Referendum, l’appello delle Donne Democratiche Fvg: «Andare a votare e scegliere il No»
Donne Democratiche Fvg invitano alla partecipazione al referendum e al voto contrario. Critiche sul diritto di voto dei fuori sede.
Partecipare al referendum ed esprimere un voto contrario. È questo l’appello lanciato dalle Donne Democratiche del Friuli Venezia Giulia, che oggi hanno promosso una conferenza stampa nel capoluogo regionale per invitare i cittadini, e in particolare le donne, a recarsi alle urne.
A prendere la parola è stata la portavoce regionale Silvia Corelli, che ha ribadito il valore centrale del voto in una democrazia. «Il diritto al voto va sempre esercitato, perciò chiediamo a tutte le donne del Friuli Venezia Giulia di partecipare a questo referendum. E votare No».
L’iniziativa si è svolta a Trieste e ha riunito diverse esponenti del Partito Democratico e del mondo associativo e femminile regionale. Alla conferenza stampa hanno partecipato, tra le altre, la senatrice Tatjana Rojc, la sindaca di Sgonico Monica Hrovatin, la vicesegretaria regionale del Pd Fvg Lucia Giurissa e varie rappresentanti delle Donne Democratiche e del femminismo locale.
La presenza di esponenti provenienti da più province conferma la volontà di costruire una mobilitazione ampia sul territorio regionale, in un momento in cui il confronto pubblico su diritti, partecipazione e futuro delle istituzioni resta molto acceso. Anche in Friuli Venezia Giulia, nelle ultime settimane, il dibattito civico ha attraversato diversi ambiti della vita pubblica, dal mondo universitario alle realtà associative, come dimostra anche il successo dello Student Day 2026 dell’Università di Udine, che ha richiamato migliaia di giovani.
Al centro dell’incontro c’è stato il richiamo forte alla partecipazione democratica. Per le Donne Democratiche Fvg, il voto non deve essere considerato solo come una possibilità, ma come uno strumento essenziale di cittadinanza attiva.
L’appello lanciato da Corelli si inserisce proprio in questa prospettiva: contrastare l’astensionismo e riportare attenzione sul significato politico e civile della partecipazione. Un tema che si intreccia anche con altre questioni sociali e pubbliche affrontate in regione, dove il coinvolgimento delle comunità resta decisivo in molti processi, dalle scelte istituzionali ai temi più vicini alla vita quotidiana.
Ospite della conferenza è stata anche Virginia Libero, segretaria nazionale dei Giovani Democratici, che ha posto l’accento sul rapporto tra giovani e voto, soffermandosi in particolare sulla questione dei cittadini che vivono lontano dal comune di residenza.
Secondo Libero, una parte molto consistente delle nuove generazioni sarebbe orientata verso il No. «Più del 70% degli under 30 sono ben intenzionati a votare No», ha affermato, collegando però il tema della partecipazione a un problema pratico e politico ancora aperto.
La dirigente dei Giovani Democratici ha infatti criticato il Governo sul mancato riconoscimento del diritto di voto ai fuori sede. «Finché questo Governo si ostinerà a levare il diritto di voto fuori sede a 5 milioni di studenti e studentesse ma anche lavoratori e lavoratrici, sicuramente non sarà facile abbattere l’astensionismo».
Da parte dei GD, ha spiegato Libero, l’impegno in queste settimane sarà quello di portare quanti più giovani possibile alle urne, anche grazie al lavoro dei rappresentanti di lista insieme al Partito Democratico.
Il tema dei giovani e della loro partecipazione alla vita pubblica torna con frequenza anche nel dibattito regionale, come dimostrano incontri e iniziative dedicate al rapporto tra nuove generazioni, formazione e cittadinanza, ad esempio nel 53° Convegno dei Maestri del Lavoro a Udine, centrato proprio sul futuro dei ragazzi e del lavoro.
Tra gli interventi più netti c’è stato quello di Monica Hrovatin, sindaca di Sgonico e portavoce provinciale delle Donne Democratiche di Trieste, che ha spiegato le ragioni della sua posizione contraria.
Hrovatin ha sottolineato di essere «fermamente convinta che bisogna mantenere l’equilibrio tra i poteri dello Stato», aggiungendo che il momento attuale richiede una difesa chiara dell’impianto costituzionale. «Questa volta dobbiamo difendere la Costituzione come la Costituzione ha difeso noi per 80 anni».
Le sue parole hanno richiamato uno dei temi centrali dell’iniziativa: la tutela degli assetti democratici e il valore della Carta costituzionale come garanzia di equilibrio istituzionale e di diritti per i cittadini.
Anche la senatrice Tatjana Rojc ha ribadito la sua contrarietà, motivandola con quelle che ha definito “ragioni di sostegno della democrazia”. Nel suo intervento, la parlamentare ha posto l’attenzione soprattutto sul metodo.
Per Rojc, infatti, resta aperto un interrogativo preciso sull’opportunità di affrontare una riforma costituzionale laddove, a suo giudizio, sarebbe stato possibile intervenire con una legge ordinaria. Una valutazione che sposta il dibattito anche sul terreno istituzionale, non solo sul merito politico della consultazione.
La senatrice ha poi espresso un giudizio molto severo sulle recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio in merito al referendum, definendole parole che «lasciano sgomenti».
Nel corso dell’incontro sono intervenute anche Mirta Čok, vicepresidente ANPI/VZPI Trieste, e l’ex consigliera regionale del Pd Renata Bagatin. Proprio Bagatin ha voluto riportare il confronto sul piano della memoria storica e del ruolo delle donne nella costruzione della democrazia italiana.
L’ex consigliera ha ricordato «il coraggio delle partigiane», sottolineando come proprio quel sacrificio storico abbia reso possibile oggi il libero confronto politico e il diritto di esprimere opinioni e dissenso. Un richiamo che ha dato alla conferenza un tono fortemente simbolico, legando il presente alle radici democratiche del Paese.
La partecipazione femminile alla vita pubblica, il valore dei diritti e il ruolo delle comunità locali sono temi che attraversano molti dei dibattiti oggi aperti sul territorio, anche in relazione a questioni sociali e civili molto sentite, come dimostra ad esempio il confronto nato attorno alla decisione del tribunale sulle adozioni aperte anche alle coppie omosessuali.
Alla conferenza erano presenti anche le portavoci provinciali di Gorizia e Pordenone, Graziella Manservigi e Martina Lo Cicero, a testimonianza di una mobilitazione che punta a coinvolgere l’intero Friuli Venezia Giulia.
L’obiettivo dichiarato è quello di spingere alla partecipazione, mantenere alta l’attenzione sul referendum e rafforzare una campagna politica che, nelle intenzioni delle promotrici, vuole parlare soprattutto di democrazia, Costituzione e diritto di voto.
In una fase in cui la partecipazione elettorale viene spesso messa in crisi dalla disaffezione e dalle difficoltà concrete di molti elettori, le Donne Democratiche Fvg hanno scelto dunque di rilanciare un messaggio diretto: andare a votare e farlo con convinzione. Un richiamo alla cittadinanza attiva che si inserisce in un contesto regionale dove il rapporto tra comunità, territorio e partecipazione resta centrale anche in altri ambiti, dai grandi eventi civici fino ai progetti di coinvolgimento locale come quelli legati alle Giornate FAI di Primavera in Friuli.