San Pietro al Natisone ospita “Balkan Tour”: musica e racconto tra le Valli del Natisone e l’Est europeo
Giovedì 14 maggio alla Sala Polifunzionale l’appuntamento con il progetto dell’Orchestra a plettro Tita Marzuttini, nel programma della Setemane de culture furlane.
Le Valli del Natisone accolgono una nuova tappa di “Balkan Tour”, il progetto che intreccia parole e musica in un percorso capace di mettere in dialogo il Friuli con l’area balcanica. L’appuntamento è fissato per giovedì 14 maggio, alle 20.45, nella Sala Polifunzionale di San Pietro al Natisone, in via del Klančić 4.
L’iniziativa arriva in un contesto particolarmente coerente con il territorio: il concerto-spettacolo è infatti inserito nella Setemane de culture furlane, promossa dalla Società Filologica Friulana, ed è sostenuto sul piano organizzativo dalla Pro Loco Nediške Doline con il supporto del Comune di San Pietro al Natisone.
Un passaggio significativo per il territorio
La data di San Pietro al Natisone si inserisce in un percorso che nelle settimane precedenti ha già richiamato pubblico in diverse città friulane, da San Daniele del Friuli a Pordenone, passando per Udine e Gradisca d’Isonzo. Il progetto approda quindi in un’area dove il tema del confine, degli scambi culturali e delle identità che si incontrano ha un significato particolarmente forte.
Proprio per questo la serata nelle Valli assume un valore che va oltre il semplice cartellone musicale: “Balkan Tour” lavora infatti su una trama di memorie, suoni e narrazioni che si adatta bene a un territorio storicamente aperto al confronto tra lingue e culture.
Il progetto della Marzuttini verso i 140 anni
L’idea porta la firma di Andrea Miola, che ne cura anche la direzione artistica, mentre la produzione è dell’Orchestra a plettro Tita Marzuttini di Udine, realtà sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Lo spettacolo si colloca nel cammino che accompagna l’orchestra verso il traguardo dei 140 anni dalla fondazione, avvenuta nel 1886.
Miola ha sottolineato il riscontro raccolto nelle tappe precedenti, parlando di sale piene e di una partecipazione sentita da parte del pubblico. Un segnale, secondo il direttore artistico, della capacità dello spettacolo di entrare in sintonia con il territorio attraverso registri diversi, dalla parola alla musica.
Il racconto di Floramo e il ruolo della musica
Tra gli elementi centrali del progetto c’è la presenza dello storico e scrittore Angelo Floramo, chiamato a dare corpo alla parte narrativa. Il suo contributo è stato indicato come uno degli aspetti più apprezzati dello spettacolo, grazie a un modo di raccontare che unisce storia, immagini, ironia e partecipazione.
Nelle date di Pordenone e Udine, per un’improvvisa indisponibilità di Floramo, i testi sono stati interpretati dall’attore Massimo Somaglino. Miola ha evidenziato la qualità del suo intervento, definendolo prezioso per la riuscita delle serate e capace di inserirsi con naturalezza nello spirito del progetto.
Accanto alla narrazione, resta centrale il lavoro musicale dell’ensemble diretto dal maestro Luca Zuliani. Il programma accompagna il pubblico tra danze, temi popolari friulani e balcanici e pagine di repertorio colto, costruendo un percorso sonoro che segue e sostiene il racconto.
La voce ospite e le informazioni utili
Nello spettacolo trova spazio anche la cantante Margherita Zuccato, giovane interprete friulana scelta all’interno del progetto. La sua presenza è stata messa in evidenza per sensibilità espressiva, qualità vocale e tenuta scenica, in un dialogo con l’orchestra valorizzato anche dagli arrangiamenti vocali curati da Zuliani.
Per la Tita Marzuttini, “Balkan Tour” rappresenta anche una dichiarazione di intenti: mantenere viva la propria identità storica aprendosi, allo stesso tempo, a formule nuove e a collaborazioni tra linguaggi artistici differenti.
Dopo la serata di San Pietro al Natisone, il percorso si concluderà il 25 maggio a Capodistria. Per l’appuntamento di giovedì 14 maggio alla Sala Polifunzionale l’ingresso è libero.