Premio Kosovel torna protagonista nel 2026: traduzione, Carso e dialogo tra comunità

Il CCM rilancia il Premio Kosovel 2026 e potenzia lo Sportello sloveno: concorso, scadenze e obiettivi sul territorio.

05 marzo 2026 10:37
Premio Kosovel torna protagonista nel 2026: traduzione, Carso e dialogo tra comunità -
Condividi

RONCHI DEI LEGIONARI – Il rilancio del Concorso di traduzione Premio Kosovel apre ufficialmente il calendario 2026 del Consorzio Culturale del Monfalconese (CCM). L’annuncio è arrivato durante la conferenza stampa ospitata a Villa Vicentini Miniussi, dove il Consorzio ha tracciato la rotta delle proprie attività, puntando con decisione su due assi: il ritorno del concorso dedicato alle opere slovene tradotte in italiano e la continuità del lavoro dello Sportello per la lingua slovena, attivo da anni come riferimento quotidiano per la convivenza linguistica nel territorio.

Il CCM, fin dalla nascita e come previsto dallo Statuto, ha svolto un ruolo di promozione della cultura slovena, anche alla luce della presenza della minoranza linguistica slovena in diversi Comuni consorziati. In questa prospettiva, il Premio Kosovel non è solo un concorso: è un ponte operativo tra comunità, un’occasione di incontro e di crescita tra lingue, libri e identità locali. Un’impostazione che, nel tempo, ha accompagnato anche il lavoro del Consorzio su progetti culturali e territoriali, come quelli legati alla valorizzazione di luoghi e memoria: basta pensare al modo in cui la regione investe su percorsi e patrimonio, come nel caso di Aquileia e dei nuovi investimenti sul sito Unesco, o alle iniziative che rafforzano il legame tra comunità e territorio.

Un premio che torna alle origini e guarda avanti

Il Premio Kosovel nasce nel 1994 e, nella sua prima edizione, premiò la versione italiana di “Necropoli” di Boris Pahor: un passaggio simbolico che riassume bene la vocazione del concorso, cioè riconoscere l’arte della traduzione letteraria come strumento di dialogo e trasmissione culturale. Oggi, con la nuova edizione, il CCM punta a far ripartire un progetto storico e a dargli nuova forza, trasformandolo in un appuntamento capace di parlare sia ai lettori sia agli addetti ai lavori, tra editoria, scuole, biblioteche e operatori culturali.

Il rilancio, inoltre, si inserisce in un contesto più ampio di iniziative che nel Nordest intrecciano cultura e territorio: dalla promozione di rassegne e spettacoli fino ai grandi eventi. Nelle stesse settimane, ad esempio, la regione si muove su più fronti, come racconta il calendario di appuntamenti che accende città e teatri, tra cui lo spettacolo “Nei panni di Cyrano” a Cordenons, segnale di un fermento culturale che il CCM intende alimentare anche sul versante bilingue.

Il centenario di Srečko Kosovel e il senso di un ritorno

La nuova edizione del concorso trova una motivazione forte nel centenario della morte di Srečko Kosovel, poeta sloveno considerato una icona letteraria, vicino a sensibilità impressioniste e costruttiviste, scomparso giovanissimo per meningite. La sua scrittura è legata a doppio filo al Carso: una natura aspra e luminosa insieme, che nella poesia diventa spazio di emozioni, inquietudini e affetti. In Kosovel, i contrasti del paesaggio si trasformano in voce, riflettendo anche i tormenti dell’Europa dopo la Prima Guerra Mondiale.

È anche per questo che il Premio, oggi, assume un valore che va oltre la dimensione strettamente letteraria: rilanciare Kosovel significa richiamare una figura capace di parlare ancora al presente, in un tempo in cui identità e confini culturali chiedono strumenti concreti di dialogo.

Tre sezioni, una scadenza precisa e proclamazione entro dicembre

Il concorso 2026 è articolato in tre sezioni:

  • Narrativa

  • Poesia

  • Letteratura per l’infanzia

La scadenza per partecipare è fissata al 31 luglio 2026. La proclamazione dell’opera vincitrice avverrà entro dicembre. Per i dettagli ufficiali, il bando completo è disponibile sul sito del Consorzio: bando Premio Kosovel.

