Pordenone, il verde pubblico diventa occasione di lavoro: il bilancio di “Custodi di Equilibri”

In due anni il progetto ha coinvolto sei persone con disabilità e tre aree cittadine. Ora si guarda anche al Sentiero delle Operaie.

04 giugno 2026 20:14
Pordenone, il verde pubblico diventa occasione di lavoro: il bilancio di “Custodi di Equilibri” -
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A Pordenone la manutenzione degli spazi verdi si è trasformata in un percorso concreto di inclusione. Dopo due anni di attività, “Custodi di Equilibri” viene indicato dai promotori come un’esperienza capace di tenere insieme riqualificazione ambientale, partecipazione e avvicinamento al lavoro per persone con fragilità.

Il progetto, costruito da Comune, ASFO e Coop Noncello, ha interessato finora tre punti della città: il Parco del Seminario, la roggia Vallona e il Parco delle Terme Romane. In questo arco di tempo sono state coinvolte sei persone con disabilità, accompagnate in attività utili sia alla cura del territorio sia alla crescita di competenze personali e relazionali.

Nel quadro delle prospettive future compare anche il Sentiero delle Operaie, indicato come possibile nuova tappa di un modello che a Pordenone punta a dare valore ai luoghi pubblici e, insieme, alle persone che li vivono e se ne occupano.

Un progetto nato nei parchi e cresciuto con la città

Il primo intervento è partito dal Parco del Seminario, area da cui ha preso forma un lavoro più ampio sulla sistemazione del verde e sull'utilizzo degli spazi urbani come contesti di inclusione. Successivamente l'iniziativa è stata allargata anche alla roggia Vallona e al Parco delle Terme Romane, consolidando un'impostazione che unisce attenzione ambientale e funzione sociale.

L'assessore all'Ambiente Mattia Tirelli ha richiamato proprio questa evoluzione, sottolineando come il percorso sia nato da una proposta di ASFO e Coop Noncello per recuperare una parte significativa del Parco del Seminario e trasformarla anche in un'occasione di avvicinamento al mondo del lavoro. I risultati, ha spiegato, oggi non riguardano più un solo spazio ma un insieme di aree che restituiscono alla città luoghi più curati e accessibili.

Secondo l'amministrazione, l'esperienza potrà essere riproposta anche in altri contesti urbani, soprattutto in una fase in cui cresce il patrimonio verde da gestire. In questo senso viene richiamato anche il nuovo Regolamento del Verde, che disciplina i patti di collaborazione e favorisce il coinvolgimento diretto di soggetti pubblici e privati nella manutenzione degli spazi comuni.

Pordenone, due anni di cura del verde e inclusione con il progetto Custodi di Equilibri
Pordenone, due anni di cura del verde e inclusione con il progetto Custodi di Equilibri

Il significato sociale oltre i numeri

Accanto alla cura dei parchi, il progetto ha costruito un percorso rivolto all'autonomia. Per l'assessora alle Politiche sociali e alle Pari Opportunità Guglielmina Cucci, il valore dell'iniziativa sta proprio nel superare una logica puramente assistenziale, mettendo al centro persone spesso poco visibili e riconoscendole come parte attiva nella gestione di beni condivisi.

La stessa lettura arriva da Coop Noncello. Il presidente Stefano Mantovani ha osservato che l'impatto di “Custodi di Equilibri” non si esaurisce nel numero dei partecipanti, ma si misura anche nella rete di relazioni nata attorno all'iniziativa. Al Parco del Seminario, in particolare, cittadini, famiglie e scuole hanno potuto frequentare uno spazio più vissuto e incontrare direttamente chi ha preso parte al progetto.

Uno degli aspetti più significativi, nelle parole dei promotori, è il cambiamento di prospettiva: non persone che ricevono soltanto supporto, ma cittadini che contribuiscono alla tutela di un bene comune. È in questo passaggio che il progetto trova la propria identità, legando ambiente, comunità e benessere sociale in un'unica visione.

L'iniziativa rientra inoltre nelle azioni del Contratto di Fiume Noncello, percorso partecipato dedicato alla valorizzazione del sistema fluviale e delle aree naturali urbane. Se l'estensione al Sentiero delle Operaie dovesse concretizzarsi, Pordenone aggiungerebbe un altro tassello a un'esperienza che in questi due anni ha mostrato come la cura del verde possa diventare anche uno strumento di inclusione stabile per la comunità.

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