Pordenone si prepara alla finale di Spirito di Vino: 30 vignette in corsa per il verdetto di novembre
Il concorso internazionale di satira sul vino arriverà al Palazzo del Fumetto il 28 novembre 2026, dopo una selezione che ha ristretto a 30 opere il lotto iniziale.
A fine novembre Pordenone tornerà a essere il punto d’arrivo di uno degli appuntamenti più riconoscibili tra satira e cultura del vino. Al Palazzo del Fumetto sono attese le opere finaliste della 27ª edizione di Spirito di Vino, concorso internazionale che quest’anno ha portato in shortlist 30 vignette su 300 candidature complessive.
Per il Friuli Venezia Giulia, e in particolare per Pordenone, la premiazione del 28 novembre 2026 rappresenta il momento conclusivo di un percorso che unisce creatività, sguardo ironico e tradizione enologica. I nomi dei vincitori resteranno riservati fino all’evento finale, quando saranno assegnati i riconoscimenti previsti per le due sezioni in gara.
Il concorso è promosso dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, guidato da Elda Felluga, e conferma anche in questa edizione la distinzione tra under 35 e over 35. In entrambe le categorie saliranno sul podio tre lavori.
Il passaggio decisivo prima dell’appuntamento in Friuli
La cernita delle opere si è svolta a Milano, al Rigolo, locale storico che ospita anche uno spazio dedicato alla satira e ai lavori legati alla manifestazione. Da lì è uscita la rosa delle 30 vignette che ora approdano alla fase conclusiva.
La partecipazione ha confermato il respiro internazionale del premio. Tra i Paesi di provenienza dei lavori figurano, tra gli altri, Arabia Saudita, Costa Rica, Israele, Uzbekistan, Ucraina, Russia, Perù, Australia, Italia e Nuova Zelanda, a testimonianza di un interesse che supera da tempo i confini nazionali.
A valutare le candidature è stata una giuria composta da firme e profili noti del disegno, del giornalismo e della cultura enogastronomica: Alfio Krancic, Emilio Giannelli, Valerio Marini, Gianluigi Colin, Aldo Colonetti, Fede & Tinto, Carlo Cambi, Franz Botré, Enzo Rizzo, Silvestro Serra ed Elda Felluga.
Perché la tappa di Pordenone conta
La scelta di ospitare la premiazione al Palazzo del Fumetto rafforza il legame tra il concorso e la città. In un territorio che intreccia iniziative culturali e identità produttiva, Spirito di Vino trova una sede coerente per presentare il risultato finale di una selezione che mette insieme ironia, attualità e linguaggi visivi molto diversi.
Secondo Elda Felluga, proprio il confronto tra sensibilità lontane rende questa fase del premio particolarmente significativa: il vino diventa una chiave narrativa capace di far emergere letture differenti del presente, tra sorriso, provocazione e libertà espressiva.
Un concorso che ha costruito una storia lunga oltre venticinque anni
Avviato nel 2000, Spirito di Vino ha raccolto nel tempo più di 9 mila vignette provenienti da vari Paesi, formando un patrimonio che racconta come il tema enologico possa dialogare con costume, politica, società e cronaca attraverso la satira.
L’edizione 2026 si inserisce inoltre nel solco lasciato da Giorgio Forattini, presidente onorario della manifestazione per molti anni e scomparso nel 2025. Il suo nome resta legato a una parte importante della crescita del concorso e alla lettura delle opere presentate nelle diverse edizioni.
Felluga ha sottolineato anche l’alto livello dei lavori arrivati quest’anno, elemento che ha reso più impegnativa la scelta finale. Ora l’attenzione si sposta su Pordenone, dove il 28 novembre sarà svelato il verdetto conclusivo davanti al pubblico della città.
Per Prima Friuli, la notizia ha anche un valore territoriale preciso: la finale porta ancora una volta il Friuli al centro di una rete culturale internazionale, confermando Pordenone come sede capace di accogliere appuntamenti che parlano a pubblici diversi partendo da una forte identità locale.