Scuola a Monfalcone, Bullian chiede una legge ad hoc: "Basta trasformare tutto in uno scontro politico"

Il consigliere regionale di Casa civica interviene sul dibattito cittadino e rilancia nidi, infanzia, alfabetizzazione e classi meno affollate.

10 ottobre 2026 17:57
Scuola a Monfalcone, Bullian chiede una legge ad hoc: "Basta trasformare tutto in uno scontro politico" -
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Per Monfalcone, secondo Enrico Bullian, non bastano misure generiche né polemiche amplificate attorno a un singolo episodio. Il consigliere regionale di Casa civica torna sul confronto acceso che coinvolge la scuola cittadina e sostiene che serva invece un intervento costruito sulle caratteristiche specifiche del territorio.

Nel suo ragionamento, il nodo centrale non è soltanto la discussione nata dal racconto pubblico di un’insegnante con una lunga esperienza in una scuola monfalconese, ma il modo in cui quel caso è stato trascinato nel confronto politico. Bullian contesta in particolare quello che considera un utilizzo improprio del tema dei pidocchi, finito al centro del dibattito locale.

La proposta regionale per il caso Monfalcone

L’esponente di Casa civica indica come strada prioritaria una legge regionale pensata espressamente per Monfalcone. L’obiettivo, nella sua lettura, dovrebbe essere quello di intervenire su convivenza, inclusione e tenuta sociale, con strumenti concreti e non con provvedimenti simbolici.

Tra i punti richiamati c’è il rafforzamento dell’edilizia scolastica e soprattutto dei servizi per la prima infanzia. Bullian segnala che l’area di Monfalcone sarebbe quella con meno disponibilità di posti nella fascia 0-2 anni a livello regionale. A questo aggiunge la necessità di allargare anche l’offerta delle scuole dell’infanzia, dove in città vengono registrate liste d’attesa rilevanti.

Il consigliere collega questi aspetti anche alla dinamica demografica locale. Monfalcone, osserva, continua infatti a crescere in un contesto che invece, su scala regionale e nazionale, va in direzione opposta.

I rilievi sul decreto e sulla visita del ministro

Nel suo intervento Bullian esprime perplessità anche rispetto alla visita del ministro dell’Istruzione e al confronto riservato con alcuni dirigenti scolastici. A suo giudizio, un passaggio di questo tipo non affronta davvero la particolarità del contesto monfalconese, che definisce sostanzialmente unico nel panorama italiano.

Dubbi vengono sollevati anche sul limite ai non italofoni previsto dal decreto del ministro Valditara. Secondo Bullian, a Monfalcone una parte consistente dei bambini con background migratorio è nata in Italia oppure ha già frequentato qui la scuola dell’infanzia, e per questo potrebbe non rientrare nei parametri considerati dal provvedimento.

Lo stesso problema, aggiunge, si porrebbe anche nel caso di una redistribuzione degli alunni in altri plessi o in altri territori, se il tetto fissato dovesse essere superato.

Le critiche alla Garante e il caso delle dichiarazioni sui pidocchi

Una parte netta della presa di posizione riguarda la Garante per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza di Monfalcone. Bullian giudica grave il collegamento tra il tema dei pidocchi e la presenza straniera in città, un’associazione che, secondo lui, sarebbe stata già smentita da dirigenti scolastici e istituzioni competenti.

Da qui la richiesta politica di un passo indietro della Garante oppure, in alternativa, di una chiara presa di distanza da parte delle forze alleate della Lega, con un richiamo esplicito anche a Forza Italia sul piano locale e regionale.

Bullian difende inoltre la scelta dell’insegnante che ha deciso di esporsi pubblicamente raccontando la propria esperienza quotidiana. A suo avviso, in un clima cittadino così teso, quella voce andrebbe ascoltata e non usata come detonatore di uno scontro ideologico.

Alfabetizzazione degli adulti e sostegno alle classi più complesse

Nella proposta rilanciata dal consigliere trova spazio anche il tema della formazione permanente. Bullian richiama le attese presenti al Centro provinciale per l’istruzione degli adulti di Monfalcone, in particolare per i corsi di alfabetizzazione A1 e A2, considerati utili per rafforzare la conoscenza dell’italiano, soprattutto tra le donne con background migratorio.

Il pacchetto di misure, nelle sue intenzioni, comprende anche interventi nelle scuole con maggiore complessità educativa: gruppi classe da rivedere, meno alunni per aula e attività orientate al dialogo interculturale e interreligioso.

Nel suo ragionamento Bullian richiama pure quanto evidenziato dalla segretaria provinciale della Federazione italiana medici pediatri: l’ingresso a scuola dei figli di famiglie straniere dovrebbe avvenire il prima possibile, così da favorire un apprendimento corretto dell’italiano. Rinviare o separare quel percorso, sostiene il consigliere, rischierebbe solo di spostare le difficoltà al momento della scuola dell’obbligo.

La conclusione politica è che Monfalcone non trae alcun beneficio da un confronto permanente giocato sullo scontro. Per Bullian, il punto di partenza resta un intervento normativo già depositato in Consiglio regionale, da usare come base per affrontare in modo strutturale i problemi aperti nella scuola cittadina.

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