Scuola, sanità e imprese: al Malignani di Udine prende forma il percorso in elettronica biomedica
L’istituto tecnico udinese avvia un progetto con Asufc, aziende friulane e ISDI per avvicinare gli studenti alle tecnologie biomedicali.
Un collegamento diretto tra formazione tecnica e mondo della salute entra nelle aule del Malignani di Udine. L’istituto ha messo in campo un nuovo percorso dedicato all’elettronica biomedica, pensato per gli studenti dell’indirizzo Elettronica e costruito insieme ad Asufc e a realtà produttive del territorio.
L’iniziativa punta a dare ai ragazzi strumenti più vicini alle applicazioni concrete del settore biomedicale, affiancando alle basi scolastiche un contatto reale con dispositivi, sensori e sistemi usati in ambito sanitario. Per una scuola tecnica storica del Friuli si tratta di un passaggio che rafforza il legame con uno dei comparti più avanzati per innovazione e occupazione.
La collaborazione è stata definita nei giorni scorsi nel corso di un incontro che ha riunito il direttore generale di Asufc Denis Caporale, la dirigente scolastica Maria Elisabetta Giannuzzi, il professor Emanuele Bertoni, responsabile del progetto e coadiutore del dirigente, e l’ingegner Andrea Pecile del dipartimento di elettronica dell’istituto.
Un percorso pensato per gli studenti dell’Elettronica
Il programma si rivolge in modo specifico alle classi del settore elettronico del Malignani. L’obiettivo è ampliare la preparazione tecnico-scientifica con contenuti legati alle tecnologie biomedicali, così da offrire un orientamento più preciso verso sbocchi professionali che incrociano industria, sanità e ricerca applicata.
Accanto alla parte teorica, il progetto prevede attività in cui le competenze maturate a scuola verranno messe alla prova in casi pratici. Gli studenti saranno infatti coinvolti nello sviluppo di sistemi integrati insieme alla sezione Meccanica-Meccatronica, lavorando su prototipi e dispositivi nei quali convergono elettronica, componenti meccaniche e controllo dei processi.
La rete che sostiene il progetto
Non c’è soltanto il contributo dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale. Attorno al percorso si sta costruendo una rete che comprende imprese friulane dell’elettronica e dell’informatica, oltre alla multinazionale britannica ISDI, indicata come realtà di riferimento nella produzione di sensori per raggi X.
Per gli studenti questo significa poter contare su testimonianze tecniche, momenti di confronto con professionisti e occasioni di avvicinamento al lavoro. Il valore aggiunto dell’iniziativa sta proprio nell’intreccio tra didattica, filiera produttiva locale e competenze specialistiche legate al settore sanitario.
Dalla formazione ai test sui prototipi
Il percorso sarà articolato in più tappe. Si partirà con una fase introduttiva di preparazione, per poi passare alla progettazione e alle attività applicative, fino alla realizzazione e alla verifica dei sistemi sviluppati. Sono previsti anche approfondimenti con esperti di Asufc e visite nelle aziende coinvolte.
Tra i traguardi indicati ci sono il rafforzamento delle competenze nell’elettronica biomedica, la capacità di progettare soluzioni che integrino hardware, sensori, attuatori e sistemi di controllo, oltre allo sviluppo del lavoro in gruppo e della creatività in contesti ad alta tecnologia.
Un investimento che guarda al territorio
Nella parte conclusiva, il progetto sarà presentato anche durante open day, incontri con le famiglie ed eventuali appuntamenti fieristici o di settore. Sarà quindi non solo un’esperienza formativa interna, ma anche un’occasione per mostrare all’esterno i risultati del lavoro svolto dagli studenti.
Per Udine e per il Friuli, il significato dell’iniziativa va oltre il singolo anno scolastico: mette in relazione una scuola tecnica di riferimento, il sistema sanitario e il tessuto produttivo locale in un ambito strategico, quello biomedicale, dove innovazione e competenze specialistiche possono avere ricadute concrete sul territorio.