«Unico in Europa»: in Friuli rinasce il Campo di prigionia Pg57. Ecco il progetto e dove si trova
Conferenza stampa a Premariacco sul progetto di riqualificazione del Campo Pg57, tra memoria storica e valorizzazione culturale.
PREMARIACCO (UD) - Il 09 gennaio 2026, alle ore 11.30, nella Sala Consiliare del Comune di Premariacco, in via Fiore dei Liberi n. 23, è in programma la conferenza stampa di presentazione del progetto di riqualificazione dell’area del Campo di prigionia Pg57, uno dei luoghi più significativi della memoria storica del Friuli Venezia Giulia.
All’incontro interverranno il sindaco di Premariacco Michele De Sabata, lo scrittore e storico Mauro Tonino, profondo conoscitore delle vicende legate al campo, l’assessore regionale alla Cultura e Sport Mario Anzil, il presidente dell’Associazione Campo Pg57 Marcello Fanigliulo e il responsabile operativo del progetto Doriano Dreas. Un momento pubblico pensato per raccontare l’ispirazione, la storia e i primi sviluppi di un’iniziativa che punta a restituire dignità e visibilità a un sito carico di significato.
L’ispirazione e la nascita del progetto
L’idea di avviare il progetto e di dare vita all’Associazione Campo Pg57 nasce dalla visione di un trailer realizzato da Gian Pietro Nadalutti, capace di raccontare con forza narrativa la storia del Campo Pg57 di Premariacco e della sua Chiesetta, oggi unica testimonianza materiale della presenza del campo di prigionia.
Determinante è stata in particolare la vicenda di Mark Boskell, regista australiano. Dopo la morte del nonno, ex prigioniero di guerra e tra i costruttori della Chiesetta, Boskell ha ritrovato diari e documenti che lo hanno spinto, anni fa, a raggiungere il Friuli per ricostruire le vicissitudini belliche del proprio familiare. Durante la visita al Campo Pg57, il regista ha vissuto un momento di forte emozione riconoscendo, sul retro della croce lignea custodita all’interno della Chiesa, la firma del nonno accanto a quelle di altri prigionieri che avevano contribuito all’edificazione della struttura religiosa.
Visione e obiettivi della riqualificazione
L’obiettivo centrale del progetto è la riqualificazione dell’area circostante la Chiesetta, da anni priva di una destinazione specifica, attraverso la ricostruzione parziale del Campo Pg57. Un percorso ambizioso, fondato su un rigoroso progetto per fasi, che prevede la definizione di una superficie delimitata e protetta, destinata alla costruzione di baracche in legno con funzioni ben precise.
Le strutture avranno dimensioni e caratteristiche analoghe a quelle che, durante il conflitto, ospitavano migliaia di prigionieri Alleati. In una fase iniziale, grazie a un bando predisposto dal Comune, sarà realizzata una singola baracca nelle immediate vicinanze della Chiesetta: un primo passo concreto per far rinascere un autentico “luogo della memoria”, destinato a diventare un polo culturale e storico senza precedenti in Europa.
Le azioni del progetto tra storia e innovazione
Il progetto urbanistico e culturale si articola in una serie di azioni integrate. Tra queste spicca la produzione cinematografica, con lo sviluppo di un docufilm dedicato agli eventi che coinvolsero migliaia di prigionieri inglesi, australiani e neozelandesi tra il 1941 e il 1943, anni in cui trascorsero parte della loro vita all’interno del Campo Pg57. Il film avrà un taglio storico e didattico e sarà pensato per una diffusione sia nazionale che internazionale, in particolare nei Paesi di provenienza dei prigionieri.
Accanto al cinema, il progetto prevede la ricostruzione virtuale, con la creazione di una riproduzione 3D del Campo, da utilizzare sia nei prodotti video sia durante le visite, offrendo un’esperienza immersiva e coinvolgente. A questa si affiancherà la ricostruzione fisica, con la posa di manufatti in legno che simuleranno i dormitori dei prigionieri e racconteranno aspetti della loro vita quotidiana, trasformandosi in spazi espositivi interni e sedi per eventi culturali.
Area museale e valorizzazione del territorio
Un ulteriore tassello fondamentale è la creazione di un’area museale, con uno spazio espositivo interno dedicato alla memoria dei prigionieri di guerra e un’area esterna destinata al posizionamento di mezzi militari d’epoca. L’intero progetto sarà accompagnato da una forte azione di promozione del territorio, con l’obiettivo di inserire il Campo Pg57 all’interno dei percorsi turistico-culturali del Friuli Venezia Giulia, rafforzandone l’attrattività e il valore identitario.
Valore sociale, educativo e stato attuale
Il Progetto Campo Pg57 si configura come il primo e unico campo di prigionia ricostruito in Europa. Un’iniziativa che vuole essere monito contro ogni guerra e testimonianza di come, anche nei momenti più bui, la collaborazione tra gli uomini, simboleggiata dalla costruzione della Chiesetta, possa generare speranza. Il progetto si rivolge ai parenti dei reduci, agli appassionati di storia, ma soprattutto alle scuole, affinché la memoria diventi strumento di formazione per le nuove generazioni.
Attualmente il percorso si trova nella prima fase operativa. Ai primi di novembre 2025, grazie all’impegno dei cinque soci fondatori Enzo Dall'Osto, Giovanni Dreas, Marcello Fanigliulo, Antonio Michelutti e Pierluigi Parpinel, è nata l’Associazione Campo Pg57, con l’obiettivo di valorizzare e diffondere le vicende del campo attraverso ricerca storica, ripristino progressivo dell’area e promozione culturale.
La collaborazione con il Comune di Premariacco, proprietario dei terreni adiacenti alla Chiesetta, ha consentito di presentare nel settembre 2025 la domanda alla Regione Friuli Venezia Giulia per il Bando per l’allestimento dei Parchi Culturali, ottenendo un primo contributo destinato alla costruzione di una baracca storicamente conforme. Il progetto finanziato prevede la realizzazione di una baracca dei prigionieri adibita a sala multifunzionale, con un plastico miniaturizzato del Campo Pg57, una mostra permanente storico-documentale, arredi esterni per il pubblico e l’installazione di un cartellone illustrativo con la rappresentazione della ricostruzione del campo.