Pordenonelegge riparte già dal giorno dopo: sei persone al lavoro tutto l’anno dietro il festival

Conclusa l’edizione 2026 con la presenza di Sergio Mattarella, la Fondazione si ferma il 24 e 25 settembre prima dei prossimi appuntamenti.

22 settembre 2026 15:50
Pordenonelegge riparte già dal giorno dopo: sei persone al lavoro tutto l’anno dietro il festival -
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Finito il festival, per Pordenonelegge non si abbassa davvero il sipario. Mentre in città si smontano strutture e allestimenti dei giorni appena trascorsi, la Fondazione che guida la manifestazione mette già ordine all’edizione conclusa e prepara i passaggi successivi, con una breve pausa degli uffici fissata per il 24 e 25 settembre.

Il dato che colpisce, guardando alla macchina organizzativa di uno degli eventi culturali più riconoscibili del Friuli, è la dimensione della squadra stabile: a seguire il festival durante tutto l’anno sono sei professionisti, impegnati fra rapporti con gli autori, gestione amministrativa, aspetti logistici e coordinamento di un programma che coinvolge il territorio.

Una struttura piccola per un evento di rilievo nazionale

La Fondazione Pordenonelegge.it lavora con un gruppo composto dalla direttrice Michela Zin e da Paola Schiffo, Debora Dal Bo, Monica Bonacotta, Gabriele Pieroni e Francesca Dotta. È questo nucleo a occuparsi, mese dopo mese, della costruzione del festival e del suo equilibrio organizzativo.

Alla fine di ogni edizione, il lavoro non si interrompe: si tirano le somme dell’appuntamento appena chiuso, si affrontano bilanci e pratiche, si impostano i contatti per l’anno successivo e si programmano le attività che nel frattempo accompagnano il calendario autunnale.

Secondo quanto spiegato dalla direttrice, la struttura funziona come un laboratorio continuo, capace di rimodulare compiti e tempi in base alle esigenze. Un’organizzazione essenziale nei numeri, ma chiamata a tenere insieme una rete molto ampia fatta di ospiti, fornitori, collaboratori e pubblico.

Il peso di un’edizione segnata dalla visita del Capo dello Stato

L’edizione 2026 ha avuto un significato particolare anche per la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, arrivato a Pordenone per la cerimonia finale al Teatro Verdi. Un momento che ha dato ulteriore rilievo al festival e ha richiesto una gestione ancora più complessa sotto il profilo operativo.

L’arrivo del Capo dello Stato ha comportato infatti un rafforzamento dell’apparato logistico e delle misure legate all’organizzazione dell’evento conclusivo. Per la Fondazione, la partecipazione di Mattarella rappresenta anche un riconoscimento istituzionale importante al percorso costruito in questi anni.

Nei giorni scorsi il Presidente ha definito Pordenonelegge un patrimonio prezioso da custodire, una valutazione che ha dato particolare forza alla chiusura della manifestazione e al suo significato per il territorio friulano.

Dopo il festival, la città torna al ritmo ordinario

Archiviati gli incontri e le sale piene, Pordenone sta vivendo le ore del ritorno alla normalità. In queste giornate vengono rimossi tensostrutture, bandierine e gli altri elementi temporanei che hanno accompagnato il festival nelle vie e nelle piazze cittadine.

Dentro questo passaggio si inserisce anche la sospensione di due giorni annunciata dalla Fondazione. Gli uffici resteranno chiusi giovedì 24 e venerdì 25 settembre, una pausa breve dopo l’intensità organizzativa dell’ultima edizione.

Il bilancio della Fondazione e i prossimi passaggi

Nel commento diffuso al termine del festival, il presidente Michelangelo Agrusti ha richiamato il valore del lavoro condiviso tra cultura, territorio e sistema produttivo, indicando proprio nelle competenze costruite localmente uno dei punti di forza del progetto.

Alla fine, il tratto forse più significativo di Pordenonelegge resta proprio questo: un evento di grande visibilità pubblica sostenuto da una squadra ristretta, che per dodici mesi segue ogni fase dell’organizzazione e che già dopo la chiusura torna a guardare ai prossimi appuntamenti.

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