Province, Cabibbo rilancia: «Per il Friuli Occidentale serve un ente vicino ai territori»
In V commissione torna il confronto sul ddl 86. Il capogruppo di Forza Italia lega la riforma a servizi, rappresentanza e identità di Pordenone.
Nel dibattito regionale sul riordino istituzionale, da Pordenone arriva una posizione netta a favore del ritorno delle Province. A sostenerla è Andrea Cabibbo, capogruppo di Forza Italia, intervenuto durante l’esame del disegno di legge 86 in V commissione.
Il punto, nella lettura dell’esponente azzurro, riguarda soprattutto il rapporto tra amministrazione e comunità locali. La reintroduzione degli enti provinciali viene indicata come una scelta utile per riportare alcune decisioni più vicino ai cittadini e per ricostruire un livello di governo intermedio ritenuto necessario.
Per il Friuli Venezia Giulia, osserva Cabibbo, si tratta anche di colmare un’anomalia nel quadro nazionale. La regione, infatti, è oggi l’unica in Italia a non avere le Province, e il confronto avviato sul ddl 86 viene interpretato da Forza Italia come un passaggio per riallineare l’assetto istituzionale regionale.
Il peso del tema per Pordenone
Nell’intervento del capogruppo trova spazio un richiamo preciso al Friuli Occidentale. Cabibbo sottolinea che, per Pordenone, la Provincia non rappresenta soltanto un livello amministrativo, ma anche un riferimento storico riconoscibile per il territorio.
È su questo terreno che la riforma assume, secondo lui, un valore che va oltre l’organizzazione degli enti. Il ritorno della Provincia viene collegato a una dimensione identitaria e alla possibilità di rafforzare una rappresentanza più aderente alle esigenze locali.
Decentramento e servizi al centro della proposta
Tra gli argomenti portati da Forza Italia c’è il principio di sussidiarietà: le funzioni pubbliche, in questa impostazione, dovrebbero essere esercitate dal livello più vicino possibile alle comunità interessate. Le Province tornerebbero così a svolgere un ruolo di coordinamento su scala vasta, con una maggiore conoscenza diretta delle realtà territoriali.
Cabibbo collega questo assetto anche alla qualità dei servizi. In una regione con caratteristiche molto diverse tra montagna, costa, aree urbane e zone rurali, una struttura intermedia potrebbe, secondo la sua posizione, offrire risposte più mirate e una programmazione più equilibrata.
Nel ragionamento del capogruppo azzurro rientra anche il tema della rappresentanza democratica. Con il ritorno delle Province previsto dal 1° gennaio 2027, evidenzia, i cittadini potrebbero tornare a scegliere direttamente i propri amministratori, ripristinando un meccanismo di elezione oggi assente.
Il confronto resta aperto in Regione
La discussione sul ddl 86 si inserisce in un passaggio politico più ampio che riguarda il futuro del governo locale in Friuli Venezia Giulia. Forza Italia continua a sostenere la necessità di un riassetto che, nelle intenzioni espresse dal partito, renda più efficace la gestione delle competenze di area vasta.
Per il territorio pordenonese, il tema ha un rilievo particolare perché intreccia organizzazione amministrativa, servizi e senso di appartenenza. È su questa linea che Cabibbo ha ribadito il sostegno alla riforma, indicando nel ritorno delle Province uno strumento per avvicinare le istituzioni alle comunità del Friuli Occidentale.