Salmè: Fontanini non può vietare manifestazioni 'no Green pass'

Il sindaco Fontanini annuncia l’intenzione di vietare le manifestazioni “No Green Pass” in centro storico e in particolare nella piazza che da quindici settimane è diventata il simbolo della resistenz...

31 ottobre 2021 11:04
Salmè: Fontanini non può vietare manifestazioni 'no Green pass' -
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Il sindaco Fontanini annuncia l’intenzione di vietare le manifestazioni “No Green Pass” in centro storico e in particolare nella piazza che da quindici settimane è diventata il simbolo della resistenza al lasciapassare verde.

Che si tratti di una scelta ad hoc per i “No Pass” è provato dal fatto che il sindaco indica proprio Piazza Libertà come inadatta ad accogliere manifestazioni in quanto “troppo piccola”, “delicata”, “ci sono le due statue”, “il terrapieno”, “il dislivello”.

Viene subito da domandarsi se il cittadino di Campoformido Pietro Fontanini (provvisoriamente sindaco di Udine) si sia accorto che Piazza Libertà è, da sempre, sin dalle origini remote della nostra città, il palcoscenico di ogni manifestazione politica, il suo “foro”, la piazza di ogni “adunata”.

Il sindaco vorrebbe con un’ordinanza comunale sospendere un diritto di rango costituzionale (art. 21 Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione).

Le affermazioni del sindaco (condivise e rilanciate dal Pd) hanno un merito, quello di gettare finalmente la maschera dell’ipocrisia. La Costituzione italiana è stata bellamente sospesa, fino al punto che non solo i Dpcm nazionali, ma addirittura delle ordinanze comunali come quella annunciata possano violarla impunemente.

Analizziamo per un attimo le evidenti contraddizioni delle affermazioni fatte da un sindaco evidentemente poco lucido: il sindaco agirebbe in qualità di “autorità sanitaria locale”, il che comporterebbe un nesso tra l’ordinanza e la tutela della pubblica salute. Come si concilia questo con i riferimenti fatti da Fontanini sulla necessità di salvaguardare il commercio e l’economia? Si badi bene, lo scrivente è assolutamente convinto della necessità di tutelare il commercio cittadino, ma questa motivazione non ha nulla a che fare con la tutela della sanità pubblica e con il ruolo di “autorità sanitaria locale”. O l’ordinanza ha un carattere “sanitario” (e quindi è legittima) o ne ha uno di carattere politico ed economico (è quindi è illegittima), tertium non datur.

Il sindaco insomma non ha alcun potere di vietare agli udinesi di manifestare il proprio pensiero in una determinata piazza, tantomeno (sul piano culturale) in quella che da secoli le accoglie. Può, se lo ritiene, utilizzare la Polizia Locale per far rispettare il “distanziamento fisico” e “l’uso della mascherina” ai manifestanti in presenza di assembramento.
Scaricare poi sul Prefetto la responsabilità di una propria volontà non depone a favore del sindaco che, tra l’altro, è troppo esperto per non sapere che nemmeno il rappresentante del governo può vietare di manifestare, se non “per comprovati motivi di ordine pubblico”.

Il comportamento delle nostre autorità dimostra quanto siano fondate le preoccupazioni dei migliori intellettuali italiani (di provenienza culturale diversa, come i filosofi Cacciari e Agamben o scrittori e giornalisti come Buttafuoco e Veneziani) circa la tenuta della nostra democrazia.

Prima che venga usata la consueta arma della stereotipizzazione dello scrivente, avviso di aver completato il ciclo vaccinale già nel mese di giugno e con me tutta la mia famiglia. Sono quindi un “pro-vax” che ritiene indecente che un cittadino debba esibire un lasciapassare per lavorare, per poter visitare i propri cari in ospedale, o per vivere la sua vita sociale.
Il sindaco ci ripensi o, dopo lo sgombero violento del porto di Trieste, si assumerà la responsabilità di un’altra pagina nera della nostra democrazia.

Dott. Stefano Salmè
Segretario politico Io Amo Udine

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