Sanità in Friuli Venezia Giulia, Forza Italia rilancia sui servizi territoriali: "Più Rsa e assistenza a domicilio"

I consiglieri regionali del gruppo azzurro rivendicano i dati aggiornati al marzo 2026 e riaprono il confronto politico sulla gestione della rete sanitaria.

26 ottobre 2026 13:09
Sanità in Friuli Venezia Giulia, Forza Italia rilancia sui servizi territoriali: "Più Rsa e assistenza a domicilio" -
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Nel confronto politico sulla sanità regionale, Forza Italia torna a mettere al centro la crescita dei servizi dedicati agli anziani e all'assistenza fuori dall'ospedale. Il gruppo in Consiglio regionale richiama i numeri aggiornati a marzo 2026 e sostiene che il sistema, rispetto agli anni precedenti, abbia rafforzato sia la disponibilità nelle Rsa sia il sostegno domiciliare per gli over 65.

A firmare l'intervento sono i consiglieri Andrea Cabibbo, Roberto Novelli e Michele Lobianco, che parlano di dati ufficiali e li usano per respingere le critiche arrivate dall'opposizione sulla tenuta del servizio sanitario in Friuli Venezia Giulia.

I numeri richiamati dal gruppo azzurro

Secondo quanto evidenziato dai tre esponenti di Forza Italia, i posti letto nelle residenze sanitarie assistenziali risultano aumentati del 16% rispetto al 2019. Nello stesso quadro, l'assistenza domiciliare rivolta alla popolazione con più di 65 anni sarebbe passata dal 5,3% al 10,8%.

Nel pacchetto di dati citato dal gruppo rientra anche la programmazione degli ospedali di comunità: i posti letto previsti sono 328, valore che i consiglieri indicano come superiore di 89 unità rispetto allo standard nazionale di riferimento.

Il punto politico: meno centralità dell'ospedale, più presa in carico sul territorio

Nella lettura proposta da Forza Italia, il giudizio sulla sanità non può fermarsi al solo conteggio dei letti ospedalieri. I consiglieri sostengono che la qualità del sistema si misuri soprattutto nella capacità di indirizzare ogni paziente verso il percorso più adatto, distinguendo tra emergenze, acuzie, cronicità e fragilità legate all'età avanzata.

Da qui l'insistenza sulle strutture intermedie e sulle cure a domicilio, considerate più appropriate in molti casi rispetto al ricovero tradizionale. Il ragionamento politico, spiegano, è quello di alleggerire gli ospedali dai ricoveri non necessari e allo stesso tempo offrire risposte più vicine alle famiglie.

Il richiamo alla riforma del 2014

Nel loro affondo, Cabibbo, Novelli e Lobianco riportano il dibattito agli anni della giunta Serracchiani. Ricordano infatti che con la legge regionale 17 del 2014 era stata avviata una revisione della rete ospedaliera, con una riduzione e razionalizzazione dei posti letto e con l'obiettivo di spostare una parte dell'assistenza verso il territorio.

Nel documento politico viene richiamata anche la prospettiva, allora indicata dall'assessorato competente, di trasferire 100 milioni di euro dall'ambito ospedaliero ai servizi territoriali. Un passaggio che Forza Italia usa per contestare l'attuale linea del Partito democratico e per sottolineare quello che definisce un cambio di narrazione rispetto al passato.

Case di comunità, personale e tempi da verificare

Pur rivendicando l'impostazione della rete territoriale, i consiglieri non ignorano i nodi ancora aperti. Tra i punti indicati ci sono l'attivazione concreta di case della comunità e ospedali di comunità, la necessità di personale adeguato e il controllo sul reale funzionamento dei servizi programmati.

La linea espressa dal gruppo è che il rafforzamento dell'assistenza diffusa debba servire a evitare ricoveri impropri e a rendere meno difficili le dimissioni, soprattutto per pazienti anziani, cronici o fragili. L'obiettivo, nella loro ricostruzione, è evitare che il peso dell'assistenza ricada interamente sulle famiglie.

Lo scontro con il Pd resta aperto

La parte più politica della nota è rivolta direttamente al Partito democratico. Forza Italia sostiene che una riorganizzazione giudicata legittima e necessaria quando governava il centrosinistra venga oggi descritta come un attacco alla sanità pubblica solo perché portata avanti da una maggioranza diversa.

I consiglieri respingono inoltre le accuse su presunte privatizzazioni o chiusure generalizzate, parlando di letture allarmistiche prive di fondamento. Il tema, destinato a restare al centro del dibattito regionale anche in Friuli, riguarda non solo i numeri ma la capacità del sistema di trasformare la programmazione in servizi effettivamente accessibili ai cittadini.

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