Riforma urbanistica Fvg, in Aula passano i principi: più attenzione a suolo, clima e coerenza dei piani

Il Consiglio regionale chiude il primo titolo del ddl 90: accolte integrazioni su permeabilità dei terreni, depavimentazione e verifica tra livelli di pianificazione.

01 ottobre 2026 13:57
Riforma urbanistica Fvg, in Aula passano i principi: più attenzione a suolo, clima e coerenza dei piani -
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La riforma del governo del territorio del Friuli Venezia Giulia compie un altro passaggio politico rilevante: il Consiglio regionale ha dato il via libera al blocco di norme che fissa i criteri di fondo destinati a orientare pianificazione e strumenti urbanistici nei prossimi anni.

Nella seduta del 1 ottobre 2026 l'Assemblea ha approvato gli articoli dal 6 all'11 del ddl 90, completando così il Titolo I del provvedimento, quello che contiene le disposizioni generali della riforma.

Per il Friuli si tratta di un segmento tutt'altro che tecnico, perché dentro questi articoli vengono indicati i riferimenti con cui dovranno misurarsi anche i livelli di pianificazione successivi: uso del suolo, sostenibilità delle scelte urbanistiche e rapporto tra i diversi piani.

Le correzioni entrate nel testo

Durante il confronto in Aula sono state recepite alcune modifiche proposte dalle opposizioni, in un clima che dai lavori consiliari è emerso come collaborativo. A favorire l'intesa, secondo quanto riferito nel dibattito, è stata anche l'apertura dell'assessore Cristina Amirante su alcuni punti specifici.

Fra gli interventi approvati c'è quello presentato da Giulia Massolino, esponente di Patto per l'Autonomia-Civica Fvg. L'integrazione inserisce nella pianificazione intermedia misure rivolte a contenere gli effetti del cambiamento climatico.

Nel dettaglio, il testo richiama azioni per conservare, aumentare e recuperare la permeabilità dei suoli, includendo anche operazioni di depavimentazione e deimpermeabilizzazione di superfici già esistenti. Nello stesso passaggio viene richiamata pure la necessità di favorire la vicinanza dei servizi e forme di mobilità sostenibile, in modo da ridurre il peso degli spostamenti motorizzati.

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Il nodo del rapporto tra i piani

Un secondo emendamento accolto porta la firma di Serena Pellegrino di Avs e riguarda la sostenibilità urbanistica. La modifica stabilisce che i Piani sottordinati debbano essere sottoposti a una verifica preventiva e motivata di coerenza rispetto al Piano di governo del territorio.

È un punto che ha un rilievo concreto anche per i territori, perché tocca uno degli aspetti più discussi del confronto sulla riforma: l'equilibrio tra l'impianto regionale e gli strumenti locali, chiamati poi a tradurre le scelte in interventi e regole operative.

Con l'approvazione degli articoli dal 6 all'11, il Consiglio regionale archivia dunque il primo capitolo del ddl 90. Il percorso della riforma prosegue, ma da questo voto esce già un indirizzo preciso: più attenzione al consumo e alla qualità del suolo, alla sostenibilità delle trasformazioni urbane e alla coerenza tra i diversi livelli della pianificazione.

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