Seconda moschea a Pordenone? Il Comune prende posizione: «Non ci sono le condizioni»

Il Comune di Pordenone interviene sulla possibile seconda moschea: dialogo aperto ma nessuna richiesta ufficiale e area non idonea.

15 marzo 2026 16:55
Seconda moschea a Pordenone? Il Comune prende posizione: «Non ci sono le condizioni» -
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PORDENONE – L’amministrazione comunale di Pordenone interviene ufficialmente sulla vicenda della possibile apertura di una seconda moschea nel territorio cittadino, dopo le notizie circolate nei giorni scorsi sui media locali. Il Comune ha diffuso una nota per chiarire la propria posizione, sottolineando che al momento non è stata presentata alcuna richiesta formale per la realizzazione o la conversione di immobili destinati a luogo di culto.

La questione nasce dalle informazioni relative a un progetto che riguarderebbe la trasformazione di un capannone nella zona industriale di Roveredo in Piano, a pochi chilometri dalla moschea già esistente nella zona della Comina, punto di riferimento per circa 3 mila fedeli della comunità islamica locale.

Nel comunicato l’amministrazione sottolinea che il dialogo interreligioso resta un valore fondamentale per la città.

«Siamo e saremo sempre disponibili al dialogo, anche interreligioso: questo è un valore irrinunciabile per la nostra comunità», afferma il Comune.

Allo stesso tempo vengono evidenziati alcuni aspetti concreti che riguardano la pianificazione urbana e la gestione della città.

Dal punto di vista amministrativo, l’ente precisa che non è stata depositata alcuna istanza ufficiale presso gli uffici comunali per la costruzione o l’apertura di una nuova moschea.

Inoltre, secondo quanto indicato nella nota, l’area che sarebbe stata individuata non avrebbe le caratteristiche urbanistiche idonee per una destinazione di questo tipo.

L’amministrazione ha ribadito che monitorerà eventuali sviluppi per evitare che richieste di questo genere vengano presentate in forma indiretta o attraverso strumenti alternativi.

Le notizie sulla possibile apertura di un secondo luogo di culto islamico sono emerse nei giorni scorsi e sarebbero legate a divisioni interne alla stessa comunità islamica locale, con l’idea di creare uno spazio autonomo rispetto al centro culturale già attivo alla Comina.

Secondo le ricostruzioni riportate da alcune fonti, l’operazione riguarderebbe la ristrutturazione di un capannone industriale con un investimento stimato attorno ai 200 mila euro, finanziato attraverso raccolte fondi e contributi interni alla comunità.

Nella posizione ufficiale diffusa dal Comune viene citato anche il tema della sicurezza e della coesione sociale.

L’amministrazione sottolinea che la città sta affrontando sfide importanti in termini di ordine pubblico e integrazione, e che la priorità resta quella di garantire la qualità della vita ai cittadini che già vivono e lavorano sul territorio.

Per questo motivo – si legge nella nota – non è il momento di assumere iniziative che possano generare flussi migratori non programmati o situazioni difficili da gestire dal punto di vista urbano e sociale.

Pur esprimendo una posizione critica rispetto all’iniziativa, il Comune ribadisce la volontà di mantenere un confronto aperto con tutte le comunità religiose presenti sul territorio.

Il tema dei luoghi di culto e dell’integrazione resta infatti uno dei più delicati per molte città italiane, soprattutto quando si intrecciano aspetti urbanistici, sociali e di convivenza civile.

Per ora, quindi, la situazione resta ferma a un livello di dibattito politico e mediatico, in attesa di eventuali sviluppi formali che possano essere valutati dalle istituzioni competenti.

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