San Daniele, l’odontoiatria dedicata alle disabilità amplia la presa in carico: quasi 800 pazienti seguiti
Bilancio del Progetto Orchidea all’ospedale di San Daniele del Friuli: 2.309 prestazioni nel 2025 e una rete costruita in oltre vent’anni.
Quasi ottocento persone assistite in un anno raccontano meglio di qualsiasi definizione il peso che il Progetto Orchidea ha assunto per il territorio friulano. All’ospedale di San Daniele del Friuli, il servizio odontoiatrico pensato per i pazienti con disabilità ha archiviato il 2025 con 798 utenti curati, 2.309 prestazioni complessive e 167 giornate di attività.
Il punto sul progetto è stato fatto nella struttura sanitaria sandanielese, dove sono stati illustrati risultati, organizzazione e prospettive di un’esperienza che da oltre un quarto di secolo rappresenta un riferimento per le famiglie alle prese con situazioni cliniche particolarmente delicate.
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, il direttore generale di Asufc Denis Caporale, il referente del progetto Mario Di Pietro e il sindaco di San Daniele del Friuli Pietro Valent, insieme ad amministratori locali.
Un servizio costruito sui casi più complessi
Il tratto distintivo di Orchidea è la capacità di adattare le cure a pazienti che spesso non riescono ad affrontare un normale percorso odontoiatrico. Per i non collaboranti, i trattamenti vengono eseguiti in sedazione profonda, in day hospital, all’interno dell’ospedale di San Daniele.
Negli anni, però, l’attività si è allargata anche ai pazienti collaboranti, trasformando il progetto in una risposta più ampia e strutturata. Oggi il lavoro si sviluppa su quattro giornate di cura: tre dedicate ai collaboranti e una riservata ai non collaboranti. La media settimanale è di circa 20 persone visitate.
Alla base c’è un’impostazione multidisciplinare che mette insieme competenze odontoiatriche, anestesiologiche, pediatriche e di medicina interna, così da affrontare bisogni sanitari che richiedono un coordinamento non ordinario.
L’équipe e il modello organizzativo di San Daniele
L’organico oggi comprende Giovanni Cattani, direttore del Distretto sanitario e capo progetto, due odontoiatri, un medico specialista in Chirurgia Maxillo-Facciale, gli anestesisti coordinati da Massimo Nordio e i pediatri diretti da Maria Paola Miani.
Durante la presentazione, Riccardi ha richiamato il valore di un sistema capace di tenere insieme dimensione sanitaria e risposta sociale. Nel suo intervento ha sottolineato anche il contributo del Terzo settore, delle amministrazioni del territorio, del tessuto economico e dei professionisti coinvolti, evidenziando come un’organizzazione di questo tipo aiuti a intercettare fragilità e a ridurre il peso quotidiano su famiglie e caregiver.
Dalle prime richieste di aiuto a un progetto stabile
La storia di Orchidea parte nel 1998, quando Pietro Garlant, specialista ambulatoriale del distretto sanitario di San Daniele del Friuli, e Ugo Cugini, primario anestesista, avviarono i primi interventi dopo le richieste arrivate dall’Istituto Santa Maria dei Colli di Tricesimo. Il bisogno era chiaro: offrire cure odontoiatriche ai disabili gravi non collaboranti.
Il passaggio da esperienza iniziale a percorso organizzato arrivò nel 2000, con l’avvio in forma sperimentale grazie al via libera dell’allora Azienda Medio Friuli. Dal 2004 l’attività è entrata in modo stabile tra gli obiettivi strategici aziendali, con una programmazione regolare quattro volte al mese.
In una fase successiva, dal 2013, il servizio ha esteso la propria azione anche ai pazienti disabili collaboranti. È un’evoluzione che ha consolidato un’impostazione non limitata all’atto clinico, ma attenta anche all’impatto che la gestione quotidiana della malattia e della disabilità produce su chi assiste i pazienti.
La risposta del territorio e le attrezzature acquistate
Accanto all’attività sanitaria si è sviluppata negli anni anche una rete concreta di sostegno. Il primo obiettivo era acquistare un sollevatore per permettere il trasferimento in sicurezza dei pazienti non deambulanti.
Da quella necessità è nata una raccolta fondi che ha coinvolto associazioni e donatori, promossa dal Coro Picozza di Carpacco e dal Coro Vôs di Mont di Tricesimo con un concerto organizzato per i 25 anni del progetto. La mobilitazione ha portato ben oltre il traguardo iniziale di 4mila euro, arrivando a 30mila.
Le risorse raccolte hanno consentito di comprare, oltre al sollevatore, una sedia a rotelle, un sistema Piezosurgery per estrazioni mini-invasive, un ecografo portatile per l’anestesia e due monitor destinati alla Pediatria.
Tra le prospettive anche un percorso formativo
Tra gli sviluppi illustrati durante l’incontro c’è anche l’ipotesi di far crescere Orchidea come campo scuola. La proposta, avanzata dal referente clinico, punta a costruire un tirocinio formativo strutturato per futuri odontoiatri, anestesisti, pediatri e internisti.
Per San Daniele significherebbe non solo rafforzare un servizio già riconosciuto sul territorio, ma anche trasmettere competenze specialistiche a nuove figure professionali, dando continuità a un modello di cura che nel Friuli ha trovato una delle sue esperienze più consolidate.