Sanità territoriale, Tarcento apre la nuova Casa di comunità: oltre 10 milioni per il polo del distretto
Taglio del nastro per la struttura che servirà l’area del Tarcentino e dell’Alto Friuli. Completato l’edificio, opere esterne avanti fino all’estate 2027.
Per il Tarcentino si apre una nuova fase dell’assistenza di prossimità. A Tarcento è stata presentata ufficialmente la nuova Casa di comunità, destinata a diventare uno dei punti di riferimento per i servizi sanitari territoriali nell’area dell’Alto Friuli.
L’inaugurazione si è tenuta il 28 luglio 2026, con la presenza dell’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, del direttore generale di Asufc Denis Caporale, del sindaco Mauro Steccati e di altri amministratori del territorio.
L’operazione nel suo complesso supera i 10 milioni di euro. Di questi, 7.868.376 euro sono serviti per realizzare il nuovo edificio ora concluso, mentre altri 2.475.742 euro finanziano il primo lotto delle sistemazioni esterne del distretto sanitario, che proseguiranno fino ad agosto 2027.
Un presidio pensato per avvicinare le cure
La nuova struttura entra nella rete regionale con una funzione precisa: portare una parte sempre più ampia delle risposte sanitarie fuori dall’ospedale e più vicino ai cittadini. Il modello a cui guarda la Regione è quello di una presa in carico continuativa, soprattutto per chi convive con patologie croniche o ha bisogno di percorsi assistenziali non limitati all’emergenza.
Nel corso della cerimonia è stato ribadito che la riorganizzazione della sanità passa anche da luoghi come questo, dove prevenzione, assistenza territoriale e supporto domiciliare devono trovare maggiore integrazione.
I numeri dell’investimento a Tarcento
Il cuore dell’intervento è dunque completato, ma il progetto non è ancora del tutto chiuso. Se l’edificio principale è pronto, resta aperta la partita delle opere esterne collegate al distretto, inserite nel primo lotto ancora in esecuzione.
Per Tarcento il risultato ha anche un peso locale evidente: significa consolidare un presidio sanitario in un’area che guarda non solo al capoluogo comunale, ma a un bacino più ampio del Friuli collinare e montano.
Il nodo: meno centralità dell’ospedale, più rete sul territorio
Tra i concetti richiamati durante l’inaugurazione c’è quello dell’appropriatezza delle cure. L’idea illustrata dalla Regione è che un minore ricorso al ricovero, quando sostenuto da servizi territoriali e domiciliari più solidi, non rappresenti un arretramento, ma un uso più corretto delle risorse sanitarie.
In questo quadro, le Case di comunità vengono considerate uno strumento per accompagnare i pazienti nei diversi passaggi del percorso di cura, evitando quando possibile accessi impropri alle strutture ospedaliere.
Assistenza domiciliare e prevenzione tra gli obiettivi regionali
Durante l’incontro è stato richiamato anche il dato dell’assistenza domiciliare integrata in Friuli Venezia Giulia. La Regione ha superato il traguardo fissato dal Pnrr, raggiungendo l’11,65 per cento a fronte di un obiettivo nazionale del 10 per cento.
Accanto a questo aspetto, l’attenzione resta concentrata sulla prevenzione e sul potenziamento dei servizi rivolti alle donne e ai malati cronici, indicati come settori centrali nella nuova organizzazione dell’assistenza.
La piena efficacia della struttura, è stato sottolineato, dipenderà anche dalla capacità di orientare meglio i cittadini tra i diversi servizi disponibili. Per questo, oltre al lavoro di professionisti sanitari, medici di medicina generale, enti locali e Terzo settore, servirà anche una comunicazione più chiara su dove trovare la risposta più adatta ai propri bisogni. Per Tarcento, intanto, il prossimo passaggio resta il completamento delle opere esterne previsto entro agosto 2027.