Portorose, un testo nato in Friuli va in finale a Melodie del Mare e del Sole

Alla rassegna slovena del 4 luglio arriva “Millenovecentosettantotto”, firmata da Alberto Zeppieri. Sul palco i Poveri ma Belli.

18 maggio 2026 19:13
Portorose, un testo nato in Friuli va in finale a Melodie del Mare e del Sole -
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Un pezzo che guarda al 1978, ma che parte anche da un immaginario familiare a molti friulani, sarà tra i protagonisti della serata finale di Melodie del Mare e del Sole, storico festival di Portorose. Tra gli undici brani scelti per l’edizione 2026 c’è infatti “Millenovecentosettantotto”, con parole scritte dal musicista e produttore udinese Alberto Zeppieri.

L’appuntamento conclusivo è fissato per sabato 4 luglio all’Anfiteatro di Portorose, con diretta televisiva. La selezione è stata resa nota dalla direzione artistica guidata da Andrea Flego, che ha definito il gruppo dei finalisti del concorso.

Per il Friuli non è solo una presenza in cartellone: nel progetto c’è un richiamo esplicito a un mondo sonoro e culturale che, soprattutto in quest’area di confine, ha segnato un’epoca. Zeppieri stesso ha ricordato quanto Radio Capodistria fosse un riferimento quotidiano per intere generazioni della regione.

Un brano che passa dal Friuli alla ribalta slovena

A interpretare la canzone saranno i Poveri ma Belli, formazione italiana all’esordio su quel palco. Il gruppo porta in scena una proposta che mescola scrittura pop e suggestioni vintage, una scelta coerente con il taglio del brano arrivato in finale.

Per Zeppieri, del resto, i contesti festivalieri non sono una novità. L’autore udinese era già approdato in finale lo scorso anno e nel suo percorso figurano anche esperienze al Festival di Sanremo, all’Euro Song Contest e allo Zecchino d’Oro.

Il 1978 come fotografia di un passaggio

Il testo nasce da un ritorno preciso a quell’anno, visto come snodo tra la fine dei Settanta e l’avvio di una nuova stagione musicale. Zeppieri ha spiegato di essersi immerso ancora una volta in quell’atmosfera di passaggio che apriva la strada agli anni Ottanta e alla dance.

Nella canzone entrano così immagini e riferimenti di quel periodo: Mina ormai lontana dai concerti ma fortissima in classifica, i Beatles ancora presenti nell’immaginario collettivo, la televisione musicale italiana, l’itolo-disco agli inizi e i primi videogiochi destinati a diventare oggi oggetti di culto per gli appassionati di retro gaming.

Dentro questa ricostruzione c’è anche un elemento molto vicino al territorio friulano. Il ricordo dell’ascolto di Radio Capodistria e la coincidenza con l’anno di nascita del festival di Portorose hanno spinto l’autore a inserire un richiamo diretto nel testo e a proporre il brano al bando pubblico della manifestazione.

La parte musicale firmata da Giancarlo Nisi

La musica è stata composta da Giancarlo Nisi, nome noto per il suo passato nei Milk and Coffee, presenti a Sanremo nel 1982 con “Quando incontri l’amore”, e per l’esperienza con gli Oggi Quattro in Francia. Oggi Nisi è il frontman dei Poveri ma Belli.

Nel raccontare il lavoro sul pezzo, Nisi ha spiegato di aver provato a trasformare in suono le intuizioni contenute nel testo, richiamando modelli riconoscibili senza scivolare nell’imitazione. Il progetto Poveri ma Belli, che prende il nome dal celebre film di Dino Risi, è nato come omaggio ai Ricchi e Poveri nella formazione a tre e poi si è spostato verso una produzione originale.

La line-up comprende, oltre a Nisi, Martina Corso e Agostino Perino. Entro la fine dell’anno il gruppo punta a pubblicare i propri brani su vinile grazie a un sostegno del NuovoIMAIE, con un lavoro intitolato “I love Italo-Disco”.

Nel brano anche un cameo di Sammy Barbot

Tra i richiami inseriti nella canzone c’è pure Sammy Barbot, volto e nome legati alla tv musicale di quegli anni. La sua presenza assume la forma di un cameo che rafforza l’impianto nostalgico del brano selezionato per Portorose.

Barbot ha raccontato il legame personale con Giancarlo Nisi, nato ai tempi di “Piccolo Slam”, e il rapporto di amicizia con Alberto Zeppieri. Da parte sua è arrivato un via libera convinto all’omaggio contenuto nel testo e alla partecipazione al progetto.

Per l’autore udinese e per il gruppo che porterà il brano sul palco sloveno, la finale del 4 luglio rappresenta così un passaggio che unisce memoria pop, scrittura contemporanea e un tratto identitario ben riconoscibile anche da questa parte del confine.

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