Pordenonelegge, il Quirinale rilancia il festival: Mattarella lo indica come bene da proteggere
Il Presidente della Repubblica ha incontrato i vertici della Fondazione. In autunno il festival chiuderà l’edizione 2026 con la tappa di Praga.
Per Pordenonelegge arriva un passaggio che pesa ben oltre il valore cerimoniale. L’incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella consegna infatti al festival un riconoscimento istituzionale di primo piano, in una fase in cui la manifestazione guarda già al suo appuntamento conclusivo del 2026 fuori dai confini italiani.
Nel colloquio con la delegazione della Festa del libro e della libertà, il Capo dello Stato ha definito il festival un «patrimonio prezioso da custodire». Un’espressione che rafforza il ruolo assunto negli anni dalla rassegna culturale nata a Pordenone e diventata uno dei riferimenti più riconoscibili del panorama regionale e nazionale.
A rappresentare la Fondazione e l’organizzazione c’erano la direttrice Michela Zin, il direttore artistico Gian Mario Villalta e i curatori Alberto Garlini e Valentina Gasparet. Per il gruppo che guida il festival, il saluto del Quirinale si inserisce in un momento decisivo del percorso annuale.
Un riconoscimento che parla anche al Friuli
Per il territorio friulano, il valore dell’incontro sta anche nel messaggio pubblico che accompagna Pordenonelegge: non soltanto un calendario di presentazioni e ospiti, ma una realtà culturale capace di rappresentare una comunità più ampia. Il passaggio di Mattarella conferma questa dimensione, attribuendo alla manifestazione un significato che tocca la città, la regione e il sistema culturale del Friuli Venezia Giulia.
Nel corso dell’incontro è stata inoltre conferita al Presidente l’onorificenza di Ambassador of freedom. Un gesto simbolico che si lega all’identità costruita dal festival attorno ai temi della libertà, del confronto pubblico e della partecipazione civile.
L’ultima tappa del 2026 sarà nella capitale ceca
La chiusura dell’edizione 2026 è già fissata: dal 20 al 22 ottobre Pordenonelegge sarà a Praga con Arena Europa. La tre giorni porterà nel cuore della capitale ceca incontri rivolti sia ai lettori sia agli operatori culturali, in continuità con un percorso che da tempo guarda alla dimensione europea come parte integrante del progetto.
Per la manifestazione si tratta di un passaggio coerente con la sua crescita: da evento cittadino a piattaforma culturale capace di dialogare con altre realtà del continente. La tappa praghese viene letta anche come un’occasione per rimettere al centro il confronto sui valori alla base dell’Europa.
La lettura della Fondazione
Il presidente della Fondazione Pordenonelegge.it, Michelangelo Agrusti, ha interpretato il momento come una conferma del livello raggiunto dal festival. Nelle sue parole, la manifestazione ha dimostrato di essere non solo un grande appuntamento culturale, ma anche una risorsa sociale e collettiva per Pordenone, per il Friuli Venezia Giulia e per l’intero Paese.
A sostegno di questa visione, Agrusti ha richiamato la partecipazione registrata nelle piazze e il coinvolgimento di migliaia di persone, elementi che hanno restituito l’immagine di una città capace di riconoscersi nel festival. È in questo quadro che la cultura viene indicata come spazio di coesione e strumento di vita democratica.
Con il sigillo simbolico arrivato dal Quirinale, Pordenonelegge si avvicina ora all’appuntamento di Praga con un profilo ancora più definito. Per il festival, il finale del 2026 non sarà soltanto una trasferta internazionale, ma un nuovo banco di prova per consolidare una vocazione europea che parte da Pordenone e parla a tutto il Friuli.