L’impostazione mira a coinvolgere ambiti diversi della produzione editoriale, dalla pagina poetica alla narrazione, fino ai testi destinati ai più giovani: un modo per ribadire che la lingua non è solo patrimonio, ma anche futuro, soprattutto quando entra nei percorsi educativi e culturali.

Sportello sloveno: servizi, traduzioni e comunicazione bilingue

Accanto al concorso, il CCM ha ribadito il ruolo centrale dello Sportello per la lingua slovena, attivo ininterrottamente dal 2018 e diventato “permanente” grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia. Lo Sportello opera come presidio stabile di garanzia linguistica e culturale, con un obiettivo dichiarato: garantire l’uso dello sloveno nelle attività del Consorzio, nel rapporto con il territorio e nella comunicazione con i cittadini, assicurando parità tra sloveno e italiano.

Il presidente del Consorzio, Davide Iannis, ha spiegato che il rilancio del Premio Kosovel si inserisce in una strategia più ampia di tutela e valorizzazione linguistica già portata avanti tramite lo Sportello, rafforzando il ruolo del CCM come punto di riferimento per la comunità italo-slovena locale. Un percorso che, nelle parole del presidente, tocca la dimensione concreta dei servizi e delle attività culturali: una convivenza linguistica “quotidiana”, integrata e verificabile.

In parallelo, il territorio mostra come la qualità dei servizi e delle reti locali sia un tema trasversale: dalla cultura alla sanità, passando per i servizi essenziali. In questi giorni, ad esempio, si discute anche di criticità e numeri in ambito sanitario, come evidenziato nell’approfondimento su Medio Friuli e cittadini senza medico, segnale di quanto conti, a ogni livello, la presenza di sportelli e presidi capaci di dare risposte reali alle persone.

Traduttori e addetti: un lavoro quotidiano che “fa territorio”

Lo Sportello sloveno del CCM si avvale di un traduttore qualificato inserito stabilmente e di un addetto. Il servizio sostiene le attività istituzionali e facilita il dialogo con enti, istituzioni, associazioni e utenti sloveni, migliorando l’accesso ai servizi e la fruizione delle iniziative culturali promosse dal Consorzio.

Tra i compiti citati:

  • collaborazione con l’Ufficio centrale per la lingua slovena della Regione;

  • supporto alle campagne informative dell’Ecomuseo Territori, del Sistema BiblioGO! e del Servizio civile universale;

  • traduzioni per mostre e attività culturali;

  • cartellonistica turistico-informativa sul territorio;

  • siti web istituzionali e promozionali;

  • canali di comunicazione bilingui;

  • contributo alla traduzione di opere letterarie e testi pubblicati dal CCM, con un interesse crescente anche nel pubblico italiano.

Il quadro restituisce un lavoro spesso invisibile, ma decisivo: la traduzione non è solo “trasposizione”, è una forma di cura della relazione tra comunità.

Oltre 100 pannelli revisionati e progetti transfrontalieri

La referente dello Sportello, Tanja Tuta, ha portato esempi concreti dell’attività svolta: lo Sportello ha tradotto il sito ufficiale del CCM e sta lavorando al sito del Sistema Bibliotecario provinciale BiblioGo!; ha revisionato più di 100 pannelli turistici trilingui distribuiti in tutta la provincia di Gorizia; ha promosso oltre confine la mostra “Te lo racconto io l’amianto”, con una collaborazione transfrontaliera con l’associazione EKO Anhovo; e ha contribuito alla traduzione dell’ultimo volume edito dal CCM, “Gente di Piazza Grande”, per proporre a un pubblico più ampio un volume trilingue dedicato alla storica Piazza Vittoria di Gorizia.

È un punto che parla anche a chi lavora nel mondo della comunicazione: quando una comunità può raccontarsi in più lingue, aumenta la capacità di essere compresa e valorizzata, anche in chiave di turismo culturale e scambio.

Traduzione letteraria come arte: “il traduttore è anche autore”

Sul valore della traduzione è intervenuta Mara Černic, membro del Comitato editoriale del CCM, sottolineando che la traduzione letteraria non è solo trasmissione di informazioni, ma capacità di portare in un’altra lingua l’emozione e il carico culturale di un testo. Tradurre, ha spiegato, significa restituire sensibilità, stile e ritmo narrativo: una maestria che merita attenzione e riconoscimento. Da qui l’idea del premio come strumento per valorizzare un lavoro spesso sottovalutato.

