PordenonePensa allarga il raggio: a giugno il festival attraversa cinque comuni del Friuli occidentale
Dal cuore di Pordenone a Spilimbergo, Porcia, Roveredo in Piano e Fontanafredda: incontri gratuiti fino al 26 giugno con ospiti tra cultura, politica e sport.
Non resta confinato al capoluogo il calendario 2026 di PordenonePensa. La diciottesima edizione del festival del confronto si distribuisce infatti in più centri del Friuli occidentale, costruendo un percorso che tocca Pordenone, Porcia, Spilimbergo, Roveredo in Piano e Fontanafredda fino al 26 giugno.
La rassegna, curata dal Circolo Culturale Eureka ETS, mantiene la formula dell’ingresso libero e punta ancora una volta su incontri pubblici dedicati a temi molto diversi tra loro: scenari internazionali, libri, economia, memoria storica, sport ed equilibrio tra ambiente e territorio.
Il programma ha già mosso i primi passi l’11 giugno a Roveredo in Piano con Stefano Pilotto e un appuntamento centrato sulla strage di Vergarolla. Da qui in avanti, il baricentro degli eventi resta soprattutto a Pordenone, nel Chiostro della Biblioteca, con spostamento in spazi al coperto in caso di maltempo.
Un festival diffuso tra città e provincia
Il tratto più evidente dell’edizione di quest’anno è proprio la sua dimensione territoriale. Accanto agli incontri ospitati nel capoluogo, il cartellone si apre ad altre piazze e ad altri luoghi della provincia, rafforzando il legame tra la manifestazione e una comunità più ampia.
Spilimbergo ospiterà il 23 giugno, in piazza Garibaldi, uno dei confronti più attesi sui conflitti contemporanei, con Fausto Biloslavo, Gianandrea Gaiani e Gian Micalessin. La chiusura del festival sarà invece il 26 giugno a Fontanafredda, nell’area Risorgive, dove Gennaro Sangiuliano interverrà sui profili dei grandi leader del mondo, in dialogo con Rossano Cattivello.
Da Panatta a Cerno, i nomi più attesi del calendario
Tra gli ospiti di maggiore richiamo c’è Adriano Panatta, atteso il 18 giugno per una serata dedicata al suo 1976, stagione rimasta centrale nella storia del tennis italiano. A condurre l’incontro sarà Filippo Facci.
Il capitolo sportivo proseguirà il 24 giugno con Alessandro Donati, che porterà al centro del dibattito etica agonistica e contrasto al doping. Sul fronte politico e dell’attualità, il 25 giugno è in programma l’intervento di Tommaso Cerno, direttore de Il Giornale, con un focus sul conformismo nel Paese.
Prima, il 17 giugno, Alberto Mingardi e ancora Filippo Facci discuteranno di polarizzazione ideologica. Il 22 giugno toccherà invece a Giuseppe Benedetto e Davide Giacalone confrontarsi sui temi dell’economia e della spesa pubblica.
Libri, idee e sostenibilità negli appuntamenti del festival
Lo spazio dedicato alla cultura in senso più ampio comprende la serata del 19 giugno al Capitol di Pordenone, dove Pietrangelo Buttafuoco e Giampiero Mughini dialogheranno con Giordano Bruno Guerri intorno al tema delle buone letture e dei libri capaci di lasciare un segno.
Guerri sarà poi presente anche a Porcia, in piazza Remigi, assieme a Francesca Barbi Marinetti, in un incontro che guarderà all’eredità e all’attualità del Futurismo.
Nel cartellone trova posto anche la riflessione sul rapporto tra cucina, paesaggio e responsabilità ambientale. Il 15 giugno la chef Chiara Pavan, Stella Verde Michelin, sarà intervistata da Kevin Feragotto in un appuntamento dedicato alla sostenibilità e al rispetto del territorio.
Il legame con Pordenone e il percorso verso il 2027
Pur allargandosi ad altri comuni, PordenonePensa conserva nel capoluogo il suo punto di riferimento principale. Molti eventi si tengono infatti nel Chiostro della Biblioteca, uno spazio che negli anni è diventato riconoscibile per il pubblico della manifestazione.
Il festival si inserisce inoltre nel percorso verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027. Tra i soggetti che lo sostengono figurano istituzioni locali e regionali, insieme a realtà economiche e associative del territorio.
Per l’amministrazione comunale pordenonese, la rassegna rappresenta una presenza consolidata nella vita culturale cittadina, resa possibile anche dal lavoro volontario che accompagna l’organizzazione. La presidente del Circolo Culturale Eureka ETS, Ileana Scian, richiama invece il valore dell’incontro pubblico come spazio aperto alla comunità. L’identità visiva dell’edizione 2026 porta la firma dell’artista pordenonese Edoardo Nardin.