San Leonardo, castagneti sperimentali: un modello per rilanciare la montagna

Dalla genetica degli alberi agli innesti più resistenti: Regione e territorio puntano su produzione, paesaggio e turismo

21 aprile 2026 12:20
San Leonardo, castagneti sperimentali: un modello per rilanciare la montagna -
Condividi

SAN LEONARDO – I castagneti sperimentali avviati nel territorio comunale potrebbero diventare un riferimento per progetti di recupero in altre aree del Friuli Venezia Giulia. A sostenerlo è l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, che oggi ha effettuato un sopralluogo negli impianti, frutto di un lavoro decennale che unisce ricerca scientifica e collaborazione tra istituzioni e privati.

Dieci anni di lavoro: dalla genetica al coinvolgimento del territorio

Il percorso, spiegano dalla Regione, è partito con un passaggio considerato decisivo: la tipizzazione genetica degli alberi. Un’operazione che ha permesso di verificare l’origine autoctona delle piante e di riconoscerne le varietà. Da lì, il progetto si è allargato grazie al coinvolgimento degli enti locali delle Valli del Natisone e del Torre, della Comunità di montagna, di imprenditori agricoli, proprietari dei terreni e tecnici specializzati.

Secondo Zannier, la scelta di mettere in rete soggetti diversi è stata determinante: l’obiettivo è “ricreare le condizioni” perché i castagneti tornino a produrre, sfruttando le innovazioni tecniche disponibili ma senza snaturare le caratteristiche originarie delle specie presenti.

Un progetto a lungo termine con ricadute economiche e ambientali

L’assessore ha ricordato che risultati solidi non arrivano in tempi brevi e che, per progetti di questa dimensione, servono strutture organizzate e una “squadra” di attori motivati. I primi segnali positivi registrati negli impianti, ha aggiunto, potranno fare da apripista per altri interventi di recupero.

Al centro c’è anche la valorizzazione del territorio: riportare produttività ai terreni significa renderli nuovamente attrattivi sia dal punto di vista agricolo, sia sotto il profilo ambientale e paesaggistico.

Durante la mattinata è stato inoltre evidenziato come, storicamente, i castagneti abbiano rappresentato una fonte di reddito importante soprattutto per le aree collinari e montane della regione. Oggi, il comparto può offrire prospettive lungo più filiere: produzione di castagne e marroni, trasformazioni alimentari di qualità (come farine, marron glacé e castagne secche), utilizzo del legno, apicoltura, oltre a opportunità legate al turismo e alla gestione ambientale.

Innesti più rapidi e piante più resistenti: la sfida del clima e delle malattie

La sperimentazione di San Leonardo punta anche ad accelerare il ritorno alla produttività. Grazie ad analisi scientifiche rigorose, vengono studiati innesti capaci di favorire lo sviluppo di alberi produttivi in tempi più brevi e con una maggiore resistenza agli effetti dei cambiamenti climatici, ai parassiti e alle patologie fungine che possono provocare danni profondi alla corteccia.

Inaugurata la nuova strada forestale da 550 mila euro

A margine del sopralluogo è stata inaugurata anche una nuova strada forestale di accesso ai castagneti. L’intervento è stato finanziato con 550 mila euro nell’ambito della concertazione 2024, con l’obiettivo di migliorare la fruibilità dell’area e supportare le attività di gestione e valorizzazione dei boschi.

Scopri di più:

De Sabbata torna al Rally Fvg: obiettivo bis dopo il podio 2024

Approfondisci anche:

Società Operaia di Pordenone, premi alla fedeltà e sfida Pordenone 2027

Segui Prima Friuli