Černic ha anche ricordato la necessità di riscoprire Kosovel, autore capace di raccontare luoghi e tempo con lirismo e originalità. In conferenza, lei stessa e Aleksandra Devetak – tra le iniziatrici del Premio nel 1994 – hanno letto alcune poesie del poeta, riportando la sua voce al centro dell’incontro.

Cultura come investimento: la riflessione in Regione

Nel corso della presentazione è intervenuto anche il consigliere regionale Antonio Calligaris, che ha rimarcato la presenza di molti sindaci come segnale della solidità del lavoro del CCM. Ha rivolto inoltre un invito al sindaco di Doberdò del Lago, presente all’incontro, affinché valuti il rientro nel Consorzio.

Calligaris ha poi sottolineato un punto chiave: il Premio Kosovel rappresenta un’opportunità di promozione culturale, ma non solo. Ha ricordato come, in passato, l’acquisizione dei diritti per la pubblicazione di un testo vincitore abbia rappresentato anche una operazione economica intelligente, capace di generare benefici “a cascata” anche per i bilanci comunali. Un passaggio netto: la cultura non è astratta, è parte della vita delle comunità e può diventare motore di sviluppo.

Nello stesso intervento, Calligaris ha accennato anche a un percorso di tutela linguistica più ampio, citando la volontà di impostare, con il supporto di Arlef e del CCM, la tutela delle comunità venetofone del Friuli Venezia Giulia, in un’ottica di scambi di tutele con comuni friulanofoni del Veneto e con quelli dove si parla italiano in Slovenia.

Il sostegno del mondo economico: la collaborazione con ZKB

Tra le novità emerse, anche l’annuncio di una collaborazione: la banca ZKB TS GO banka ZKB Trst Gorica avvierà un rapporto di sostegno con il CCM per supportare il Premio Kosovel. Il presidente Adriano Kovacic ha parlato di un impegno coerente con l’idea di dialogo culturale e valorizzazione della comunità slovena in Italia, riconoscendo al CCM la capacità di fare rete e sinergia con enti e istituzioni del territorio.

Il riferimento è a un contesto “complesso ma bellissimo”, ricco economicamente e culturalmente, in cui – secondo Kovacic – diventa essenziale unire le forze per valorizzare le diversità linguistiche.

Il messaggio del Consolato: letteratura come ponte nei tempi difficili

Il console generale della Repubblica slovena a Trieste, Gregor Šuc, ha ringraziato il CCM per l’attività, collegando idealmente il lavoro del Consorzio al percorso di cooperazione e amicizia tra Italia e Slovenia. Ha definito il Premio Kosovel una proposta eccellente per valorizzare la lingua slovena e ha ringraziato anche la Regione FVG per le iniziative di collaborazione.

Nel suo intervento, Šuc ha richiamato un tema di grande attualità: in tempi difficili, la letteratura e gli insegnamenti del passato possono aiutare a lavorare per la pace, offrendo strumenti culturali per comprendere e non irrigidirsi.

Regione FVG: diversità linguistiche come pilastro dello Statuto

In chiusura, l’assessore regionale alle Autonomie locali con delega alle Lingue minoritarie, Pierpaolo Roberti, ha ribadito il ruolo del CCM nella valorizzazione della minoranza linguistica slovena. Ha ricordato come il sostegno regionale abbia reso strutturale lo Sportello linguistico e come ciò abbia permesso di ampliare le attività e rilanciare un concorso storico.

Roberti ha definito la diversità linguistica e culturale un pilastro fondamentale dello statuto regionale e ha evidenziato alcune criticità contemporanee: la tendenza all’omologazione, la denatalità e la diminuzione di persone che parlano le lingue minoritarie. Un elenco che spiega perché iniziative come lo Sportello e il Premio non siano semplici eventi, ma strumenti di tenuta sociale e culturale.

Sindaci e istituzioni presenti: un’adesione larga del territorio

Alla conferenza stampa hanno partecipato rappresentanti dei Comuni di Ronchi dei Legionari, Gorizia, San Canzian d’Isonzo, Doberdò del Lago, San Floriano al Collio, Sesana e Sagrado. Una presenza che, nelle intenzioni del CCM, conferma l’idea di una rete territoriale pronta a sostenere progetti concreti: dal bilinguismo nei servizi alla promozione della cultura slovena attraverso un premio che, nel 2026, vuole tornare a essere non solo un simbolo, ma un appuntamento vivo e riconoscibile.

Segui Prima Friuli