Pordenone, indagine antidroga della Finanza: ai domiciliari un uomo, contestate centinaia di cessioni
L’inchiesta della Guardia di Finanza parte da un controllo in strada e ricostruisce 575 episodi tra cocaina e hashish. Tra le accuse anche il coinvolgimento di minori.
Un’attività investigativa sviluppata nel Pordenonese ha portato all’applicazione dei domiciliari con braccialetto elettronico per un uomo di origine afgana, ritenuto dagli inquirenti al centro di una fitta attività di spaccio tra cocaina e hashish.
Il provvedimento è stato firmato dal Gip del Tribunale di Pordenone su richiesta della Procura, al termine del lavoro svolto dalla Guardia di Finanza del comando provinciale. L’inchiesta, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe permesso di delineare 575 episodi di cessione di stupefacenti sul territorio.
Nel quadro accusatorio pesano anche due aspetti considerati particolarmente delicati: la presunta vendita di droga a un minorenne e l’utilizzo della fidanzata, anche lei minorenne, in alcune consegne contestate dagli inquirenti.
Da un controllo mirato all’apertura dell’inchiesta
L’origine del fascicolo risale a un servizio di monitoraggio contro i traffici illeciti. In quella circostanza i militari avevano fermato l’uomo durante uno scambio con un acquirente, avviando così gli approfondimenti successivi.
Durante il controllo era stato trovato un involucro in possesso del cliente. Addosso all’indagato, invece, erano stati recuperati 100 euro in contanti e cinque dosi, per un peso complessivo di 5,1 grammi di cocaina.
La perquisizione nell’abitazione aveva poi consentito di sequestrare altri 4.110 euro, somma ritenuta collegata all’attività di spaccio. Nel complesso, nella fase iniziale, erano stati posti sotto sequestro 6,1 grammi di cocaina e 4.210 euro, con una prima denuncia a piede libero.
Le quantità ricostruite nel Pordenonese
Su delega dell’autorità giudiziaria, gli accertamenti sono proseguiti con osservazioni, pedinamenti, analisi dei tabulati telefonici e raccolta di dichiarazioni da parte di diversi acquirenti abituali.
Da questa attività, la Guardia di Finanza ritiene di aver ricostruito una rete di spaccio continuativa. In particolare vengono contestate 158 cessioni di hashish, per un totale stimato di 2,108 chilogrammi, e 417 cessioni di cocaina, per circa 655 grammi.
Si tratta, va precisato, di quantitativi elaborati sulla base del quadro investigativo e distinti dalla droga materialmente recuperata nel primo intervento che aveva fatto scattare l’indagine.
Il nodo dei minori nelle contestazioni
Tra gli elementi che aggravano la posizione dell’indagato ci sono gli episodi che avrebbero coinvolto ragazzi minorenni. Secondo l’ipotesi accusatoria, una parte delle dosi sarebbe stata ceduta a un minore.
Gli investigatori contestano inoltre che, in alcuni casi, l’uomo si sarebbe avvalso della collaborazione della propria fidanzata minorenne per effettuare consegne di stupefacente.
La misura cautelare eseguita nei giorni scorsi si inserisce nel più ampio fronte dei controlli antidroga nel territorio pordenonese. Il procedimento, in ogni caso, si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e ogni responsabilità dovrà essere accertata in via definitiva nel rispetto della presunzione di innocenza.