Sanità in Alto Friuli, Pd all’attacco: «La petizione con 18mila firme va discussa»
Celotti e Mentil difendono le associazioni dell’area di Tolmezzo e chiedono al Consiglio regionale di affrontare il dossier rimasto senza risposta.
Nel confronto sulla sanità dell’Alto Friuli torna al centro la petizione sostenuta da migliaia di cittadini. A rilanciare il tema sono i consiglieri regionali del Pd Manuela Celotti e Massimo Mentil, che contestano le dichiarazioni dell’assessore alla Salute Riccardo Riccardi e sollecitano una discussione formale dell’atto depositato in Consiglio regionale.
Per i due esponenti dem, il punto politico non riguarda soltanto il merito delle scelte sanitarie, ma anche il rapporto con il territorio. Nel mirino c’è il giudizio espresso sull’iniziativa promossa da due realtà associative dell’area montana, considerato offensivo verso chi ha raccolto e sottoscritto le firme.
Il nodo delle firme ancora senza esame
Celotti e Mentil ricordano che la petizione, sostenuta da oltre 18mila cittadini e cittadine, non è stata ancora trattata nonostante sia trascorso quasi un anno dalla consegna al presidente del Consiglio regionale. Secondo i consiglieri, i tempi previsti dal regolamento per l’esame sarebbero ormai superati.
Da qui la richiesta rivolta alle istituzioni regionali, a partire dall’assemblea legislativa, perché venga affrontata una questione che per i firmatari riguarda servizi sanitari essenziali e scelte che incidono direttamente sull’assetto dell’assistenza in Alto Friuli.
I due consiglieri parlano anche di un problema più ampio: a loro avviso, il mancato riscontro a questa iniziativa si inserisce in una prassi che vede diverse petizioni ancora ferme, senza una risposta nel merito dei quesiti posti dai cittadini.
Le associazioni di Tolmezzo al centro della polemica
La presa di posizione del Pd arriva dopo la lettera inviata da Sonia Piller Roner, presidente di Andos comitato di Tolmezzo, e da Silvia Cotula, presidente dell’associazione oncologica Alto Friuli. Il documento è stato indirizzato al presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, al direttore generale di Asufc Denis Caporale e al direttore della Soc direzione medica di Tolmezzo Alessandro Conte.
Nella loro nota, Celotti e Mentil sottolineano il ruolo svolto da queste associazioni nel sostegno alle persone con problematiche oncologiche e giudicano inaccettabile che venga messa in discussione la serietà del loro impegno e, insieme, quella dei tanti cittadini che hanno aderito alla raccolta firme.
Le contestazioni fanno riferimento alle parole pronunciate dall’assessore Riccardi durante l’inaugurazione dei nuovi spazi destinati alla Soc di oncologia nella sede di Tolmezzo del presidio ospedaliero, avvenuta il 19 ottobre.
Il caso della chirurgia senologica
Un altro passaggio richiamato dai consiglieri riguarda la chiusura della chirurgia senologica a Tolmezzo, decisione che indicano come assunta alla fine del 2024. Su questo punto, Celotti e Mentil criticano le motivazioni finora richiamate dall’assessore.
Secondo la loro ricostruzione, per giustificare quella scelta si continuerebbe infatti a fare riferimento al dato dei reinterventi contenuto nel Pne 2025, elemento che i due giudicano non coerente sul piano temporale rispetto alla decisione già presa.
La conclusione politica del loro intervento è netta: invece di liquidare le domande arrivate dal territorio, sostengono, la Regione dovrebbe entrare nel merito delle questioni sollevate e fornire risposte puntuali ai cittadini dell’Alto Friuli, che chiedono chiarimenti sul futuro dei servizi sanitari locali.