Pordenone punta su scienza e scuola: sei tappe del Progetto Marie Curie fino a marzo 2027

Tra città e Malnisio un percorso con teatro, cinema e incontri per avvicinare i ragazzi alle STEM e mettere al centro il contributo femminile alla ricerca.

A cura di Web Team Web Team
09 ottobre 2026 18:13
Pordenone punta su scienza e scuola: sei tappe del Progetto Marie Curie fino a marzo 2027 -
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Un calendario che mette insieme divulgazione, cultura e orientamento per le nuove generazioni prenderà forma a Pordenone nei prossimi mesi con la quarta edizione del Progetto Marie Curie, intitolata “Oltre i confini: Scienza, Visione, Società”. Il programma prevede sei appuntamenti distribuiti tra ottobre 2026 e marzo 2027, con iniziative pensate soprattutto per studentesse e studenti.

L'iniziativa, promossa da Tandem – Arti in Movimento con il sostegno del Comune di Pordenone, lavora su un doppio fronte: da una parte rendere più vicini i temi scientifici, dall'altra aprire una riflessione sul peso ancora forte degli stereotipi di genere nei percorsi STEM. L'idea è offrire occasioni concrete di incontro con professioniste, ricercatrici e linguaggi diversi come il teatro e il cinema.

Alla presentazione del progetto sono intervenute l'assessora alle Pari opportunità Guglielmina Cucci, la direttrice artistica Federica Guerra e la consulente Silva Fedrigo. Il senso dell'iniziativa, è stato spiegato, è anche quello di dare alle ragazze modelli riconoscibili e strumenti utili per orientarsi nelle scelte di studio.

Dal teatro al cinema, il programma prende il via in autunno

La prima data è fissata per domenica 18 ottobre alle 17.30 all'ex Centrale Idroelettrica Pitter di Malnisio. Qui la compagnia trentina Arditodesìo presenterà “SE.NO”, spettacolo costruito attorno a questioni che toccano salute e medicina e sviluppato con consulenza medico-scientifica.

Il giorno successivo, 19 ottobre alle 10.30, il percorso si sposterà a Cinemazero con la proiezione di “Nostalgia della luce” di Patricio Guzmán, accompagnata dall'intervento della professoressa Silvia Casini. Sempre nella sala pordenonese è previsto anche il secondo appuntamento cinematografico, il 23 novembre alle 10.30, con “Women on Mars” di Ana Montserrat Rosell, introdotto da Silva Fedrigo.

Una parte centrale è dedicata alle scuole

Il rapporto con il mondo scolastico resta uno degli assi portanti del progetto. Il 25 novembre all'Auditorium Concordia arriverà infatti la proposta di Generazione STEM “La scienza che non ci hanno raccontato a scuola. Rosalind Franklin, Grace Hopper, Marie Tharp”, incentrata su tre figure femminili decisive nella storia della conoscenza scientifica e tecnologica.

Progetto Marie Curie a Pordenone, sei appuntamenti tra scienza e pari opportunità

Nello stesso spazio, l'11 febbraio 2027 alle 10.30, si terrà anche “Abbiamo tutti i numeri – STEM e gender gap. Racconti, traguardi, opportunità”, incontro con Elena Brusoni, Sara Della Bruna e Cristiana Rossi, con il coordinamento di Federica Guerra. Al centro ci saranno i percorsi professionali e le possibilità di accesso delle donne alle carriere scientifiche.

La chiusura guarda a una figura legata al territorio

L'ultima tappa è in programma il 20 marzo 2027 alle 21.00, di nuovo a Malnisio, con una nuova produzione di Tandem – Arti in Movimento dedicata a Silvia Zenari. La studiosa pordenonese si distinse nel campo della geologia e della botanica, e il suo nome è oggi legato anche al Museo Civico di Storia Naturale di Pordenone.

A settant'anni dalla scomparsa, lo spettacolo dal titolo provvisorio “Silvia Zenari. Le voci dell'erbario” porterà in scena Federica Guerra con le immagini dal vivo di Anna Givani – The Bloom Machine. La scelta di chiudere il percorso su questa figura dà al progetto una forte impronta locale, collegando il racconto della scienza a una storia profondamente radicata nel territorio pordenonese.

Nel quadro di avvicinamento a Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, il progetto mette in rete scuole, istituzioni, associazioni e luoghi della cultura. Il risultato è un percorso che usa più linguaggi per mostrare come la ricerca scientifica non sia un tema distante, ma una parte viva della società e delle scelte che riguardano il futuro dei più giovani.

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