Screening colon-retto, a marzo tornano gli incontri gratuiti di ASUFC

Marzo 2026 dedicato alla prevenzione: incontri pubblici della Gastroenterologia di Udine sullo screening colon-retto.

27 febbraio 2026 10:09
Screening colon-retto, a marzo tornano gli incontri gratuiti di ASUFC -
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FRIULI - Anche nel 2026, per il mese di marzo dedicato alla prevenzione, la Gastroenterologia di Udine ripropone una serie di incontri pubblici per sensibilizzare la popolazione sullo screening del cancro del colon-retto.

Gli incontri, realizzati con la collaborazione della LILT, sono patrocinati dall’Ordine dei Medici di Udine e dalle società scientifiche gastroenterologiche, con il coinvolgimento della rete aziendale dello screening.

Gli incontri, gratuiti e aperti alla popolazione, inizieranno con la tappa di Manzano martedì 3 marzo per poi proseguire a Martignacco (17 marzo) e Remanzacco (1° aprile).

Lo screening per il tumore del colon-retto funziona. I dati lo confermano: in Friuli Venezia Giulia, dove il programma è attivo dal 2008, la mortalità si è ridotta di quasi il 40% in entrambi i sessi negli ultimi 15 anni. Eppure quasi un cittadino su due, tra quelli invitati, non aderisce ancora.

Un dato che apre una riflessione non solo sanitaria, ma anche culturale e istituzionale.

“L’efficacia del programma è dimostrata – afferma Francesco Gongolo, Responsabile della SOSD Screening e Malattie Cronico-degenerative di ASUFC – ma, con un’adesione stabile negli anni tra il 58% e il 60%, riteniamo possibile un cambio di passo solo mettendoci in discussione, coinvolgendo maggiormente le persone, presentando loro il programma e ascoltando attivamente i loro dubbi e i loro desiderata per trarne spunto di miglioramento”.

Nel 2025, durante le serate pubbliche organizzate nei Comuni del territorio in collaborazione con la LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) e l’AIGO (Associazione Italiana Gastroenterologi Ospedalieri), sono stati raccolti oltre 160 contributi anonimi per comprendere le barriere alla partecipazione. Un’iniziativa che ha trasformato un momento informativo in un laboratorio di ascolto strutturato tra istituzioni, professionisti e associazioni.

“Le principali resistenze non riguardano la qualità tecnica del percorso – spiega Debora Berretti, Direttore della SOC di Gastroenterologia di Udine – ma fattori psicologici: paura dell’esame, timore della diagnosi, ansia legata alla preparazione. Come istituzione, abbiamo il dovere di leggere questi dati e tradurli in miglioramento concreto”.

L’analisi delle risposte ha permesso di mappare con precisione le barriere percepite: dall’invasività della colonscopia all’imbarazzo nella gestione del campione fecale, fino alla sottovalutazione del rischio. Un patrimonio informativo che orienterà interventi comunicativi e organizzativi mirati.

“Se vogliamo che le persone partecipino – spiega Arianna Martinis, Responsabile della Piattaforma Endoscopica ASUFC – dobbiamo prima ascoltarle. Capire le loro paure ha aiutato, serata dopo serata, a trovare parole sempre migliori e, quando serve, anche un tono più leggero per spiegare meglio l’esame e accompagnarle meglio nell’operatività di tutti i giorni”.

Un approccio che rientra nel percorso di umanizzazione delle cure, perché prendersi cura significa non solo eseguire un esame in modo corretto, ma anche accogliere dubbi e timori con attenzione e rispetto.

Non solo sensibilizzazione, ma restituzione trasparente dei risultati e condivisione delle criticità.

“La prevenzione è una responsabilità condivisa – conclude Berretti – Il sistema sanitario deve garantire qualità e sicurezza, ma anche dimostrare apertura, capacità di revisione dei processi e volontà di miglioramento. Solo così si rafforza la fiducia che è cruciale per l’adesione e quindi per la salute della popolazione”.

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