Rete elettrica triestina, ok a due nuove linee sotterranee: interventi tra Duino, Roiano e Rozzol
La Regione autorizza il piano di Terna nell’area di Trieste: circa 33 chilometri di cavi interrati per rafforzare il sistema e accompagnare lo sviluppo del porto.
Trieste si prepara a un nuovo intervento sulla rete elettrica con l’obiettivo di renderla più solida in un’area dove il maltempo, e soprattutto il vento, può mettere sotto pressione le infrastrutture. La Regione Friuli Venezia Giulia ha dato il via libera al programma presentato da Terna per due collegamenti in cavo interrato, per uno sviluppo complessivo di circa 33 chilometri.
Il piano riguarda la Rete Elettrica di Trasmissione Nazionale nel territorio triestino e si inserisce nelle azioni previste per aumentare la capacità di risposta del sistema davanti a condizioni meteorologiche impegnative. Accanto a questo aspetto, l’intervento guarda anche alla crescita dei consumi attesi nell’area portuale.
Per Trieste, infatti, il rafforzamento della rete è legato anche al percorso di elettrificazione del porto, che richiederà una gestione più robusta dei carichi e una maggiore tenuta complessiva dell’infrastruttura energetica.
Le tratte previste nel progetto
La parte più estesa dell’opera collegherà la stazione elettrica di Duino Aurisina con la cabina primaria di Roiano, nel capoluogo giuliano. Il nuovo tratto sotterraneo supererà i 23 chilometri.
Proprio per la lunghezza del collegamento, il progetto prevede anche l’installazione di dispositivi di rete nella stazione di Duino Aurisina. Questo comporterà un ampliamento contenuto dell’impianto già esistente.
Il secondo intervento interesserà invece interamente la città di Trieste, con un collegamento di oltre 9 chilometri tra la cabina primaria di Valmartinaga e quella di Rozzol.
Perché si punta sui cavi interrati
La scelta di realizzare i nuovi elettrodotti sottoterra risponde alla necessità di aumentare l’affidabilità del servizio in un contesto esposto a eventi climatici severi. L’obiettivo indicato nel piano è ridurre il rischio di interruzioni e rendere più sicura la gestione della rete locale.
L’intervento rientra nel Piano di Resilienza di Terna e punta a mettere in sicurezza una porzione strategica del Friuli Venezia Giulia, sia per il peso del sistema urbano triestino sia per la funzione logistica e industriale dell’area portuale.
Il confronto con i territori
La definizione dei tracciati, così come l’ampliamento previsto nella stazione elettrica, è arrivata dopo il confronto tra Terna, i Comuni coinvolti e gli altri enti del territorio. Il lavoro di coordinamento ha cercato di privilegiare, dove possibile, aree pubbliche o comunque gestite dagli enti locali.
In questo modo il progetto è stato impostato per limitare il più possibile il passaggio su proprietà private, una scelta che punta a ridurre l’impatto sul territorio e a semplificare l’inserimento delle opere nel tessuto locale.
Per il sistema energetico triestino si tratta ora di un passaggio concreto: l’autorizzazione regionale apre infatti la strada a un potenziamento considerato strategico, sia per la continuità del servizio sia per accompagnare le trasformazioni in corso nello scalo e nell’area urbana.