Pordenone guarda al 2027 con i friulani nel mondo: EFASCE avvia il cantiere degli appuntamenti

Alla parrocchia del Beato Odorico confronto con i rappresentanti della nuova emigrazione. Sul tavolo gli eventi per Pordenone 2027 e i 120 anni dell’ente.

19 ottobre 2026 08:36
Pordenone guarda al 2027 con i friulani nel mondo: EFASCE avvia il cantiere degli appuntamenti -
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Pordenone comincia a costruire uno dei passaggi più significativi del suo prossimo futuro culturale coinvolgendo anche chi oggi vive e lavora all’estero. Nella parrocchia del Beato Odorico si è tenuta una giornata di confronto promossa da EFASCE per mettere a fuoco il percorso che porterà al 2027, anno in cui la città sarà Capitale italiana della Cultura e in cui l’associazione festeggerà i 120 anni dalla fondazione.

L’incontro ha riunito una parte della nuova emigrazione pordenonese, quella maturata nel XXI secolo tra Europa e Asia, insieme al direttivo dell’ente. L’obiettivo è definire una cornice comune per iniziative capaci di tenere assieme memoria dell’emigrazione storica, esperienze dei nuovi expat e rapporto con il territorio.

Un percorso che parte adesso

Il lavoro avviato a Pordenone punta a preparare tre grandi momenti per il 2027. L’idea è quella di costruire appuntamenti che sappiano parlare sia alla comunità locale sia ai corregionali sparsi nel mondo, intrecciando cultura, testimonianze, relazioni internazionali e partecipazione civile.

Il presidente di EFASCE Pordenonesi nel Mondo, Angioletto Tubaro, ha spiegato che il quadro generale delle celebrazioni è già stato impostato e che nei prossimi mesi saranno presentate nel dettaglio le singole iniziative. Il programma, nelle intenzioni dell’ente, coinvolgerà artisti, discendenti dell’emigrazione storica, nuovi residenti all’estero, oltre a proposte legate a musica, sport e enogastronomia.

EFASCE riunisce a Pordenone i nuovi emigrati in vista del 2027

I volti della nuova mobilità friulana

Al tavolo di lavoro hanno preso parte Roberto Ortolan dal Regno Unito, Luca Pascotto dalla Francia, Letizia Santin, Nicola Mascherin e Arianna Grosso dagli Emirati Arabi Uniti, Andrea Rambaldini e Angela Turrin dalla Spagna, Cristian De Nadai e Antonello Colussi dalla Russia. Arianna Grosso è stata indicata come coordinatrice del gruppo.

Alla riunione era presente anche Walter De Bortoli, assessore comunale e componente del direttivo in rappresentanza del Comune di Pordenone, che aderisce a EFASCE come socio. La partecipazione istituzionale conferma il peso che il rapporto con i pordenonesi all’estero può avere nel cammino verso il 2027.

Per Prima Friuli, il dato più interessante è proprio questo: il Friuli che si prepara ai grandi appuntamenti non guarda solo entro i propri confini, ma prova a richiamare competenze, idee e reti nate fuori regione. Un patrimonio che EFASCE considera da tempo una risorsa stabile e non soltanto simbolica.

EFASCE riunisce a Pordenone i nuovi emigrati in vista del 2027

La serata al Verdi con il racconto di Miriam Ferrarin

La giornata si è chiusa al Ridotto del Teatro Verdi con un incontro pubblico dedicato al viaggio e all’esperienza personale di chi attraversa il mondo. Protagonista dell’appuntamento è stata la maniaghese Miriam Ferrarin, conosciuta come Miry Giramondo, che ha raccontato il suo percorso partito 830 giorni fa e sviluppato in oltre 30 Paesi.

La serata, intitolata “Da Pordenone al Mondo in solitaria”, è stata organizzata da EFASCE con il patrocinio del Comune di Pordenone e con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, di Fondazione Friuli e di Bcc Pordenonese e Monsile. La conduzione è stata affidata alla giornalista e voce di Radio3 Mondo Costanza Spocci, con la presenza sul palco anche di Federica Pivetta, guida di Pnleggebooklovers.

EFASCE riunisce a Pordenone i nuovi emigrati in vista del 2027

EFASCE riunisce a Pordenone i nuovi emigrati in vista del 2027

EFASCE riunisce a Pordenone i nuovi emigrati in vista del 2027

Il filo che lega la riunione del Beato Odorico e l’incontro al Verdi è chiaro: Pordenone vuole arrivare al 2027 mettendo in relazione la propria storia con le energie più nuove della diaspora friulana. Un lavoro ancora in fase di definizione, ma già avviato con l’idea di trasformare un anniversario e un titolo nazionale in un’occasione condivisa per tutto il territorio.

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