortin aggiunge un elemento di interesse alla serata, offrendo al pubblico la possibilità di incontrare direttamente l’autore di un lavoro che intreccia documentazione, paesaggio e narrazione sportiva.
Chi è il regista
Nel suo percorso professionale Emanuele Confortin ha lavorato a lungo su aree di crisi tra Asia meridionale e Medio Oriente, per poi concentrare sempre più la propria attività sul documentario legato alla montagna. Tra i titoli più noti del suo lavoro ci sono 100, Solleder Lettenbauer, L’ultima via di Riccardo Bee, Diga, cronache transumanti e Kinnaur Himalaya, opere che hanno ottenuto riconoscimenti in diversi festival.
Accademico del CAI, membro del GISM e alpinista da 25 anni, Confortin porta a Trieste un progetto che attraversa Catinaccio, Cadini di Misurina e Croda Cimoliana, restituendo sul grande schermo tre vicende che parlano insieme di impresa, paesaggio e memoria delle Dolomiti.