Sagre centenarie, la Regione apre un fondo: in Friuli contributi fino a 25mila euro
La misura riguarda manifestazioni identitarie con almeno cento edizioni documentate. Citati Sacile, Polcenigo, Fagagna e Staranzano. feste con almeno cento edizioni documentate.
Le feste che da generazioni segnano il calendario del Friuli Venezia Giulia potranno contare su una nuova misura regionale. È stato infatti previsto uno stanziamento complessivo di 100mila euro destinato agli eventi storici organizzati da Comuni e Pro Loco, con un tetto massimo di 25mila euro per ciascun contributo.
Il provvedimento riguarda appuntamenti capaci di dimostrare una lunga continuità nel tempo: per accedere al sostegno serviranno almeno cento edizioni documentate. L’intento è quello di affiancare manifestazioni che non hanno soltanto un richiamo popolare, ma custodiscono anche pezzi di identità locale, tradizioni e memoria delle comunità.
Chi rientra nella nuova misura
La linea di finanziamento è inserita nell’ambito della normativa regionale sulle sagre ed è stata introdotta con l’ultimo Assestamento di bilancio. I beneficiari individuati sono gli enti locali e le Pro Loco che promuovono fiere storiche, mercati tradizionali e ricorrenze fortemente legate al territorio.
Il criterio centrale è la storicità dell’evento. Non basta quindi il semplice successo di pubblico: serve un percorso consolidato e riconoscibile, capace di testimoniare nel tempo il legame con usanze, attività artigianali e momenti collettivi che hanno accompagnato la vita delle comunità friulane e regionali.
Dal Friuli al resto della regione: gli esempi richiamati
Tra le manifestazioni citate figura Fagagna, dove nei giorni scorsi si è tenuta la 136ª Corsa degli Asini, uno degli appuntamenti più noti dei Festeggiamenti Settembrini, previsti fino al 13 settembre 2026. Un evento che da anni mantiene un forte radicamento locale e che continua ad avere visibilità anche oltre i confini comunali.
Nel Pordenonese sono stati richiamati due casi molto noti. La Sagra dei Osei di Sacile ha raggiunto la 753ª edizione ed è considerata la più antica manifestazione ornitologica d’Europa, con testimonianze che risalgono al 1274. A Polcenigo, invece, l’Antica Fiera dei Cesti è arrivata alla 353ª edizione: nacque nel 1673 come mercato dedicato ai cesti in vimini usati durante la vendemmia.
Nel quadro degli eventi ricordati compare anche Staranzano, dove oggi, 7 settembre 2026, si chiude la Sagra de le Raze. Nello stesso contesto tornano anche la Festa dell’Uva e la Giostra delle Otto Contrade, altri appuntamenti che continuano a occupare uno spazio stabile nella tradizione locale.
Un sostegno pensato per le manifestazioni identitarie
A richiamare il contenuto del bando è stata la consigliera regionale della Lega Lucia Buna, che ha collegato la nuova misura alle manifestazioni popolari svoltesi negli ultimi giorni in Friuli Venezia Giulia. Il senso dell’intervento, nelle intenzioni espresse, è offrire uno strumento dedicato a iniziative che hanno superato il secolo di vita.
Per territori come quelli friulani, dove sagre, fiere e ricorrenze storiche continuano a rappresentare momenti di incontro oltre che di richiamo turistico, il fondo punta quindi a rafforzare appuntamenti che sono parte del paesaggio sociale della regione. Non solo eventi di festa, ma occasioni in cui si conservano usi, racconti e simboli riconoscibili per intere comunità.
La dotazione non è elevata se rapportata al numero potenziale di manifestazioni coinvolgibili, ma segna un passaggio nuovo: il riconoscimento economico specifico per quegli eventi che, con oltre cento edizioni alle spalle, restano ancora oggi uno dei segni più visibili della continuità storica del Friuli Venezia Giulia.