Prata, la sicurezza stradale diventa lezione dal vivo per gli studenti

In piazza Wanda Meyer una mattinata con Carabinieri, mezzi operativi e prove pratiche per avvicinare ragazzi e famiglie ai temi della prevenzione.

13 maggio 2026 20:48
Prata, la sicurezza stradale diventa lezione dal vivo per gli studenti -
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Una piazza trasformata in spazio educativo, con ragazze e ragazzi chiamati a misurarsi in prima persona con i comportamenti corretti da tenere sulla strada. A Prata di Pordenone la seconda Giornata della Sicurezza Stradale ha portato al centro dell’attenzione soprattutto gli alunni delle scuole primarie e medie, coinvolti in un percorso pensato per rendere concreti i temi della legalità e della prevenzione.

L’iniziativa si è svolta nella mattinata di mercoledì 13 maggio 2026, dalle 9 alle 13.30, in piazza Wanda Meyer, su impulso dell’Amministrazione comunale. Accanto agli studenti c’erano anche cittadini e rappresentanti delle istituzioni, in una formula che ha unito dimostrazione pratica e divulgazione.

Mezzi, controlli e strumenti spiegati ai più giovani

Tra le presenze più osservate c’è stata quella dell’Arma dei Carabinieri, che ha predisposto un’area espositiva di circa 80 metri quadrati. I ragazzi hanno potuto vedere da vicino un’Alfa Romeo Giulia di servizio e conoscere le apparecchiature utilizzate nei controlli lungo la viabilità.

Nel dettaglio, i militari hanno illustrato il funzionamento degli strumenti per verificare la velocità, dei dispositivi per accertare il tasso alcolemico e delle dotazioni impiegate nei rilievi dopo gli incidenti, oltre alle tecnologie collegate agli interventi richiesti tramite il numero unico di emergenza 112.

Per molti studenti, il contatto diretto con i veicoli e con le attrezzature ha rappresentato il passaggio più immediato della giornata: non una spiegazione astratta, ma la possibilità di vedere come lavorano le pattuglie impegnate ogni giorno sul territorio.

La prova con gli occhiali che alterano la percezione

Uno dei momenti più partecipati è stato il test dedicato agli effetti di alcol e droghe sulla guida. Il percorso prevedeva il superamento di alcuni ostacoli a piedi, su un tappetino, dopo aver indossato speciali occhiali capaci di modificare la percezione visiva.

La simulazione riproduceva condizioni di alterazione psicofisica: vista meno nitida, equilibrio ridotto, difficoltà nel valutare distanze e stimoli. Un’esperienza semplice nella forma, ma molto efficace nel mostrare quanto anche movimenti banali possano diventare complicati quando i sensi non rispondono correttamente.

Proprio questo approccio pratico ha consentito ai più giovani di collegare la prova ai pericoli reali che si incontrano quando ci si mette al volante senza essere nelle condizioni adeguate.

In piazza anche la parte scientifica delle indagini

Alla manifestazione era presente anche uno spazio dedicato all’attività tecnica e investigativa, curato dai Carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche di Pordenone. Con il supporto di computer e monitor, il personale specializzato ha illustrato ai ragazzi come si svolgono i rilievi sulla scena di un reato e quali strumenti vengono utilizzati nelle operazioni di repertamento.

Le domande degli studenti hanno trovato risposta anche grazie alla presenza del comandante della Compagnia Carabinieri di Sacile, capitano Camilla Bernacchini, insieme ai militari della Stazione locale e del NORM di Sacile. Il confronto ha permesso di spiegare non solo le attività di controllo sulla strada, ma anche il lavoro quotidiano legato alla prevenzione e alla presenza sul territorio.

Le presenze istituzionali e il valore dell’iniziativa

Alla mattinata hanno partecipato anche il prefetto di Pordenone Michele Lastella, il questore di Pordenone Graziella Colasanto, il comandante provinciale dei Carabinieri Emanuele Spiller e il comandante provinciale della Guardia di Finanza Bruno Castaldi.

L’appuntamento si è chiuso con una buona partecipazione di pubblico e con l’attenzione costante degli studenti, confermando quanto iniziative di questo tipo possano essere utili per rafforzare il legame tra scuole, comunità locale e Forze dell’Ordine. A Prata il messaggio è passato soprattutto così: toccando con mano mezzi, regole e conseguenze dei comportamenti sbagliati.

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