Sappada saluta Eliseo Sartor, figura storica del fondo friulano

Aveva 90 anni. Allenatore, educatore e fondatore dei Camosci, contribuì alla crescita di atleti simbolo come Fauner e Piller Cottrer.

08 settembre 2026 10:23
Sappada saluta Eliseo Sartor, figura storica del fondo friulano -
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Nel cuore sportivo di Sappada resta un vuoto profondo dopo la scomparsa di Eliseo Sartor, nome che per decenni ha accompagnato la crescita dello sci di fondo locale e non solo. Aveva 90 anni ed è morto nella notte all’ospedale di San Daniele, dove era ricoverato dopo un delicato intervento chirurgico.

La notizia si è diffusa rapidamente tra il paese, gli appassionati e l’ambiente del fondo italiano, riportando alla memoria una figura che ha segnato intere generazioni. Il suo lavoro, silenzioso ma decisivo, è rimasto legato alla formazione di tanti giovani e alla costruzione di una cultura sportiva radicata nel territorio.

Un riferimento per lo sport di Sappada

Per la comunità sappadina Sartor non è stato soltanto un tecnico. È stato uno dei volti che hanno dato identità a una tradizione sportiva diventata parte della storia del paese. La sua esperienza sulle piste e accanto agli atleti lo aveva reso un punto autorevole, stimato ben oltre l’ambito agonistico.

Il suo nome richiama inevitabilmente quello di campioni come Silvio Fauner e Pietro Piller Cottrer, cresciuti anche grazie al suo insegnamento. Ma il suo contributo non si misura soltanto nei risultati più celebri: riguarda soprattutto il lavoro quotidiano svolto con pazienza, metodo e attenzione verso i ragazzi.

Il legame con i Camosci e con i giovani

Nel 1980 fu tra i fondatori dell’Associazione sportiva Camosci, realtà diventata nel tempo un simbolo del fondo a Sappada. In quel progetto Sartor mise energie, competenze e una visione educativa dello sport che ha lasciato tracce durature.

Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un uomo diretto, concreto e disponibile, capace di trasmettere disciplina e serietà senza perdere il rapporto umano con gli atleti. Il suo insegnamento partiva dalla pista, ma arrivava molto più lontano, toccando il senso di appartenenza alla comunità e il valore dell’impegno.

Proprio lo scorso anno i Camosci avevano celebrato i 45 anni di attività insieme ai 90 anni di Sartor, in un momento carico di riconoscenza per una figura considerata da molti un riferimento storico del movimento sappadino.

Il cordoglio oltre i confini del paese

Nelle ore successive alla sua morte sono arrivati numerosi messaggi di vicinanza e ricordi condivisi da atleti, tecnici e appassionati. Il cordoglio non si è fermato a Sappada: la sua figura era conosciuta e rispettata nell’intero ambiente dello sci nordico.

La sua eredità resta intrecciata a una stagione importante del fondo italiano, costruita non soltanto dai grandi eventi e dalle medaglie, ma anche dal lavoro costante dei maestri di paese, dei tecnici che hanno formato i vivai e accompagnato i ragazzi nella loro crescita sportiva e personale.

Il ricordo della famiglia e della comunità

Eliseo Sartor lascia la moglie Annamaria Samassa, il figlio Ugo, le nipoti Maddalena e Marianna e il pronipote Martin. Attorno alla famiglia si raccoglie in queste ore l’abbraccio della comunità di Sappada e di tutto il mondo del fondo friulano.

Con la sua scomparsa se ne va una presenza storica per lo sport locale, ma resta un patrimonio fatto di esempi, insegnamenti e rapporti umani che hanno attraversato decenni. Per Sappada il suo nome continuerà a coincidere con una parte importante della propria memoria sportiva.

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